Anche un moderno router Wi-Fi 6, Wi-Fi 6E o Wi-Fi 7 può mostrare rallentamenti, latenza irregolare e prestazioni deludenti durante il gaming online. In alcuni casi, il problema non dipende dalla qualità dell’hardware o dalla connessione Internet, ma da impostazioni di compatibilità mantenute per supportare dispositivi wireless molto datati.
Il problema delle vecchie velocità di trasmissione Wi-Fi
Le reti Wi-Fi utilizzano un mezzo condiviso e half-duplex: sullo stesso canale, in un determinato momento, può trasmettere un solo dispositivo. Per garantire la compatibilità con apparecchiature meno recenti, molti router continuano a utilizzare velocità di trasmissione estremamente basse per alcune comunicazioni di servizio.
Tra queste ci sono i beacon, piccoli segnali inviati periodicamente dal router per annunciare la presenza della rete wireless. In determinate configurazioni possono essere trasmessi a 1 Mbps utilizzando la vecchia modulazione DSSS, legata agli standard Wi-Fi delle prime generazioni.
La differenza in termini di occupazione del canale può essere significativa: trasmettere un beacon di circa 500 byte a 1 Mbps richiede molto più tempo radio rispetto alla stessa operazione effettuata a 54 Mbps.
Perché i dispositivi lenti possono penalizzare tutta la rete
Il fenomeno viene spesso associato alla cosiddetta “airtime starvation”, cioè una situazione in cui una parte rilevante del tempo disponibile sul canale viene occupata da trasmissioni a velocità molto basse.
Il problema può diventare particolarmente evidente sulla banda a 2,4 GHz, soprattutto quando il router gestisce diversi SSID, come la rete principale, quella per gli ospiti e una rete dedicata ai dispositivi IoT.
In alcune configurazioni, il traffico generato dai beacon legacy può arrivare a utilizzare una quota rilevante della capacità wireless prima ancora dello scambio dei normali pacchetti dati.
Un altro elemento critico riguarda i dispositivi situati ai margini della copertura. Uno smartphone, una telecamera o una presa intelligente con segnale debole può rimanere collegato negoziando velocità molto basse. Poiché ogni trasmissione richiede più tempo, anche gli altri dispositivi collegati devono attendere più a lungo.
Aumentare la velocità minima può migliorare il Wi-Fi
Una possibile soluzione consiste nell’aumentare il data rate minimo consentito dal router. In questo modo vengono eliminate alcune delle velocità legacy più lente e i dispositivi possono mantenere la connessione soltanto quando dispongono di un segnale sufficientemente stabile.
Un dispositivo troppo distante dal router potrebbe quindi scollegarsi, passare a un access point più vicino in una rete con più punti di accesso oppure utilizzare la rete cellulare, se disponibile.
Le opzioni cambiano sensibilmente a seconda del produttore e del firmware utilizzato.
Le impostazioni sui principali router
Sui router ASUS dotati di firmware compatibile, nelle impostazioni avanzate wireless è possibile intervenire sullo schema di modulazione o sui Basic Rate, scegliendo ad esempio 12 o 24 Mbps.
Nelle piattaforme UniFi e Omada SDN è disponibile il controllo della velocità dati minima. Sulla banda a 2,4 GHz, un valore di 12 Mbps può rappresentare un punto di partenza, mentre 6 Mbps offre un’impostazione più prudente.
OpenWRT consente invece di eliminare i cosiddetti Legacy Rates dalle impostazioni avanzate della rete wireless, escludendo velocità come 1, 2, 5,5 e 11 Mbps.
Su alcuni modelli TP-Link e Netgear è possibile ottenere un risultato simile disattivando le modalità wireless più datate e utilizzando configurazioni miste basate sugli standard 802.11n, ac e ax, quando supportati dai dispositivi presenti in casa.
Quale velocità minima scegliere
Per una rete domestica a 2,4 GHz, 12 Mbps può funzionare con molti dispositivi moderni, compresi numerosi prodotti IoT. Una soglia di 6 Mbps rappresenta invece un’alternativa più conservativa, soprattutto quando sono presenti apparecchi meno recenti o collocati lontano dal router.
Sulla banda a 5 GHz è generalmente possibile adottare valori di 12 o 24 Mbps, tenendo comunque conto della copertura effettiva dell’abitazione.
Prima di modificare queste impostazioni è importante verificare la compatibilità dei dispositivi collegati. Eliminare le velocità legacy può infatti impedire la connessione di hardware molto vecchio oppure ridurre la copertura nelle zone più lontane.
La configurazione del router conta quanto l’hardware
Come evidenziato anche da XDA Developers, molti router consumer mantengono impostazioni predefinite conservative proprio per garantire la massima compatibilità possibile e ridurre i problemi di assistenza.
Per chi utilizza esclusivamente dispositivi relativamente recenti, alcune di queste impostazioni possono però diventare un limite anziché un vantaggio.
Intervenire sulla velocità minima di trasmissione, scegliere correttamente i canali Wi-Fi e valutare funzioni come Airtime Fairness può contribuire a rendere la rete domestica più reattiva. Prima di sostituire un router apparentemente lento, quindi, vale la pena dedicare qualche minuto alla sua configurazione: in diversi casi, il vero collo di bottiglia potrebbe trovarsi nelle impostazioni e non nell’hardware.

Alessandro Manzoni scrive per Italnews.info occupandosi di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Si concentra su informazioni chiare e affidabili, offrendo ai lettori contenuti utili per comprendere i fatti e le notizie più rilevanti del momento.
