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May , 2012
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Archive for the ‘Manifestazioni e convegni’ Category

Serata di grande sport e civiltà a Parma “35° Premio Sport Civiltà di Parma”

Posted by Armida Tondo On novembre - 15 - 2011 Commenti disabilitati

Una storia lunga 35 anni, una serata di grandi valori sportivi al Teatro di Parma, nell’anno in cui Parma si eleva a Città Europea dello Sport, il Regio ha celebrato grandi campioni, importanti dirigenti ed illustri giornalisti che hanno fatto la storia dello sport italiano.

E’ lo stesso Andrea Agnelli, a tornare nel passato, ricordare la nascita del Premio Sport Civiltà di Parma, che combacia la sua nascita: “Quando 35 anni fa nasceva questo premio, venivamo al mondo io e John Elkann. Sono emozionato nel vedere sullo schermo le immagini dell’inaugurazione del nuovo stadio, perché io quel giorno ero troppo impegnato per godermi il momento. Quello dello Juventus Stadium è un sogno che si avvera dopo 15 anni: adesso, spero solo che la Juve impieghi meno tempo a vincere lo scudetto rispetto ai tempi impiegati per costruire lo stadio”. Agnelli è stato premiato dal Presidente del Parma Tommaso Ghirardi, menzione del premio: Sport e Lavoro.

Premiato anche il cannibale del ciclismo Eddy Merckx, che ha ricevuto il premio ”Una vita per lo sport”. “Quando sono arrivato in Italia ho subito avuto un grande maestro, il professor Vittorio Adorni (oggi presidente della Giuria del Premio), mio compagno di squadra e di camera. Lo chiamo “professore” perché mi ha insegnato molte cose, prima fra tutte mangiare. La prima volta che abbiamo condiviso la camera io ero arrivato dal Belgio con tre valige piene di biscotti e cioccolato e lui mi ha subito rimproverato dicendomi che il cibo nutrirsi poco e bene era uno dei segreti per vincere”. Sempre in tema ciclismo, è stata premiata anche la famiglia Moser (Francesco, Aldo, Diego, Moreno ed Ignazio) una delle dinastie che più ha dato al ciclismo e allo sport italiano.

La serata è proseguita poi con due grandi giornalisti come il Presidente della Rai Paolo Garimberti, che ha ricevuto il Premio Radio e Televisione, e il direttore del Corriere dello Sport Alessandro Vocalelli insignito del Premio Stampa, con il presidente del Cip Luca Pancalli, che ha ricevuto il Premio Dirigente, la sciatrice Celina Seghi (Benemerenza Sportiva) e il bomber Roberto Boninsegna (Premio Ambasciatori dello Sport). Protagonista dello sport parmense è stato invece l’ultramaratoneta Paolo Bucci (Premio Ercole Negri).

Momenti di emozione, infine, per Chantal Borogonovo, moglie di Stefano e che, a nome dell’omonima fondazione, ha ricevuto il Premio Sport Solidarietà, l’argomento ed i temi trattati saranno trattati nello speciale della serata.

di Armida Tondo

Notte di stelle dello Sport a Parma

Posted by Armida Tondo On novembre - 11 - 2011 Commenti disabilitati

Sarà una serata dedicata a grandi Campioni del Mondo dello Sport, come Mark Cavendish, Paolo Pizzo, Andrea Agnelli, John Elkann, Paolo Garimberti, Alessandro Vocalelli, Eddy Merckx, la famiglia Moser, Paolo Boninsegna, Celina Seghi, Luca Pancalli e Paolo Bucci. Queste le stelle che lunedì 14 novembre al Teatro Regio di Parma, saranno presenti in occasione del 35° Premio Internazionale Sport Civiltà.

Una serata, presieduta da Vittorio Adorni, dove verranno conferiti importanti riconoscimenti a personaggi che hanno fatto e stanno facendo la storia dello sport in Italia e nel mondo, grandi imprenditori come Andrea Agnelli e John Elkann, dirigenti sportivi come Luca Pancalli, importanti giornalisti come Paolo Garimberti e Alessandro Vocalelli, campioni senza tempo come Eddy Merckx, la famiglia Moser, la sciatrice Celina Seghi e il bomber Roberto Boninsegna e protagonisti dello sport parmense come l’ultramaratoneta Paolo Bucci.

