Nel cuore di Milano, tra le iniziative più attese della Design Week 2026, emerge un’apertura straordinaria che unisce storia dell’architettura e contemporaneità progettuale. Per la prima volta in quasi novant’anni, Villa Pestarini – unica residenza privata progettata da Franco Albini – accoglie visitatori e appassionati, offrendo uno sguardo diretto su uno dei capolavori del razionalismo milanese.
Un’icona del razionalismo nel tessuto urbano milanese
Situata in Via Mogadiscio, nella zona di Piazzale Tripoli a Milano, Villa Pestarini rappresenta un punto di riferimento nell’architettura del Novecento italiano. L’edificio, discreto ma fortemente identitario, si inserisce nel contesto residenziale cittadino come esempio emblematico della ricerca razionalista che ha segnato profondamente lo sviluppo urbanistico milanese tra gli anni Trenta e il dopoguerra.
Si tratta dell’unica abitazione privata progettata da Albini, figura centrale del design e dell’architettura italiana, noto anche per interventi museali e allestimenti che hanno ridefinito il rapporto tra spazio e funzione.
La storia della villa: dal progetto originario all’ampliamento
La committenza e il progetto del 1938
La realizzazione della villa risale al 1938, quando Albini, allora trentatreenne, riceve l’incarico dalla famiglia Pestarini. Il progetto iniziale prevedeva una struttura su due livelli fuori terra, concepita con un linguaggio essenziale e moderno, già dotata di un giardino privato affacciato sul lato interno, elemento raro e prezioso nel contesto urbano milanese.
L’intervento del dopoguerra
Negli anni successivi, su richiesta della committenza, Albini torna a intervenire sull’edificio con un ampliamento significativo. Il nuovo volume, completato nel 1949, si distingue chiaramente dalla struttura originaria: rivestito in lamiera ondulata bianca, introduce un contrasto materico e formale che ha suscitato nel tempo dibattito tra studiosi e architetti.
Questo intervento ha permesso di suddividere la casa in due unità indipendenti, ampliandone la funzionalità senza snaturarne l’impianto progettuale.
Architettura e interni: il rigore formale di Albini
Esterni: geometria e luce
Villa Pestarini si presenta come un insieme di volumi puri, caratterizzati da alti parallelepipedi bianchi che dialogano con il verde circostante. Le aperture, disposte in modo irregolare, contribuiscono a creare un equilibrio dinamico tra pieni e vuoti. Particolarmente significativa è la presenza di una parete in vetrocemento, elemento tipico del linguaggio modernista, che consente il passaggio della luce mantenendo la privacy degli ambienti interni.
Interni: flessibilità e design su misura
All’interno, la distribuzione degli spazi riflette una concezione moderna dell’abitare. Gli ambienti sono riconfigurabili grazie a pareti scorrevoli, soluzione che anticipa temi oggi centrali nell’architettura contemporanea.
Elemento scenografico e funzionale al tempo stesso è la scala in marmo che collega i due livelli principali. Alcuni arredi, progettati direttamente da Albini, sono realizzati su misura e testimoniano l’approccio integrato tra architettura e design che caratterizza tutta la sua opera.
Apertura eccezionale per la Milano Design Week 2026
In occasione della Milano Design Week 2026, i proprietari – ancora oggi membri della famiglia Pestarini – hanno deciso di aprire al pubblico la villa per la prima volta in 87 anni.
L’iniziativa si inserisce nel programma di Alcova, una delle realtà più innovative del Fuorisalone, nota per la scelta di location inedite e di forte valore architettonico. Villa Pestarini, insieme all’ex Ospedale Militare di Baggio, è infatti una delle sedi principali dell’edizione 2026.
Come visitare la villa
Le visite sono disponibili dal 20 al 26 aprile, dalle ore 10 alle 19, esclusivamente su prenotazione. L’accesso è contingentato, in linea con la crescente attenzione alla fruizione sostenibile dei luoghi culturali durante grandi eventi cittadini.
All’interno della villa, gli spazi ospitano anche installazioni e allestimenti di brand selezionati da Alcova, creando un dialogo tra il patrimonio architettonico storico e le sperimentazioni del design contemporaneo.
Un ponte tra passato e contemporaneità
L’apertura di Villa Pestarini rappresenta un’occasione rara per osservare da vicino un’opera fondamentale dell’architettura italiana del Novecento, normalmente non accessibile al pubblico. Allo stesso tempo, l’inserimento nel circuito della Design Week conferma il ruolo di Milano come laboratorio internazionale di idee, capace di mettere in relazione memoria e innovazione.
In un contesto urbano in continua evoluzione, iniziative come questa contribuiscono a valorizzare il patrimonio architettonico esistente, rendendolo parte attiva del dibattito culturale contemporaneo.

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