
Dopo appena 2 anni dalla nomina, il Presidente della Germania, Christian Wulff, è stato costretto ieri a dare le dimissioni. Da mesi la stampa e i partiti dell’opposizione lo hanno attaccato, accusandolo di corruzione e ieri è arrivata la batosta finale: la procura di Hannover ha chiesto la revoca della sua immunità.
In un breve comunicato, il Presidente Wulff ha dichiarato: “Lo sviluppo degli eventi nei giorni e nelle settimane passate ha evidenziato che il popolo Tedesco ha perso fiducia in me…pertanto non mi è più possibile svolgere, come dovuto, il ruolo di Presidente sia all’interno che all’estero”.
La Merkel, molto legata al Presidente avendo il suo partito di centro destra, il Cristiano-Democratico (CDU) sostenuto la sua elezione, è stata costretta a cancellare la sua prevista visita in Italia, dove avrebbe dovuto incontrare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Presidente del Consiglio, Mario Monti, per discutere soprattutto della crisi dell’eurozona.
“Accetto le sue dimissioni ma con molto dispiacere”, così ha commentato a caldo la Merkel: “Si è sacrificato nell’interesse della Germania”. Secondo la Merkel, il Presidente ha agito in modo legale e le sue dimissioni sono un atto di riguardo verso il popolo tedesco… “adesso i partiti dovranno trovare l’accordo per eleggere il nuovo candidato”.
Le funzioni di Presidente saranno svolte ad interim da Horst Seehofer, del Partito Unione Social-Democratica (CSU), il corrispondente del CDU bavarese. In realtà, in Germania il ruolo del Presidente è solo una figura di prestigio e di rappresentanza, una figura morale che non ha poteri politici.
Lo scandalo che ha coinvolto il Presidente, 52 anni , è esploso lo scorso dicembre. In sintesi, il giornale Bild ha pubblicato un articolo in cui rivelava che nel 2008 il Presidente Wulff aveva ricevuto, tramite la moglie di un ricco uomo d’affari, Egon Geerkens, un prestito di 500 mila Euro, ad un tasso d’interesse molto basso.
Nella sua audizione in Parlamento, alla domanda se avesse mai ricevuto soldi dal Geerkens, il Presidente Wulff, che all’epoca dei fatti era premier della Bassa Sassonia, ha risposto di no, non menzionando questo prestito avuto tramite la moglie di Geerkens.
Inoltre, il Presidente è accusato di avere ricevuto favori politici e vacanze pagate da uomini d’affari ed è stato aspramente criticato per aver cercato di evitare che il giornale Bild pubblicasse la storia. E’ emerso, infatti, che al capo redattore, Kai Diekmann, ha ricevuto una telefonata minacciosa da parte del Presidente, che successivamente si è scusato con il capo redattore.
Giovedì, la procura di Hannover, la capitale della Bassa Sassonia, uno dei sedici Bundesländer della Germania, ha dichiarato che “ci sono sufficienti indicazioni” che il Presidente abbia agito impropriamente, “pertanto, è stato chiesto al Presidente delle Bundestag (Camera Bassa) di togliere l’immunità al Presidente”.
La richiesta è un atto formale per iniziare il processo contro Christian Wulff , anche se questo non significa necessariamente che egli verrà effettivamente condannato. La Commissione Parlamentare della Bundestag esaminerà il caso il prossimo 27 febbraio.
Sicuramente la questione fa riflettere soprattutto sulla dibattuta “questione morale”, che di tanto in tanto echeggia anche sui nostri giornali…ma noi siamo avvezzi a ben altri episodi.
di Vito Di Ventura