La serata, organizzata dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport di Parma, sarà condotta da Massimo De Luca e da Francesca Strozzi.

Alcune delle  motivazioni dei riconoscimenti assegnate:
Soprannominato il “cannibale delle volate” per la sua forza negli sprint finali, il ciclista britannico Mark Cavendish è la grande rivelazione di questi ultimi anni, capace di vincere tappe a Giro d’Italia, Tour e Vuelta, ed ottenendo la sua definitiva consacrazione proprio nel 2011, quando a Copenhagen si è laureato Campione Mondiale su strada. Ha inoltre vinto la Milano-Sanremo nel 2009, e vive e si allena da qualche tempo in Toscana. Suo il premio Atleta dell’anno.

Paolo Pizzo è stata la sorpresa più bella degli ultimi Mondiali di Scherma di Catania: in quell’occasione lo spadista azzurro, che giocava in casa, è stato capace di un’impresa storica divenendo iridato e mandando in visibilio il pubblico di casa, dopo una carriera che l’aveva visto sempre vicino ai vertici, ma mai sul gradino più alto del podio. Una favola, quella di Pizzo, soprattutto quando è riuscito a 13 anni a sconfiggere un tumore benigno al cervello, e tornando ben presto ad essere competitivo nel suo grande amore: la scherma. Per lui, la giuria del premio ha assegnato il riconoscimento Atleta dell’anno

La Nazionale Italiana di Pallanuoto maschile, dopo un periodo difficile, è tornata ai vertici mondiali vincendo pochi mesi fa il Campionato del Mondo di Shanghai. L’opera di ricostruzione attuata sapientemente dal Commissario Tecnico azzurro Alessandro Campagna ha dato i suoi frutti, e adesso fa sognare in vista delle Olimpiadi di Londra con un gruppo di giocatori di altissimo livello. Per loro, il premio Atleta dell’anno

Andrea Agnelli, presidente della Juventus e figlio di Umberto, e John Elkann, azionista di riferimento come presidente Fiat e nipote di Gianni Agnelli, sono i protagonisti della “rinascita Juve”, che dopo le vicissitudini degli ultimi anni sta tornando tra le grandi protagoniste in Italia e in Europa. Per questa importante opera di rinnovamento, ma anche per la grande e continua vicinanza della famiglia Agnelli alla Juventus riceveranno il premio Sport e Lavoro

Eddy Merckx, il “cannibale” del ciclismo che tra il 1965 e il 1978 ha ottenuto la bellezza di 426 vittorie tra i professionisti, tra cui 5 Giri d’Italia (uno davanti al suo compagno di stanza Vittorio Adorni), 5 Tour De France, 4 Campionati Mondiali e ben 7 Milano-Sanremo. Ha inoltre detenuto per 12 anni il Record dell’ora in pista con 49,432 km. Considerato da molti il più forte ciclista di sempre, a Parma riceverà il premio Una vita per lo sport.

Quella dei Moser è una delle famiglie che più ha dato al ciclismo e allo sport italiano. I fratelli Aldo, Enzo, Diego e Francesco, tutti corridori professionisti a cavallo tra gli anni “50 e gli anni 80, hanno scritto lunghe pagine di storia. Il più famoso è stato Francesco Moser, capace di vincere il Mondiale su strada nel 77 e il Giro d’Italia nel 1984, e nello stesso anno di migliorare il Record dell’ora su pista fino a 51,151 km strappandolo proprio al cannibale Eddie Merckx. Una dinastia che ancora continua, quella dei Moser, grazie anche ai promettenti Moreno e Ignazio in procinto di affacciarsi al professionismo, e che riceverà il premio Ambasciatori dello Sport.

Roberto Boninsegna è stato uno dei più grandi calciatori italiani di sempre, attaccante potente e prolifico che ha fatto la fortuna di squadre come Cagliari, Inter e Juventus e della Nazionale Italiana, di cui si ricorda soprattutto la prima rete nella storica semifinale ai Mondiali del 70, Italia-Germania 4-3. Boninsegna è stato poi un valido allenatore, e adesso è un apprezzato opinionista televisivo. La Giuria gli ha conferito il premio Ambasciatori dello Sport.

