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Archive for the ‘Esteri’ Category

Yemen… la fine della dittatura

Posted by Redazione On febbraio - 22 - 2012 ADD COMMENTS

Ieri si sono svolte le prime votazioni libere nello Yemen, prima volta dopo trentatré anni, che non hanno rieletto presidente l’uscente dittatore Saleh. Per dovere di cronaca, Saleh in realtà ha rinunciato alla candidatura e di conseguenza alla possibile rielezione in cambio per lui l’immunità e per la sua famiglia, e il suo partito, l’opportunità di conservare il potere, almeno per un pò.

C’è da dire, sempre per dovere di cronaca che il vincitore Abed Rabbo Mansour Hadi, era l’unico candidato, ma buona parte degli yemeniti è andata al voto contenta di liberarsi finalmente dell’antico dittatore perché, anche se solo formalmente da oggi Abdullah Saleh non ha più alcun potere e quindi ha finito di infondere terrore e dolore. L’unico obiettivo del popolo era cacciare l’ex dittatore.

Chi era Abdullah Saleh?
Un uomo sanguinario, intelligente quanto spietato è stato il protagonista della riunificazione dello Yemen, una volta diviso tra Nord e Sud  e da allora non ha più mollato il potere, ricorrendo ad ogni mezzo e ad ogni frode pur di conservarlo.

Il nuovo presidente Abd Rabbuh Mansour al-Hadi, è stato vicepresidente dello Yemen negli ultimi 17 anni. Hadi sarà l’uomo della transizione del paese, secondo quando previsto dall’accordo firmato tra Saleh e il Consiglio di Cooperazione del Golfo lo scorso novembre che ha decretato la caduta dell’ex presidente.

Hadi guiderà il paese fino alle prossime elezioni legislative e presidenziali che si terranno entro due anni. Nel frattempo, si dovrà consultare con i vari movimenti politici perché si elegga un’assemblea costituente che scriva una nuova costituzione.

Nucleare, Aiea: nessun accordo con l’Iran

Posted by Elisa Cassinelli On febbraio - 22 - 2012 ADD COMMENTS

L’Agenzia per l’energia atomica delle Nazioni Unite (Aiea) ha annunciato di non essere riuscita ad arrivare ad un accordo con l’Iran sulla questione delle attività atomiche nel corso di due giorni di colloqui e che la Repubblica islamica ha rifiutato la richiesta di poter visitare un importante sito militare.

Sia durante il primo che il secondo round di discussioni, la squadra dell’agenzia ha chiesto accesso al sito militare di Parchin. L’Iran non ha autorizzato la visita”, ha detto in un comunicato da Vienna l’Aiea dopo i colloqui del 20-21 febbraio.

Nel comunicato l’Aiea afferma che “intensi sforzi sono stati fatti per la messa a punto di un documento che permetta la chiarificazione delle questioni in sospeso, in particolare quelle relative alle possibili implicazioni militari del nucleare iraniano, ma non è stato raggiunto alcun accordo”. “Ci siamo impegnati con spirito costruttivo, ma purtroppo non è servito”, ha dichiarato il direttore generale dell’Aiea, il giapponese Yukiya Amano.

Una squadra di esperti dell’Aiea si è recata a Teheran per fare pressione sulle autorità iraniane, spingendole a rispondere alle crescenti preoccupazioni sulla presunta costruzione di armi nucleari.

Secondo l’agenzia, Parchin è un sito militare dove potrebbero svolgersi attività nucleari sensibili, anche se l’Iran continua a respingere le accuse minacciando un’azione preventiva contro i suoi nemici se dovesse intravvedere una minaccia ai suoi interessi nazionali.

La nostra strategia adesso prevede che se sentiamo che i nostri nemici voglio mettere in pericolo gli interessi nazionali iraniani, agiremo senza aspettare le loro azioni”, ha dichiarato il generale Mohammad Hejazi, citato dall’agenzia Fars.

Mentre l’Iran starebbe continuando ad arrichirsi di uranio, Israele sentendosi minacciata dalla possibilità che Teheran possa arrivare a dotarsi di testate atomiche è sempre più impaziente e vorrebbe attaccare i siti nucleari iraniani. Tuttavia, gli Stati Uniti e l’Europa cercano ancora la via diplomatica, con sanzioni e colloqui, per tentare di dissuadere Israele dall’intervenire militarmente.

