22
May , 2012
Tuesday

Archive for the ‘Moda’ Category

Moda anni 20: le passerelle impazziscono per la flapper girl!

Posted by Licia Esposto On gennaio - 27 - 2012 Commenti disabilitati

In questi ultimi anni, con l’esplosione del vintage, la moda ama sempre più richiamare il passato. La moda prende spunto dalle correnti culturali, ma anche dal cinema: il 2011 è stato sicuramente l’anno del film Il discorso del re, pluripremiato e plurivisto, interpretato da Colin Firth nei panni di re Giorgio V, ambientato appunto nel 1925. Vi consiglio di guardare questo film stupendo e di notare i costumi, abiti stupendamente anni ‘20.

La febbre degli Anni Ruggenti è esplosa, al cinema e soprattutto in passerella!

La moda si ispira a Marion Cotillard in Midnight in Paris di Woody Allen, al fim dal successo planetario The artist ambientato ai tempi del cinema muto o al remake de Il grande Gatsby firmato da Martin Scorsese con Leonardo di Caprio e Carey Mulligan.

Gli stilisti come Frida Giannini per Gucci si sono lasciati sedurre dal favoloso decennio delle flapper girls, le ragazze indipendenti ed emancipate che vivevano a ritmo di jazz, ballando il charleston con i famosi abiti di frange.

La parola magica riguardo la moda del momento è libertà di movimento. Gli abiti si accorciano, lo stile si fa  alla marinara, si indossano yachting pants, le gonne pantalone e tanto jersey. L’abito dovrà essere sopra il ginocchio, morbido e con la vita bassa, più o meno all’altezza dei fianchi, nei colori naturali e sobri, meglio se nel cipria. In una parola: vintage, soprattutto quello anni Venti.

Oltre ai capelli, che devono essere rigorosamente a caschetto, lisci o con onde ai lati, per essere una flapper girl non devono mai mancare gli accessori, dalle mollette scintillanti alle fasce decorate, nei mercatini se ne trovano di bellissime! Ed ovviamente non esitate ad indossare le perle. Per finire il make up: cipria effetto porcellana, matita nera intorno agli occhi, rossetto e smalto rosso.

Ai piedi rigorosamente Mary Jane, le decollettes con cinturino in vernice lucida come quelle proposte da Miu Miu e Gucci.

Per finire la borsetta, un oggetto vezzoso, piccola e preziosa come quella proposta da Lanvin.

Una moda intrigante, l’occasione per sentirsi un pò dive!

di Licia Esposto

La Disney omaggia i Joy Division con una t-shirt. E’ polemica

Posted by Andrea Centenari On gennaio - 25 - 2012 Commenti disabilitati

Cosa hanno in comune i Joy Division, storica band post-punk britannica, con il celebre personaggio della Disney, Topolino? Secondo noi, niente…
A pensarla diversamente è proprio la Disney che ha deciso di creare una t-shirt ispirata alla copertina dell’album “Unknow Pleasures” della band di Ian Curtis, scatenando l’indignazione e le proteste dei fan.

Il disegno in questione sulle magliette, ritrae delle onde. Come tutti i fan sanno, la grafica originale dell’album, realizzata dal grafico Peter Saville nel 1979, era ispirata al primo radio pulsar catturato nello spazio nel 1967, ed è considerato un’icona della musica rock al pari della banana del primo album dei Velvet Underground.

Al contrario di quanto si possa pensare, non è stato violato nessun diritto di coprything e la maglietta è stata messa in vendita online sul sito della Disney a 24,95 dollari. Queste sono le motivazioni di una tale scelta stilistica da parte della Disney riportate sul sito:“Ispirata alla famosa copertina dell’album dei Joy Division, Unknown Pleasures, questa maglietta incorpora il logo di Topolino all’interno di un grafico ad onda, raffigurante le pulsazioni di una stella. Decisamente appropriato, visto che poche stelle hanno sollevato più onde di Topolino!”.

Non sembra particolarmente interessato all’argomento l’ex bassista dei Joy Division, Peter Hook: “Da un punto di vista legale quell’immagine è di dominio pubblico. - ha dichiarato Hook a NME.com - E’ divertente, però, notare come una colosso come la Disney punti sulla notorietà di una povera, piccola band di Manchester esistita solo per un paio d’anni”.

