Equinozio d’autunno 2026: l’estate astronomica finisce il 23 settembre

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Alessandro Manzoni
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Alessandro Manzoni scrive per Italnews.info occupandosi di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Si concentra su informazioni chiare e affidabili, offrendo ai lettori contenuti utili per comprendere i fatti e le notizie più rilevanti del momento.

L’estate astronomica si conclude e lascia spazio all’autunno. Nel 2026 il passaggio ufficiale alla nuova stagione avviene il 23 settembre alle 2:05, con l’equinozio d’autunno, uno degli appuntamenti astronomici che scandiscono il movimento della Terra intorno al Sole e l’alternarsi delle stagioni.

Equinozio d’autunno: cosa accade il 23 settembre

L’equinozio si verifica nel momento in cui il Sole attraversa l’equatore celeste, ossia la proiezione dell’equatore terrestre sulla volta celeste, spostandosi da Nord verso Sud.

Contemporaneamente, il Sole si trova allo zenit dell’equatore terrestre e i suoi raggi raggiungono questa zona del pianeta in modo perpendicolare. In questa particolare configurazione astronomica, l’emisfero settentrionale e quello meridionale ricevono una quantità di illuminazione sostanzialmente equivalente.

È proprio da questa caratteristica che deriva il termine “equinozio”, legato all’espressione latina aequa nox, traducibile come “notte uguale al giorno”. In teoria, dunque, le ore di luce e quelle di oscurità dovrebbero avere una durata quasi identica.

Perché giorno e notte non durano esattamente 12 ore

La situazione osservata dalla superficie terrestre è però leggermente diversa. Nel giorno dell’equinozio, infatti, luce e buio non hanno esattamente la stessa durata.

Una delle ragioni riguarda le dimensioni apparenti del Sole. La nostra stella non viene osservata come un singolo punto luminoso, ma come un disco. L’alba viene convenzionalmente indicata nel momento in cui il bordo superiore del disco solare compare sopra l’orizzonte, mentre il tramonto coincide con la sua completa scomparsa.

Questo criterio determina già un piccolo prolungamento della durata del giorno rispetto alla notte.

A incidere è inoltre la rifrazione atmosferica. L’atmosfera terrestre devia leggermente i raggi solari, permettendo di vedere il Sole anche quando il centro geometrico della stella si trova ancora sotto l’orizzonte all’alba o è già sceso al di sotto di esso al tramonto.

L’equiluce arriva alcuni giorni dopo

Per questi motivi, durante l’equinozio il periodo di luce supera ancora quello di buio di alcuni minuti.

La condizione in cui giorno e notte raggiungono una durata effettivamente molto simile viene chiamata “equiluce”. Alle latitudini italiane questo momento si verifica generalmente qualche giorno dopo l’equinozio, intorno al 25 o 26 settembre.

La differenza può variare in base alla posizione geografica. L’Italia si sviluppa infatti per oltre dieci gradi di latitudine, dalle regioni settentrionali fino alle isole più meridionali, e gli orari di alba e tramonto cambiano di conseguenza.

Perché la data dell’equinozio cambia ogni anno

L’equinozio di settembre non cade sempre nello stesso giorno. Può verificarsi tra il 21 e il 24 settembre, anche se le date più comuni sono il 22 e il 23.

Questa variazione dipende principalmente dalla differenza tra la durata dell’anno astronomico e quella dell’anno civile utilizzato nel calendario. La Terra impiega infatti poco più di 365 giorni per completare la propria orbita intorno al Sole.

Il calendario gregoriano compensa progressivamente questa differenza attraverso gli anni bisestili, nei quali viene aggiunto il 29 febbraio. Il meccanismo fa sì che l’orario dell’equinozio possa spostarsi anche di diverse ore da un anno all’altro.

Gli equinozi d’autunno che cadranno il 21 settembre resteranno comunque eventi rari: i prossimi sono previsti nel 2092 e nel 2096.

Nell’emisfero Sud comincia la primavera

Mentre in Italia e nel resto dell’emisfero settentrionale l’equinozio di settembre segna l’inizio astronomico dell’autunno, nell’emisfero meridionale avviene esattamente il contrario.

Paesi come Australia, Argentina, Sudafrica e Nuova Zelanda entrano infatti nella primavera astronomica, con giornate destinate progressivamente ad allungarsi.

L’equinozio del 23 settembre rappresenta quindi un momento preciso del percorso annuale della Terra intorno al Sole: per l’Italia segna la conclusione dell’estate astronomica e l’avvio dell’autunno, con giornate che continueranno ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno.

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