Celina Seghi è stata assieme a Zeno Colò, tra pionieri dello sci italiano. Presente nel circuito internazionale dal 1937 al 1954, compresi gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale, ha partecipato a due Olimpiadi Invernali: St. Moritz nel 1948 e Oslo 1952 con due quarti posti rispettivamente nella Combinata e nello Slalom Speciale. Sempre nello Speciale, è stata bronzo ai Mondiali di Aspen del 1950 ed ha ottenuto molti altri trofei internazionali, e a Parma riceverà il premio Benemerenza Sportiva

Luca Pancalli è stato una promessa del Pentathlon Moderno, ma un incidente a cavallo gli ha cambiato la vita costringendolo su una sedia a rotelle. La sua grande forza d’animo, però, gli ha permesso di abbattere tutte le barriere, divenendo prima una leggenda dello sport paralimpico vincendo 15 medaglie (di cui 8 d’oro) nel nuoto nell’arco di 4 Paralimpiadi, e poi un apprezzato dirigente sportivo, dal 2009 presidente del Comitato Paralimpico Italiano e soprattutto Vice-Presidente del Coni dal 2005. A Parma riceverà il premio Dirigente.

Paolo Garimberti,
attuale presidente della Rai, è una delle più grandi firme italiane. Nato giornalisticamente al Corriere Mercantile di Genova, è stato poi corrispondente da Mosca e direttore di redazione per La Stampa, direttore del Tg2, editorialista e poi vicedirettore di Repubblica e direttore del magazine Venerdì fino alla nomina alla presidenza della Rai. Il suo forte legame con lo sport si è mantenuto grazie alla rubrica I diari della bicicletta dedicata al ciclismo come sport amatoriale ma anche all’uso della bici come mezzo di locomozione cittadino tenuta per molti anni nell’edizione di Milano di Repubblica. A Parma, Garimberti riceverà il premio Radio e televisione

Alessandro Vocalelli è uno dei più apprezzati giornalisti sportivi italiani, ed è da sempre legato a doppio filo al Corriere dello Sport: arrivato nel 1980 come praticante in cui ha seguito soprattutto il calcio tra Roma, Lazio e Nazionale, è stato poi redattore, inviato, caporedattore, vice-direttore ed infine direttore dal 2003. Sotto la sua direzione, il Corriere dello Sport ha toccato cifre record di vendita, ed è inoltre stato lanciato il sito internet corrieredellosport.it. Proprio per questo, la giuria ha deciso di conferirgli il premio  Stampa

Paolo Bucci, parmense doc, è stato da sempre un amante dello sport e della corsa. La sua vera passione per le lunghe distanze è sbocciata dieci anni fa, quando ha iniziato a partecipare con successo a grandi classiche di ultramaratona come la 100 km del Passatore, la Marathon des Sables, la Nove Colli e ultimamente la Spartathlon, 246 km in terra greca conclusa il mese scorso. L’UNVS Parma l’ha scelto quest’anno per il premio Ercole Negri.

di Armida Tondo

Andrea Agnelli e John Elkann sono i vincitori del Premio Internazionale Sport Civiltà

Posted by Armida Tondo On novembre - 7 - 2011 Commenti disabilitati

Sono stati ufficializzati, nel corso di una conferenza stampa nella sala Consiliare del Comune di Parma, tutti i vincitori del “35° premio Internazionale Sport Civiltà”. La consegna del premio si svolgerà lunedì 14 novembre, con inizio alle ore 17, al Teatro Regio di Parma. La manifestazione è organizzata dall’Unione Veterani dello Sport di Parma presieduta da Corrado Cavazzini, e patrocinata da Comune di Parma, Parma Città Europea dello Sport 2011. Ecco i nomi: Andrea Agnelli, John Elkann, Mark Cavendish e Eddy Merckx.