Questa non è la prima volta che la figura dei Joy Division viene usata per scopi commerciali. Nel 2007 un sito canadese aveva messo in vendita delle scarpe da ginnastica sempre con l’artwork di “Unknow Pleasures” e nel 2008, la Converse, utilizzò la figura di Ian Curtis per una campagna pubblicitaria.

di Andrea Centenari
follow me on Twitter

Band Loch Market. Raduno Creativo dell’Autoproduzione

Posted by Licia Esposto On gennaio - 24 - 2012 Commenti disabilitati

Band Loch è un progetto indipendente che nasce dalla voglia di trovare spazio e spazi per dare libera espressione alla  creatività con l’obiettivo di unire, ispirare, informare ed intrattenere una crescente comunità di persone che condividano le stesse passioni.

L’obiettivo è di promuovere l’arte emergente, il design indipendente e l’artigianato contemporaneo celebrando lo spirito dell’Handmade e del Craft.

Sempre più artisti, giovani, donne si avvicinano all’arte del fare per dare voce alla fantasia e all’originalità esprimendo il prorpio modo di essere.

L’autoproduzione dilaga  e i motivi sono diversi: creando con le proprie mani si scaricano le tensioni di una vita dal ritmo frenetico, si creano oggetti unici e si contengono i costi. Producendo per sè c’è la possibilità di contenere le spese familiari. Un berretto per i nostri bambini auto prodotto sarà costato il nostro tempo e un paio di gomitoli di lana!

Per non parlare dell’autoproduzione eco – friendly domestica: produrre il sapone fatto in casa, ad esempio, non è troppo difficile! Si può renderlo profumato con olii essenziali di lavanda o aggiungendo agli ingredienti del borotalco per ottenere un sapone naturale a impatto zero, sano ed equilibrato per il nostro ph, senza parlare del risultato sul nostro bucato!

Band Loch è un evento che si terrà il 29 gennaio dalle 16 alle 21 nello spazio giovani Edonè di Bergamo per celebrare l’autoproduzione creativa.

Tutto rigorosamente Hand Made with Love con 17 designers indipendenti, musica e una merenda aperitivo resa speciale dai deliziosi dolciumi artigianali!

Un evento da non perdere per i kraft addict e per chi voglia lanciarsi in uno shopping davvero originale!!

 

di Licia Esposto

The Help, per chi ama il vintage prossimamente nei cinema

Posted by Licia Esposto On gennaio - 17 - 2012 Commenti disabilitati

Siamo nel Mississipi negli anni Sessanta: una giovane ragazza bianca Eugenia “Skeeter” Phelan, terminato il college, torna a casa ma si sente cambiata, diversa. The Help, fresco di Golden Globe a Octavia Spencer come miglior attrice non protagonista, in arrivo il 20 gennaio finalmente anche in Italia, è una storia che narra di razzismo visto con disincanto.

Per la madre della protagonista il fatto che Skeeter si sia laureata conta ben poco, perché vuole semplicemente un buon matrimonio per la figlia. Ma Skeeter, interpretata da una solare Emma Stone, cambiata dall’esperienza universitaria, non si accontenta e mette a soqquadro il piccolo paesino sul Mississipi a causa delle sue idee sovversive che pretendono di considerare i neri come i bianchi.

Skeeter intende dare voce alle domestiche nere, che l’hanno cresciuta, che vivono nelle grandi case dei ricchi badando alle ragazzine dell’alta borghesia americana, tanto che decide di voler scrivere un libro narrato dal punto di vista delle collaboratrici domestiche di colore, ma queste le faranno resistenza, almeno inizialmente.

Domestica di terza generazione, che a 53 anni si è presa cura di 17 bambini, Aibileen Clark trova il coraggio di sfidare le convenzioni dei primi anni ’60. Aibileen è stata una domestica per tutta la vita lavorando nelle case dei bianchi di Jackson. Ha allevato anche un figlio proprio, tragicamente e ingiustamente ucciso in un incidente. Depressa per la morte del suo unico bambino, Aibileen attinge la propria forza dalla sua fede e dalla sua migliore amica Minny. Con silenzioso coraggio e dignità, lavora come domestica presso la famiglia Leefolt, prendendosi cura della loro bambina, Mae Mobley. Skeeter vuole intervistarla per il suo libro, lei non è d’accordo o meglio ha paura, ma si lascia conquistare dalla spontaneità della ragazza e Aibileen si apre e racconta la sua storia per la prima volta nella sua vita.