Ma la tensione tra Iran e le potenze occidentali sulla questione nucleare aumenta sempre di più. Soltanto qualche giorno fa Teheran aveva minacciato di tagliare le forniture di greggio a Italia, Spagna, Grecia, Germania, Portogallo e Olanda mentre in precedenza era stato bloccato l’approvvigionamento petrolifero di Regno Unito e Francia.

di Elisa Cassinelli

Foto Ansa

Yemen alle urne, elezioni presidenziali con un solo candidato

Posted by Elisa Cassinelli On febbraio - 21 - 2012 1 COMMENT

Oggi gli yemeniti si sono recati alle urne per le elezioni presidenziali anticipate che avviano di fatto la transizione dopo 33 anni di potere dell’ex presidente Ali Abdallah Saleh. Parlare di elezioni però non è così corretto: l’unico candidato che può essere votato è Abd-Rabbu Mansour al Hadi, il vice del presidente uscente.

Il voto perciò, assomiglia più a  una fonte di legittimazione che permetterà al futuro capo dello Stato Hadi di guidare il Paese verso la transizione, come stabilito dall’accordo presentato dai Paesi arabi del Golfo, con il il sostegno dell’Onu, degli Usa e dell’ Ue. L’accordo  prevede che Hadi eserciti le funzioni di presidenza per due anni, entro i quali dovrà essere varata una nuova Costituzione e indette elezioni con un nuovo sistema multipartitico.

Hadi – che ha votato nella capitale San’a sotto ingenti misure di sicurezza – ha parlato dell’apertura di un nuovo capitolo nella storia del Paese e ha detto che si  impegnerà ad affrontare i problemi del Nord e del Sud e ad agire con fermezza nei confronti di al Qaida.

Alcuni episodi di violenza pre-elettorale poi sollevano preoccupazioni sulla stabilità, in un Paese scosso da mesi di proteste e scontri, e dove è forte la presenza di movimenti separatisti e gruppi legati ad al Qaida. Durante le prime operazioni di voto, infatti, un soldato è rimasto ucciso durante un attacco condotto dai separatisti del sud contro un seggio elettorale a Mukalla, nel sudest del Paese: a riferirlo sono fonti militari. In tutto, sei persone sono rimaste uccise nel sud del Paese, nel corso di incidenti verificatisi nei pressi dei seggi durante le operazioni di voto.

Le “elezioni presidenziali” potrebbero costituire una svolta per lo Yemen ma rimangono comunque dei dubbi. In primo luogo, Hadi è pur sempre una figura legata alla vecchia struttura politica di Saleh. In secondo luogo, l’ effettiva uscita di scena di  Saleh, che attualmente si trova negli Stati Uniti per curarsi, dopo le ferite riportate a giugno in un tentativo di assassinio, non è così scontata. Infine, l’accordo per la transizione ha garantito l’immunità a Saleh, che in questo modo si fa da parte, senza rispondere della repressione avvenuta durante le rivolte nello Yemen.

di Elisa Cassinelli

Foto TMNews

Continua a scorrere sangue in Siria

Posted by Redazione On febbraio - 21 - 2012 ADD COMMENTS

Continuano ad attaccare i manifestanti, i soldati siriani, che anche stamattina hanno provocato cinque i feriti in piazza di Hajar al-Aswad alla periferia di Damasco, il gruppo di manifestanti stava semplicemente manifestando contro il regime. Nella capitale siriana non c’è giorno che non si spari, i manifestanti che continuano la loro rivolta contro Assad e contro il suo regime, sanno che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo giorno della loro vita.

Il popolo siriano nonostante la risposta violenta del regime non rinuncia ai propri diritti, e com’è accaduto altrove le risposte brutali del regime hanno spinto ancora più persone a sposare le ragioni della rivolta e a supportare una resistenza armata che dai primi sommovimenti non sembrava potersi estendere a tutto il paese e che oggi invece dilaga nonostante la brutalità della risposta governativa, che continua a prendere a cannonate le aree abitate dai suoi oppositori, come nel caso della città di Homs, famosa come città martire del regime.

Intanto dilaga anche a Damasco, l’emergenza, dove sono stati compiuti attentati e uccisi alti ufficiali del governo e dell’esercito, ma dove soprattutto gli abitanti della capitale manifestano ormai da giorni, non più solo nelle province e non più solo tra alcune minoranze.