In Italia la Juventus è la squadra del momento: prima nel campionato di serie A, primo team in Italia a dotarsi di uno stadio di sua proprietà, e soprattutto società con una classe dirigente giovane, ma nel segno della continuità storica del sodalizio. Andrea Agnelli, attuale Presidente della vecchia signora e figlio di Umberto, e John Elkann, azionista di riferimento come Presidente Fiat e nipote di Gianni Agnelli, sono i protagonisti della “rinascita Juve”, che dopo le vicissitudini degli ultimi anni sta tornando tra le grandi protagoniste in Italia e in Europa. Proprio per quest’opera di rinnovamento, ma anche per la grande e continua vicinanza della famiglia Agnelli alla Juventus, la Giuria del 35° Premio Internazionale Sport Civiltà di Parma presieduta da Vittorio Adorni, ha scelto così di conferire il premio «Sport e Lavoro» ad Andrea Agnelli e John Elkann.

Quelli di Agnelli ed Elkann non saranno però gli unici grandi nomi del 35° Premio Internazionale Sport Civiltà. Oltre al mondo del calcio, infatti, sarà ancora una volta il ciclismo protagonista della serata, con la presenza del campione mondiale in carica Mark Cavendish, che riceverà il premio “Atleta dell’anno” assieme alla Nazionale maschile di pallanuoto fresca Campione Mondiale, e lo schermidore Paolo Pizzo, recente iridato nella spada nella sua Catania. Il mondo delle due ruote sarà arricchito dalla presenza di Eddy Merckx, forse il più grande di sempre nella disciplina, che riceverà il premio “Una vita per lo sport”, e dalla famiglia Moser che riceverà il premio “Ambasciatori dello sport” assieme all’ex campione di calcio Roberto Boninsegna.

Il Premio, fiore all’occhiello dei Veterani dello Sport di Parma che da ben 35 anni organizzano con impegno questo prestigioso appuntamento internazionale, vedrà inoltre l’autorevole presenza del Presidente della Rai Paolo Garimberti, che riceverà il premio “Radio e Televisione”, del Direttore del Corriere dello Sport Alessandro Vocalelli, “premio Stampa”, del Vicepresidente Coni Luca Pancalli, “premio dirigente”, e della storica campionessa di sci Celina Seghi, Benemerenza Sportiva. Il “premio Sport Solidarietà” andrà invece alla Fondazione Borgonovo per il suo grande impegno nella ricerca contro la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Il Premio “Ercole Negri”, infine, come sempre vanno a un campione che nel 2011 ha fatto grande lo sport a Parma: Paolo Bucci, campione di ultramaratona.

di Armida Tondo

Premio Eddie Hamel

Posted by Redazione On ottobre - 20 - 2011 Commenti disabilitati

Domani sarà il 109° anniversario della nascita di Eddie Hamel, calciatore americano che militò nell’Ajax di Amsterdam dal 1922 al 1930. Fuoriclasse indiscusso fu il primo di molti calciatori ebrei a giocare nel club olandese.


Hamel nasce a New York, ma segue i suoi genitori da bambino in Olanda. Cresce giocando tra i canali di Amsterdam e porta sulle spalle la maglia biancorossa dell’Ajax dal 1922 al 1930, giocando 125 partite e segnando poco, solo otto reti. Perché certe ali, sul fondo, alzano lo sguardo e cercano il compagno. Il gusto sta nel dimostrare, sempre, di trovare lo spazio anche quando non si vede. Hamel è ebreo. Lo è fino al suo ultimo giorno: il 30 aprile 1943.

È morto a 41 anni da compiere, ma del suo fisico da atleta – mantenuto in forma dopo aver appeso le scarpette al chiodo – non s’intuisce più molto. Hamel muore ad Aushwitz, nel campo di concentramento dove l’hanno deportato i Tedeschi, che hanno occupato l’Olanda nel 1940. Un destino crudele, per un campione che con tanti altri ha contribuito a creare il mito dell’Ajax Amsterdam, la squadra degli ebrei. Il club che porta il nome di Aiace, in realtà, non è molto più ebreo di altri, ma il rapporto tra l’ebraismo e il club più famoso d’Olanda non si è mai incrinato.

Deportato ad Auschwitz-Birkenau dopo l’invasione tedesca dei Paesi Bassi, il campione fu assassinato dai nazisti nella “fabbrica della morte” il 30 aprile 1943. Il Premio Eddie Hamel, che ricorda quello straordinario sportivo vittima della Shoah, è assegnato annualmente dal Gruppo EveryOne per riconoscere i meriti di atleti e personaggi impegnati, attraverso il tema dello sport, per i diritti umani e contro il razzismo.