Kathryn Stockett, autrice del libro da cui è tratto il film, spiega di essere cresciuta “negli anni 70 a Jackson, la cittadina del film. Nella nostra famiglia c’è stata una donna di colore che ha lavorato per 32 anni a casa nostra e ha avuto un impatto enorme su di me”. Non si tratta di un kolossal ma negli Stati Uniti è stato un trionfo.

La storia esplora i temi del razzismo e del perbenismo di facciata delle famiglie del Sud, ma con un tono leggero dato anche dall’attenzione agli abiti e alle ambientazioni.

Il film è in perfetto stile anni ‘60: abiti sartoriali, gonne a ruota, occhiali a farfalla Dior, perle alla Coco Chanel.

Forte di un cast corale tutto al femminile di grandi nomi, la pellicola di Taylor concentra volutamente tutta la sua potenza nelle ottime interpretazioni delle sue attrici protagoniste, di cui ci divertiamo a notare lo stile impeccabilmente 60’s. Sono le perfette caratterizzazioni fornite dalla bravissima Viola Davis e da un ancor più brava Octavia Spencer a catalizzare la massima attenzione di noi spettatori nel profondo della storia, le due attrici sono chiamate ad incarnare due personalità fragili e forti in modo diverso.

Il film incuriosisce, ne consiglio la visione!

di Licia Esposto

Ricordiamo Eve Arnold fotografa delle star

Posted by Licia Esposto On gennaio - 10 - 2012 Commenti disabilitati

“Se il fotografo dà importanza alla persona che sta davanti all’obiettivo e ne ha compassione, il di più è fatto. Una buona fotografia dipende dal fotografo, non dalla macchina fotografica, che è semplicemente uno strumento”. Così descriveva l’arte della fotografia Eve Arnold.

La fotografa statunitense, prima donna ad entrare alla Magnum, l’agenzia fotografica fondata nel 1947 dai leggendari maestri del bianco e nero Robert Capa e Henri Cartier Bresson, è morta il 6 gennaio in una casa di riposo di Londra all’età di 99 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla stessa Magnum.

Quella di Eve Arnold è stata una lunga carriera fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, divisa fra i reportage sull’America degli anni ‘50 e quelli più noti sulla Cina, fu tra i primi fotografi americani ad essere autorizzata da Pechino ad entrare nel paese, la Russia e il Sudafrica della fine dei ‘70.

Fra i ritratti agli uomini della politica americana degli anni ‘60, Arnold immortalò il senatore Joseph McCarth e il leader nero Malcom X, ma principalmente fotografò le icone femminili del potere e della bellezza: celebri anche i suoi scatti alla regina Elisabetta II, Jacqueline Kennedy e Margaret Thatcher.

Tanti anche i ritratti ai grandi divi del cinema, da Paul Newman a Joan Crawford, da Liz Taylor a Burt Lancaster. Famose sono in particolare le sue foto di Marilyn Monroe scattate nel 1960 sul set del film ”Gli spostati”, uscito nelle sale l’anno successivo.

Il rapporto con Marilyn Monroe era speciale, Eve Arnold aveva conquistato la sua fiducia al punto da riuscire a pubblicare, dopo la sua morte, cinque libri fotografici dedicati totalmente all’attrice.

Eve Arnold aveva cominciato la sua carriera nel 1946, con i corsi di fotografia della New School for social research di New York. Nel 1961, dopo il periodo alla Magnum, la donna, con un divorzio alle spalle e un figlio, si trasferì a Londra, dove lavorò per il Sunday Times, realizzando importanti reportage in Afghanistan ed Emirati Arabi.

Nel 1980 ottenne un prestigioso premio alla carriera, il Lifetime Achievement Award dall’American Society of Magazine Photographers.

Caratteristica la sua profonda sensibilità grazie alla quale sapeva cogliere i momenti più intesi, l’inaspettato.