A testimoniare la gravità della situazione c’è il tentativo della Croce Rossa Internazionale di negoziare con il governo dei cessate il fuoco umanitari per permettere alle popolazioni intrappolate nelle zone investite dai combattimenti di procurarsi cibo e acqua. Anche il ministro russo degli esteri Vitaly Churkin ha detto che proporrà al governo siriano la diffusione di corridoi umanitari e d’iniziative a tutela della popolazione civile.

Tutto questo però non preoccupa Assad, che continua per la sua strada, anzi, per domenica ha invitato i siriani a un referendum sulla nuova costituzione che introduce il multipartitismo e robuste riforme che poi porteranno ad elezioni con le nuove regole.

Un’offerta ridicolizzata dalle opposizioni, che non hanno avuto parte nella scrittura della proposta e che ritengono, comprensibilmente, che nessun voto serio possa aver luogo nel pieno di quella che ormai è diventata una feroce guerra civile.

Siria: ancora 20 morti a Homs, navi iraniane nel porto di Tartous

Posted by Elisa Cassinelli On febbraio - 20 - 2012 ADD COMMENTS

Dalla Siria continuano ad arrivano notizie di violenze e morti mentre si continua a discutere su come affrontare la crisi siriana. Oggi il bilancio provvisorio della repressione da parte delle forze di Assad è di 20 morti nella città di Homs, lo riferiscono i Comitati di coordinamento locale degli attivisti anti-regime.

Da settimane numerose città sono ormai sotto assedio. Dopo Homs, Hama e Bab Amro è la volta di Palmira, la città nota per le sue rovine archeologiche: l’assedio della zona, che l’Unesco ha nominato Patrimonio dell’Umanità, va avanti dal 4 febbraio, e i militari “sparano su tutto che si muove”. “Palmira è circondata da tutti i fronti: la cittadella araba, i boschetti di ulivi e i palmizi, il deserto, la città stessa“, ha raccontato un residente.

Una notizia positiva riguarda i sette dei 14 tra giornalisti, attivisti per i diritti umani e blogger siriani arrestati lo scorso 16 febbraio a Damasco che sarebbero stati rilasciati, secondo quanto riferisce l’avvocato e attivista al Bunni.

In Siria sta diventando sempre più difficile, per i manifestanti, far trapelare notizie su quanto sta accadendo. Secondo quanto riporta il quotidiano La stampa da alcuni giorni, quello che era uno dei canali preferenziali, tramite cui transitava il 90 % dei filmati pubblicati sul Web, l’applicazione per smartphone Bambuser, è stata bloccata dal governo siriano. Non è più possibile, per i residenti nel Paese, accedere al sito Bambuser.com, e nemmeno usare la rete per cellulari per trasmettere video in mobilità.

Intanto due navi iraniane, entrate nel Mediterraneo alcuni giorni fa, sono attraccate nel porto siriano di Tartous. Lo riferisce la Press Tv iraniana oggi. Le due navi si trovano nel porto da sabato, ha precisato la stazione Tv secondo la quale scopo della missione è fornire addestramento alla Marina siriana sulla base ad un accordo bilaterale firmato un anno fa.

Da quando ha avuto inizio la repressione, l’Iran è sempre stato accusato di sostenere Assad e fornire armi utilizzate dalle forze di sicurezza siriane nelle violenze. Stessa accusa che è stata lanciata nei confronti della Russia.

Di Elisa Cassinelli

Foto Ansa

Il sacerdote protestante Joachim Gauck sarà il presidente della Germania

Posted by Armida Tondo On febbraio - 20 - 2012 ADD COMMENTS

Dopo lo scandalo che ha coinvolto Chirstian Wulff, che lo ha costretto a dare le dimissioni da presidente venerdì scorso, Angela Merkel è stata costretta a mandare giù il rospo sostenendo il pastore Joachim Gauck quale prossimo presidente, al posto di Chirstian Wulff che impose nel 2010. Il cancelliere, dovrà accettare il pastore protestante nonostante non sia di suo gradimento.

Il pastore Gauck ha dichiarato, durante una conferenza stampa affiancato dal vice cancelliere Philipp Roesler, il leader del Csu Horst Seehofer, il leader del Spd Sigmar Gabriel e i leader dei verdi Claudia Roth e Cem Oezdemir, di essere molto lusingato per il fatto di essere stato scelto per il ruolo di massima rappresentanza del paese e di avere ottenuto fiducia da tutti.