“Il nostro premio è solo simbolico – spiegano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne – ma è sempre stato accolto con entusiasmo da coloro che abbiamo premiato, dall’Inter di Moratti, sempre attenta ai valori dell’uguaglianza nello sport, al calciatore Rom Banel Nicolita e a quello sudafricano Matthew Booth, che ci ha scritto una splendida lettera dopo aver ricevuto il riconoscimento. Quest’anno erano in lizza cinque candidati: il pugile Dewey Bozella, Georges Alexandre (kayak), Job Collins (presidente del SUFO e organizzatore di un torneo di calcio per migliorare la vita in Uganda), le associazioni “Never Again” e FARE, il regista tedesco Uwe Boll. Dopo la votazione della giuria internazionale, hanno vinto a pari merito Dewey Bozella e Georges Alegandre, a cui vanno, oltre al riconoscimento, i nostri complimenti per il loro coraggio e l’attenzione ai diritti delle minoranze“.

Georges “Alex” Alexandre percorre il mondo a bordo del suo kayak per attirare l’attenzione delle istituzioni e dei media sulle tragedie umanitarie e le violazioni dei diritti umani, che spesso si svolgono nell’indifferenza generale. In questo momento sta compiendo la traversata dalla Tunisia a Bruxelles, per chiedere all’Unione europea di migliorare le politiche sull’immigrazione e in particolare le procedure di accoglienza o reinsediamento dei profughi da Paesi in crisi umanitaria. Una delegazione di eurodeputati ha già confermato che riceverà lo sportivo-attivista per ascoltare le sue richieste.

Dewey Bozella (52 anni), era una promessa della boxe, ma è stato costretto a scontare 26 anni di carcere per un delitto che non ha mai commesso. Riconosciuto innocente nel 2009, ha coronato il sogno giovanile di salire sul ring per un incontro di boxe professionistica, incontro che si è disputato sabato scorso, 15 ottobre 2011, e che ha visto Bozella vincere ai punti, sorprendendo sia gli appassionati sia i tecnici della boxe, contro Larry Hopkins, atleta che ha 22 anni meno di lui. Dewey Bozella s’impegna contro i pregiudizi e gli abusi giudiziari che spesso colpiscono cittadini che appartengono a minoranze sociali.

“Non ho mai rinunciato al mio sogno,” ha dichiarato, “ma sono salito sul ring anche per dire al mondo che il sistema giudiziario dovrebbe essere più giusto. Se i magistrati sono giusti, allora chi è innocente vince”.

Venicemarathon. Lo sport corre con la solidarietà

Posted by Armida Tondo On luglio - 12 - 2011 Commenti disabilitati

La Maratona di Venezia dona da bere a quasi 13 mila persone in Uganda e regala nuove protesi a 9 bambini ‘amici’ di Zanardi. Da quest’anno si correrà anche a favore della campagna d’immunizzazione anti-poliomielite Run To End Polio e alla Family Run Bebe Vio e la sua associazione art4sport saranno di nuovo protagonisti. Martedì 26 luglio scatterà la “lotteria pettorali”, ultima chance per iscriversi subentrando solo a chi ha rinunciato.

Ricordiamo che la Venicemarathon, che si svolgerà il prossimo 23 ottobre, taglierà il traguardo della 26esima edizione e sono state già chiuse le iscrizioni per sold out pettorali (7000), si conferma essere ancora una volta la maratona campione di solidarietà.

E’, infatti, lusinghiero il bilancio dei risultati, presentati oggi al Russott Hotel di Mestre, raggiunti grazie alle iniziative benefiche legate alla maratona. In Uganda, dove è in corso dal 2006 una proficua collaborazione tra il Venicemarathon Club e Africa Mission Cooperazione e Sviluppo, sono quasi 13.000 le persone che hanno accesso all’acqua potabile, 11 i pozzi d’acqua costruiti e 3 le fonti idriche riattivate grazie al progetto Run For Water – Run For Life e ad una diversificata raccolta fondi. Uno dei nuovi pozzi perforato quest’anno è in ricordo di Franco Casamatti, amico della Venicemarathon scomparso il 27 luglio dell’anno scorso.