In bilico tra l’ossessione per la bellezza e lo sfarzo e la critica tagliente che appare sui reportage dedicati all’apartheid, alla povertà e all’ingiustizia sociale.

di Licia Esposto

Il via ai saldi invernali. Consigli per gli acquisti

Posted by Licia Esposto On gennaio - 3 - 2012 Commenti disabilitati

Gli acquisti natalizi sono stati contenuti. Siamo stati attenti a spendere regalando pensieri fatti con il cuore, hand made, marmellate fatte in casa o piccole creazioni domestiche con un unico obiettivo: spendere il meno possibile!

Abbiamo speso poco durante tutto l’anno passato per paura della crisi, ma è arrivato il tempo degli acquisti scontati, che in molte città hanno inizio il 5 gennaio, l’appuntamento ufficiale per dar fondo al portafoglio senza troppi sensi di colpa.

Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio le famiglie spenderanno mediamente 403 euro in capi di abbigliamento e accessori scontati. Forse la prospettiva è troppo ottimista, ma stiamo a vedere come andranno le vendite nei 60 giorni di saldi che ci aspettano.

Il periodo dei saldi è l’occasione per fare affari, cioè per acquistare capi di cui abbiamo bisogno ad un prezzo speciale: come quel caldo cappotto così utile in questi giorni di freddo, prezioso anche per il prossimo anno, a cui avevamo fatto un pensierino, ma che avevamo accantonato per il prezzo eccessivo, ma che ora ha uno sconto allettante.

I saldi convengono, basta avere un occhio di riguardo e non comprare a caso.

La prima regola è conoscere il prezzo originario della marce in saldo, in quanto è l’unico modo per sapere se state davvero facendo un affare. Se non è esposto, chiedete al negoziante, è un vostro diritto saperlo!

Essere informato è un diritto di ogni acquirente che può scegliere con libertà come spendere i propri risparmi. Capita che i commercianti mettano in vendita in questo periodo anche la merce delle stagioni passate! Acquistare un capo di ormai qualche anno, ad un prezzo molto basso, potrebbe anche essere interessante, se solo si informassero i clienti specificando che si sta acquistando un capo della vecchia stagione, indicando il prezzo originale e lo sconto, che proprio per questo dovrebbe essere più conveniente.

Vale lo stesso per i capi fallati: i commercianti li tirano fuori per liberare il magazzino, questo è accettabile solo se comunicato al cliente, che decide di comprare un capo, magari con una zip rotta che può sistemare in casa, per fare un affare!

Molti negozianti non permettono alle clienti di provare la merce in saldo: ottimo motivo per cambiare negozio, non esiste infatti nessuna regola al riguardo.

Provate sempre l’articolo scelto, chiedendo al negoziante di poterlo cambiare in caso di ripensamento. Non è facile cambiare un prodotto in saldo. Infatti non c’è nessun obbligo di legge che imponga al negoziante di cambiare i prodotti non difettosi, né durante i saldi né durante le vendite normali, come afferma Paolo Martinello, Presidente di Altroconsumo. Ad ogni modo, per la pratica del buon rapporto e se il commerciante è lungimirante sarà disponibile al cambio merce, se voi lo richiedete.

Non avrete problemi di questo tipo se farete i vostri acquisti on sale a Londra, in Inghilterra infatti è sempre possibile cambiare ciò che si è acquistato mostrando lo scontrino e restituendo la merce intatta.

Il periodo dei saldi è il momento ideale per acquistare i pezzi standard della moda, quei capi che sicuramente userete per una vita, come il cappotto o i jeans, oppure quei pezzi notoriamente costosi, come stivali firmati, una borsa di vera pelle, il piumino, il giubbino in pelle. Shopping si, ma con attenzione!

di Licia Esposto

Solidarietà femminile e mestieri di una volta. Per il 2012 casalinghe al potere!

Posted by Licia Esposto On dicembre - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Eccoci qua donne del 2012 a dover fare i conti con un nuovo anno alle porte che si preannuncia assai difficile per tutti, ma ancor di più per noi giovani donne alle prese con l’alto tasso di disoccupazione che ci riguarda e la continua paura di dover mantenere gli equilibri, intente a ricoprire diversi ruoli alla volta e costrette nel solenne incarico di perno della famiglia, punto di riferimento per figli e mariti.

Ill nostro ruolo spesso non è tutelato e ci troviamo a dover fare i conti con un’Italia che ci rappresenta poco, dove sembra diventato impossibile qualsiasi desiderio di realizzazione personale, nemmeno il più modesto, figuriamoci la carriera. Cervelli in fuga e ci credo!

