Google rivoluziona la ricerca online: l’intelligenza artificiale cambia il modo di navigare sul web

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Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni
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Le nuove funzioni IA di Google promettono una trasformazione storica del motore di ricerca

Per oltre vent’anni, cercare informazioni online ha significato digitare alcune parole chiave nella classica barra bianca di Google e scegliere tra una lista di link. Un’abitudine diventata parte integrante della vita quotidiana di milioni di persone, anche in Italia, dove il motore di ricerca resta il principale punto di accesso alle notizie, agli acquisti online e ai servizi digitali. Ora però questo modello è destinato a cambiare profondamente.

Durante la conferenza Google I/O del 19 maggio, il colosso californiano ha presentato una nuova generazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale che trasformeranno il modo in cui gli utenti interagiscono con il web. Le nuove funzioni verranno introdotte gradualmente nelle prossime settimane e rappresentano, secondo molti osservatori del settore, la più importante evoluzione della piattaforma dalla sua nascita.

Dalla ricerca per parole chiave a una conversazione con l’IA

La tradizionale lista di siti web lascerà sempre più spazio a risposte sintetiche generate automaticamente dall’intelligenza artificiale. La barra di ricerca diventerà un vero e proprio spazio conversazionale, capace di comprendere richieste articolate e contestuali.

Google utilizza già strumenti di questo tipo attraverso le AI Overviews, le panoramiche IA che compaiono in alcuni risultati di ricerca. Con il nuovo aggiornamento, queste funzioni saranno ulteriormente potenziate e integrate in modo molto più centrale nell’esperienza dell’utente.

In pratica, non sarà più necessario limitarsi a digitare termini essenziali come “pianta foglie gialle”. Gli utenti potranno formulare domande complete, ad esempio: “La mia pianta ha le foglie gialle e il terreno è sempre umido: la sto annaffiando troppo? Come posso salvarla?”. Il sistema analizzerà il contesto e fornirà una risposta diretta, simile a quanto già accade con chatbot come ChatGPT.

Foto, video e richieste complesse nelle nuove ricerche

Tra le principali novità annunciate c’è la possibilità di integrare immagini e video nelle ricerche. Gli utenti potranno caricare contenuti multimediali per ottenere risposte più precise e personalizzate.

Il nuovo sistema sarà alimentato da Gemini 3.5, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Google. Secondo l’azienda, la nuova versione è più potente rispetto alla precedente e richiede meno risorse energetiche, un tema sempre più centrale nel dibattito globale sull’impatto ambientale delle tecnologie IA.

Arrivano gli agenti intelligenti

Una delle innovazioni più attese riguarda gli agenti IA, strumenti capaci di svolgere attività autonome nel tempo. Si tratta di sistemi progettati per monitorare situazioni specifiche e intervenire quando necessario.

Un esempio concreto riguarda il mercato immobiliare: un agente potrà controllare automaticamente gli annunci di affitti online e avvisare l’utente quando compare un appartamento compatibile con le sue esigenze. Funzioni simili potrebbero trovare applicazione anche nei viaggi, nello shopping o nella gestione delle attività quotidiane.

La sfida diretta a ChatGPT e alle altre IA generative

La strategia di Google rappresenta anche una risposta alla crescita di piattaforme come ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic, che negli ultimi anni hanno modificato le abitudini digitali di milioni di persone.

Sebbene Google continui a registrare volumi enormi di traffico, il modo in cui gli utenti consumano le informazioni sta cambiando rapidamente. Sempre più spesso le persone ottengono la risposta direttamente nella pagina dei risultati senza visitare i siti che hanno prodotto i contenuti originali.

Secondo un’indagine pubblicata dal Pew Research Center nel luglio 2025, questo fenomeno sta riducendo sensibilmente il numero di clic verso giornali online, blog, guide specializzate e piattaforme informative.

Pubblicità e marketing nell’era dell’intelligenza artificiale

Per i siti web che vivono grazie al traffico generato dai motori di ricerca, il cambiamento rappresenta un potenziale problema economico. Quotidiani digitali, riviste e portali informativi potrebbero vedere diminuire ulteriormente le visite provenienti da Google.

Nel frattempo, anche la pubblicità online sta entrando nella nuova fase dominata dall’IA. Oltre il 70% del fatturato di Alphabet, la holding che controlla Google, deriva ancora dalle inserzioni pubblicitarie. Per questo motivo l’azienda sta sperimentando nuovi formati sponsorizzati integrati nelle esperienze di ricerca basate sull’intelligenza artificiale.

Anche OpenAI ha iniziato a testare annunci pubblicitari nelle versioni gratuite e Go di ChatGPT negli Stati Uniti. Come previsto dalle normative europee sulla trasparenza digitale, questi contenuti continueranno a essere identificati chiaramente come messaggi commerciali.

Cambia anche il posizionamento online

L’evoluzione riguarda inoltre il cosiddetto SEO, cioè l’insieme delle tecniche utilizzate per comparire tra i primi risultati dei motori di ricerca. Per anni aziende e professionisti hanno costruito strategie per rendersi visibili su Google attraverso parole chiave e ottimizzazione dei contenuti.

Ora il problema si sposta su un nuovo terreno: convincere le intelligenze artificiali a considerare affidabili e rilevanti determinati prodotti, servizi o marchi.

Quando un utente chiede a un’IA quale sia il miglior ristorante economico in una città, quale automobile abbia la batteria più affidabile o quali scarpe siano ideali per un trekking in montagna, il sistema deve selezionare le informazioni da fonti considerate autorevoli. È qui che nasce la nuova frontiera del marketing digitale.

Un web sempre più guidato dalle risposte automatiche

La trasformazione annunciata da Google segna un ulteriore passo verso un internet in cui le risposte arrivano direttamente dalle piattaforme IA, senza passare necessariamente dai siti web tradizionali. Un cambiamento che potrebbe ridefinire gli equilibri tra tecnologia, informazione e pubblicità online.

Mentre aziende, editori e professionisti cercano di adattarsi a questo nuovo scenario, resta ancora una grande incognita: capire davvero quali criteri utilizzino le intelligenze artificiali per scegliere le informazioni da mostrare agli utenti.

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