Dicembre 10, 2022

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Le aziende italiane stanno riducendo la produzione

ioTalien si trova Recessione. Secondo l’associazione dei datori di lavoro italiana Confindustria, questa non è più chiamata la recessione tecnologica, che descrive un calo di due quarti del prodotto interno lordo (PIL). Ma almeno la definizione di una breve recessione è stata rispettata, e solo nell’ipotesi ottimistica di una guerra in Ucraina che si concluderà a luglio.

Sabato scorso a Roma, durante una presentazione dell’ultima valutazione dell’associazione, i dirigenti italiani Carlo Bonomi hanno parlato di “numeri terrificanti”, motivo per cui prestiamo così tanta attenzione agli avvertimenti di vecchia data. Dallo scoppio della guerra, il 16 per cento delle imprese industriali italiane ha ridotto la produzione a causa dell’aumento dei costi o della carenza di materie prime, e ha completamente chiuso alcuni posti di lavoro.

L’associazione prevede che questo tasso aumenterà al 46% nelle aziende industriali nei prossimi tre mesi. La terza economia più grande dopo Germania e Francia guarda al proprio PIL con occhi d’aquila perché l’economia ha sofferto di decenni di crescita debole.

La speranza è tornata sotto i binari

Da Mario Tracy Primo Ministro, cresce la speranza di una ripresa economica sostenibile. La crescita economica del 6,6 per cento lo scorso anno ha confermato l’ottimismo. Ma ora c’è il rischio di declino. L’associazione dei datori di lavoro stima che il PIL diminuirà dello 0,2 per cento nel primo trimestre e dello 0,5 per cento nel secondo. Il punto in cui la produzione economica torna ai livelli pre-epidemici sta cambiando.