I giovani ribelli dell’istruzione in Italia: non possono pagare l’affitto – Politica

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Elsa Morante
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Elsa Morante scrive per Italnews.info occupandosi di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Si concentra su informazioni chiare e affidabili, offrendo ai lettori contenuti utili per comprendere i fatti e le notizie più rilevanti del momento.

Non è del tutto nuovo per gli studenti accamparsi in tenda davanti agli edifici universitari a causa della mancanza di alloggi. A Roma, però, questa immagine contrasta con i vecchi edifici signorili, che hanno soprattutto il compito di migliorare le condizioni dei giovani. I ministri responsabili lavorano spesso dietro facciate e portici elaborati. Il premier Giorgia Meloni guida il Paese da Palazzo Sigi, imponente edificio nel cuore della città, a ridosso del monumentale Palazzo Montessitorio. E i giovani non possono nemmeno permettersi una stanza nella capitale, Roma, o in altre città universitarie del Paese. La politica sociale italiana si aggira tra tende e palazzi.

Non solo qualche tenda davanti alla sede principale della Sapienza a Roma, ma anche a Milano e Torino, Firenze e Perugia e Cagliari in Sardegna. Ilaria Lamera, una studentessa di 23 anni della provincia di Bergamo, così seccata di trovare una stanza a Milano da piantare una tenda in piazza Leonardo da Vinci, non ci ha pensato. Come a volte accade, un piccolo evento ha avuto un grande impatto. I media sono pieni di notizie simili: bisogna pagare 700 euro e più per trovare un alloggio nelle grandi città.

Ci sono altri sforzi e appelli che hanno un impatto. Le amministrazioni universitarie e i comuni stanno reagendo, progettando di offrire posti letto nei campi e valutando la riqualificazione degli appartamenti Airbnb. A Roma, il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha espresso la sua comprensione, anche se prima ha dovuto sostituire il suo collega, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha subito dichiarato la carenza di alloggi un problema per i comuni governati dal centrosinistra.

Questa è una sciocchezza, come ha detto Bernini al suo collega, perché il problema è apparentemente onnipresente e per nulla isolato: gli studenti italiani non trovano alloggi a prezzi accessibili, non trovano tirocini ben pagati. Non trovano lavoro, almeno non adeguatamente pagato. Molti di loro vanno a lavorare in altri paesi europei, una devastante “fuga di cervelli”.

Tutto questo ovviamente è risaputo in Italia, ma viste le piccole tendopoli davanti alle università, il governo comincia a girare. Le cose improvvisamente accadono molto velocemente. È stato approvato il primo finanziamento per la costruzione di alloggi per studenti e, a tempo di record, è stata ricevuta la necessaria approvazione da parte della Commissione di Bruxelles per 660 milioni di euro del Programma nazionale di ristrutturazione per creare più spazio abitativo. E la politica abitativa complessiva viene nuovamente discussa. Tutto è cominciato qualche giorno fa con il tendone di Ilaria Lamera a Milano.

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