E allora qual è la soluzione in questo marasma di pessimismo? Cosa possiamo inventarci per sopravvivere alla precarietà?

L’unica soluzione che pare possibile è quella di fare un passo indietro: casalinghe al potere!

Non si tratta di una sconfitta, non me ne vogliano le femministe più accanite, poiché non è autocommiserazione o rassegnazione, nulla di tutto questo; semplicemente la presa di coscienza che il mestiere della casalinga può essere gratificante, tanto da far venire voglia di salvare il mondo, a partire da un detersivo!

“Oui, je suis une femme au foyer” – n.d.r. – “Si, io sono una casalinga“. I francesi riescono con il suono della loro lingua a far sembrare magico anche questo mestiere, che a volte di magico ha ben poco. Foyer vuol dire focolare, la parola evoca un’atmosfera domestica accogliente di una casa in legno dove arde il cammino e si respira amore. Ci si immagina taftà, calici di cristallo e crostate fatte in casa.

La casalinga non è più svilita e trascurata, bensì rispettata anche dagli uomini.  Giovani casalinghe vivono  questo ruolo in maniera diversa dalle proprie madri, condizionate da un’educazione vecchio stampo, alle nuove casalinghe piace l’ordine ma sono fiere di essere casalinghe approssimative, niente a che vedere con la classica mania della casa perfetta.

Sono sempre di più le donne che fanno del ruolo di casalinga una sorta di professione, a volte anche retribuita, non sempre in denaro. Manuela non sa stirare, ma fa dei muffin divini, così chiede ad Azzurra, maga del ferro da stiro, di stirarle delle camice impossibili in cambio della colazione per i suoi bambini.

I bambini li accompagna tutti in piscina Ambra che viene ripagata con dell’olio fatto in casa da Lorena o da zuppe di zucca biologica da Silvia.

Le nuove casalinghe salvano il pianeta facendosi in casa i detersivi col bicarbonato e l’aceto, riciclando, coltivando carote o camomilla biologica in vasi che tengono in cucina, si scambiano idee per risparmiare, si aiutano tra di loro con utile solidarietà femminile e si riducono a dare solo una passatina di straccio. Forse trascurano più delle loro mamme la casa, ma si incontrano per imparare a fare la maglia, l’uncinetto o le conserve accrescendo la qualità del loro tempo e imparando a gestire con semplicità le faccende domestiche.

Le nuove casalinghe distratte, sono donne felici, solidali e per questo più forti. Casalinghe al potere, a noi non spaventa il futuro!

di Licia Esposto

Recent Comments

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Latina, n. 928/2010 P.I. 02597900592
La maggior parte delle immagini utilizzate sono state tratte da Internet, qualora la loro pubblicazione e il loro utilizzo violasse eventuali diritti d’autore saranno rimosse previa comunicazione.
La collaborazione con il giornale on line italnews.info è gratuita. Gli articoli e quant\'altro inviato, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. La riproduzione totale o parziale dei documenti pubblicati effettuata da parte di terzi con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto idoneo alla riproduzione e trasmissione non è consentita senza il consenso scritto dell\'editore. Nel caso di articoli e note, si prega di precisare se essi sono stati inviati ad altre riviste, al fine di evitare fastidiose ripetizioni. L\'editore si riserva la facoltà di pubblicare e modificare gli articoli inviati.
E\' vietata la riproduzione di tutto il materiale pubblicato nella testata

Recent Comments

Calciomercato: tutti via dall’Arsenal. Juve attenta ad Aguero

On lug-2-2011
Reported by Luca Paradiso

Eurolega. Triple decisive per Roma e Milano

On nov-26-2010
Reported by Andrea Centenari

Russia: clima teso in vista delle elezioni presidenziali di domenica

On feb-29-2012
Reported by Elisa Cassinelli

Sports Illustrated:“Lance Armstrong dopato già al Tour del ‘95”

On gen-20-2011
Reported by Antonio Massariolo

Pakistan: Ansar Burney lancia la campagna anti-corruzione

On ago-24-2011
Reported by Samr Al Aflak

Nobel per la Pace a tre donne africane

On ott-8-2011
Reported by Armida Tondo
Rss Feed Tweeter button Facebook button