Il futuro presidente ha inoltre dichiarato: “Non vi aspettate da me che io sia un superman, una persona che non fa errori”.

Quest’uomo – ha dichiarato la Merkel parlando del prossimo presidentepuò fornirci un importante stimolo per le sfide del nostro tempo e del futuro”. Ci piace ricordare che proprio la Merkel, due anni fa ignorò Gauck, malgrado fosse il preferito dai tedeschi, ora lo appoggia insieme agli alleati, i liberali e all’opposizione socialdemocratica.

Il Presidente della Germania, Christian Wulff, costretto alle dimissioni

Posted by Vito DiVentura On febbraio - 18 - 2012 ADD COMMENTS

Dopo appena 2 anni dalla nomina, il Presidente della Germania, Christian Wulff, è stato costretto ieri a dare le dimissioni. Da mesi la stampa e i partiti dell’opposizione lo hanno attaccato, accusandolo di corruzione e ieri è arrivata la batosta finale: la procura di Hannover ha chiesto la revoca della sua immunità.

In un breve comunicato, il Presidente Wulff ha dichiarato: “Lo sviluppo degli eventi nei giorni e nelle settimane passate ha evidenziato che il popolo Tedesco ha perso fiducia in me…pertanto non mi è più possibile svolgere, come dovuto, il ruolo di Presidente sia all’interno che all’estero”.

La Merkel, molto legata al Presidente avendo il suo partito di centro destra, il Cristiano-Democratico (CDU) sostenuto la sua elezione, è stata costretta a cancellare la sua prevista visita in Italia, dove avrebbe dovuto incontrare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Presidente del Consiglio, Mario Monti, per discutere soprattutto della crisi dell’eurozona.

Accetto le sue dimissioni ma con molto dispiacere”, così ha commentato a caldo la Merkel:Si è sacrificato nell’interesse della Germania”.  Secondo la Merkel, il Presidente ha agito in modo legale e le sue dimissioni sono un atto di riguardo verso il popolo tedesco… “adesso i partiti dovranno trovare l’accordo per eleggere il nuovo candidato”.

Le funzioni di Presidente saranno svolte ad interim da Horst Seehofer, del Partito Unione Social-Democratica (CSU), il corrispondente del CDU bavarese. In realtà, in Germania il ruolo del Presidente è solo una figura di prestigio e di rappresentanza, una figura morale che non ha poteri politici.

Lo scandalo che ha coinvolto il Presidente,  52 anni , è esploso lo scorso dicembre. In sintesi, il giornale Bild ha pubblicato un articolo in cui rivelava che nel 2008 il Presidente Wulff aveva ricevuto, tramite la moglie di un ricco uomo d’affari, Egon Geerkens, un prestito di  500 mila Euro, ad un tasso d’interesse molto basso.

Nella sua audizione in Parlamento, alla domanda se avesse mai ricevuto soldi dal Geerkens, il Presidente Wulff, che all’epoca dei fatti era premier della Bassa Sassonia, ha risposto di no, non menzionando questo prestito avuto tramite la moglie di Geerkens.

Inoltre, il Presidente è accusato di avere ricevuto favori politici e vacanze pagate da uomini d’affari ed è stato aspramente criticato per aver cercato di evitare che il giornale Bild pubblicasse la storia. E’ emerso, infatti, che al capo redattore, Kai  Diekmann, ha ricevuto una telefonata minacciosa da parte del Presidente, che successivamente si è scusato con il capo redattore.

Giovedì, la procura di Hannover, la capitale della Bassa Sassonia, uno dei sedici Bundesländer della Germania, ha dichiarato che “ci sono sufficienti indicazioni” che il Presidente abbia agito impropriamente, “pertanto, è stato chiesto al Presidente delle Bundestag (Camera Bassa) di togliere l’immunità al Presidente”.
 
La richiesta è un atto formale per iniziare il processo contro Christian Wulff , anche se questo non significa necessariamente che egli verrà effettivamente condannato. La Commissione Parlamentare della  Bundestag esaminerà il caso il prossimo 27 febbraio.

Sicuramente la questione fa riflettere soprattutto sulla dibattuta “questione morale”, che di tanto in tanto echeggia anche sui nostri giornali…ma noi siamo avvezzi a ben altri episodi.
 
di Vito Di Ventura

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