Aprile 20, 2024

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Ritorna l’ex ministro degli Esteri Di Maio

Ritorna l’ex ministro degli Esteri Di Maio

Il posto di inviato speciale per la regione del Golfo sarà creato, non da ultimo a causa del forte aumento dell’importanza degli Stati del Golfo nelle forniture di gas agli Stati membri dell’UE dopo l’invasione russa dell’Ucraina. L’ex ministro degli esteri italiano Luigi Di Maio ha l’esperienza internazionale necessaria per l’incarico, scrive il capo della politica estera dell’UE Joseph Borrell.

Di Maio sarà inizialmente nominato per un mandato di 21 mesi; Il suo mandato inizierà il 1 giugno e terminerà il 28 febbraio 2025. La nomina richiede l’approvazione della maggioranza dei paesi dell’UE che rappresentino almeno il 65% della popolazione totale dell’UE.

Di Maio è una figura folgorante in Italia. Nonostante abbia solo 36 anni, può vantare un’interessante carriera politica: nel 2013 è stato eletto al Parlamento italiano come rappresentante del Movimento 5 Stelle e, a 26 anni, è diventato il vicepresidente più giovane. La Camera dei Rappresentanti è stata nominata nella storia della Repubblica Italiana.

Da Sandwich Grill all’UE

In seguito divenne capo politico del movimento di contestazione, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, vicepresidente del governo del governo e, infine, ministro degli Esteri nel secondo governo di Giuseppe Conte. Gli è stato anche permesso di ricoprire la carica sotto Mario Draghi, che ha sostituito Conte come capo del governo nel marzo 2021.

Abbandonato il college, Di Maio si guadagnava da vivere vendendo panini in uno stadio di calcio del Napoli prima di entrare in politica.

Una delle sue qualità migliori è sempre stata il suo singolare opportunismo: dopo aver vinto le elezioni del 2018, quando il Movimento Cinque Stelle è diventato il partito più forte, ha co-governato prima con la Lega di estrema destra di Matteo Salvini, poi con il PT di sinistra. Con l’ex banchiere centrale Mario Draghi, personificazione dell'”élite” odiata dai “Grillini”.

Dagli oppositori Nato alla “colla da poltrona”.

Da contrario all’euro, è diventato un sostenitore della moneta unica Ha trasformato gli ammiratori di Putin e gli oppositori della NATO in atlantisti.

Dopo la caduta di Mario Draghi e le nuove elezioni dell’autunno 2022, vinte da Fratelli d’Italia post-fascista di Giorgia Meloni, Di Maio è caduto nell’oscurità politica. Ha fondato il suo partito prima delle elezioni, ma è stato un totale fallimento: la sua lista ha ottenuto appena lo 0,6 per cento dei voti.

Quindi, dato il suo nuovo incarico nell’UE, Di Maio è ora accusato dal movimento di opposizione – che lo vede come un traditore per aver fondato il partito – che i Cinque Stelle (e il loro ex frontman Di Maio) sono cambiati per sempre. Ultima cosa: una colla da sedia, membro della “casta”.

La nomina di Di Maio, ancora plasmata sotto Mario Draghi, ha suscitato poco entusiasmo anche nel governo di Giorgia Meloni: i rappresentanti della Lega, partner di coalizione, hanno descritto la decisione di Borel come una “umiliazione” e “uno schiaffo in faccia a innumerevoli talentuosi diplomatici”. Un lavoro da 12.000 euro sarebbe meritato.

Il successore di Di Mayo come ministro degli Esteri, Antonio Tajani di Forza Italia di Silvio Berlusconi, ha definito la nomina “legittima”, quindi è improbabile che il governo si opponga all’elezione di Di Mayo.