Dopo anni in cui è riuscita ad assorbire l’aumento dei costi dei componenti senza trasferirli ai consumatori, Apple si trova ora davanti a una sfida sempre più complessa. La crescita dei prezzi delle memorie RAM e delle soluzioni di archiviazione sta infatti mettendo sotto pressione i conti del gruppo di Cupertino, che non esclude ritocchi ai listini dei propri dispositivi nei prossimi mesi.
Apple non riesce più ad assorbire i rincari delle memorie
Negli ultimi anni il settore tecnologico ha dovuto affrontare una forte volatilità nei costi delle componenti elettroniche. Apple era riuscita a limitare l’impatto di questi aumenti sui prezzi finali, mantenendo una strategia orientata alla tutela dei consumatori.
Tuttavia, secondo quanto riferito dall’amministratore delegato Tim Cook in un’intervista al Wall Street Journal, la situazione è cambiata in modo significativo. L’azienda starebbe già intervenendo sui prezzi per compensare il forte incremento dei costi legati alla memoria e allo spazio di archiviazione.
“Purtroppo, gli aumenti dei prezzi sono inevitabili”, ha dichiarato Cook. “Stiamo facendo del nostro meglio per attenuare gli enormi aumenti che ci vengono trasferiti e abbiamo cercato di proteggere i nostri clienti da tali aumenti, ma la situazione è diventata insostenibile”.
Le parole del CEO rappresentano uno dei segnali più chiari finora arrivati da Apple riguardo alle difficoltà generate dalla crisi globale delle memorie.
iPhone, iPad e Mac tra i prodotti potenzialmente coinvolti
I futuri iPhone 18 Pro tra i principali candidati ai rincari
Apple non ha ancora indicato ufficialmente quali prodotti potrebbero subire aumenti di prezzo. Tuttavia, le prime indiscrezioni puntano verso la futura gamma iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, che potrebbero arrivare sul mercato con prezzi superiori rispetto agli attuali iPhone 17 Pro e Pro Max.
L’aumento dei costi delle memorie ad alte prestazioni rappresenta infatti una delle voci di spesa più rilevanti per gli smartphone di fascia premium, sempre più orientati verso capacità di archiviazione elevate e funzionalità avanzate legate all’intelligenza artificiale.
Possibili ritocchi anche per iPad e Mac
L’impatto della crisi potrebbe estendersi anche ad altri dispositivi dell’ecosistema Apple. Tra questi figurano iPad e Mac, categorie che già negli ultimi anni hanno registrato cambiamenti nella strategia commerciale dell’azienda.
In particolare, alcuni modelli Mac hanno visto la scomparsa delle configurazioni d’ingresso più economiche, con prezzi di partenza passati da 599 a 799 dollari. Una scelta interpretata da molti analisti come una risposta indiretta all’aumento dei costi produttivi.
La crisi delle memorie influenza anche le configurazioni hardware
La pressione sul mercato delle RAM non riguarda soltanto i prezzi finali. Apple ha recentemente modificato alcune opzioni di configurazione per i propri computer professionali, eliminando determinate varianti legate alle capacità di memoria.
Si tratta di un segnale che conferma come la disponibilità e il costo delle memorie siano diventati fattori sempre più determinanti nelle scelte industriali del gruppo californiano.
Le previsioni degli analisti
Secondo le stime elaborate dalla società di ricerca TechInsights, Apple potrebbe aumentare il prezzo dell’iPhone 18 Pro di circa 270 dollari per mantenere invariati gli attuali margini di profitto.
Nel frattempo, l’azienda starebbe valutando l’utilizzo della propria consistente liquidità per rafforzare l’approvvigionamento di memorie e garantire una maggiore disponibilità di componenti strategici. Non sono però stati forniti dettagli ufficiali sulle modalità con cui questa strategia potrebbe essere attuata.
Nessun piano per produrre memorie internamente
Nonostante le difficoltà del mercato, Apple non sembra intenzionata a seguire la strada dell’integrazione verticale nel settore delle memorie. L’ipotesi di costruire stabilimenti dedicati alla produzione interna di RAM e chip di archiviazione è stata esclusa dallo stesso Tim Cook.
“Non possiamo fare tutto”, ha affermato il CEO. “Sappiamo in cosa siamo bravi”.
Uno scenario ancora in evoluzione
L’andamento del mercato delle memorie continuerà a influenzare le decisioni dei principali produttori tecnologici nei prossimi mesi. Per Apple, che finora aveva evitato di trasferire integralmente i rincari ai clienti, il margine di manovra sembra ridursi progressivamente. Resta ora da capire se e in quale misura gli eventuali aumenti interesseranno i futuri iPhone, iPad e Mac destinati ai mercati internazionali, compreso quello europeo.

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