Chi, invece, negli ultimi de anni ha corso nel nome di Alessandro Zanardi con i pettorali speciali di Bimbingamba, il progetto da lui promosso assieme all’Associazione Niccolò Campo, ha permesso la costruzione di protesi e l’assistenza completa a 9 bambini provenienti da Ciad, Kosovo, Marocco, Moldavia e Romania, che hanno così potuto riprendere a camminare e a fare la vita di tutti i giorni. Anche per l’edizione 2011, dei 7000 pettorali di gara, ben 1000 sono stati destinati ai due progetti e già tutti venduti.

I traguardi raggiunti con i progetti legati alla solidarietà – spiega il Presidente della Venicemarathon Piero Rosa Salva – sono per la famiglia Venicemarathon non certo un aspetto marginale, ma al contrario un elemento fondamentale nel quale crediamo molto e che ogni anno arricchisce sempre di più le nostre motivazioni.”

Ho sposato il progetto Bimbingamba assieme a Sergio Campo e all’Associazione Niccolò Campo Onlus perché non potevo che essere il testimonial più ‘tagliato’ di me- esordisce con una battuta Alessandro Zanardi, l’ex pilota di Formula 1 ed ora campione di handbike – Oggi, sono qui per ringraziare Venicemarathon non solo a nome mio, ma soprattutto di quei 9 bambini ai quali, in questi due anni di collaborazione, abbiamo restituito il sorriso grazie alla costruzione di nuove protesi. La Venicemarathon è la per me la maratona di casa e sono fiero del fatto che tutti qui corriamo per fare del bene.

Per la prima volta, quest’anno si potrà correre anche per sovvenzionare la campagna internazionale di immunizzazione anti-poliomielite (End Polio Now) sostenuta dal Rotary International. Il Rotary Club Venezia Riviera del Brenta e il Distretto Rotary 2060 formerà il Venice Rotary Running Team per raccogliere fondi per il progetto Run To End Polio, attraverso la vendita di 500 pettorali speciali riservati al Rotary. Contribuirà a fare del bene anche chi parteciperà alle due Family Run. Giovani, studenti e famiglie potranno correre per sostenere l’attività di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa da Bebe Vio e dall’Associazione art4sport Onlus, che aiuta da un punto di vista economico ed organizzativo le famiglie di bambini protesizzati, per permettergli di tornare a praticare sport. Bebe e il suo team di bambini torneranno ad essere protagonisti della corsa riservata agli studenti e famiglie.

Alla 26esima Venicemarathon si correrà anche per testimoniare che il diabete, se tenuto sotto controllo medico, non é un ostacolo all’attività fisica agonistica. Nove atleti, con e senza diabete, parteciperanno alla maratona a sostegno della Campagna Buon Compenso del Diabete (BCD), promossa da IDF e Diabete Italia, patrocinata dal Ministero della Salute e resa possibile grazie al contributo incondizionato di Sanofi.

Un altro importante traguardo della Venicemarathon sarà l’abbattimento delle barriere architettoniche. Anche quest’anno i ponti di Venezia torneranno ad essere ‘accessibili’ grazie alla collaborazione con l’Ufficio Eliminazione Barriere Architettoniche del Comune di Venezia e il progetto ‘Venezia AccessibileLe barriere si superano di corsa’, che renderanno praticabili alle persone con disabilità i 13 ponti interessati dal percorso della maratona. Speciali rampe elimineranno gli scalini per oltre sei mesi.

Per far fronte al continuo flusso di richieste d’iscrizione alla maratona dopo la chiusura di metà maggio, il comitato organizzatore ha deciso, come lo scorso anno, di indire una “lotteria pettorali”, per permettere di subentrare alle persone che rinunceranno ufficialmente a correre. L’iscrizione alla lotteria è gratuita e dovrà pervenire non oltre la mezzanotte di lunedì 25 luglio, tramite il sito www.venicemarathon.it. Il 26 luglio sarà eseguito il sorteggio e i fortunati estratti potranno decidere se completare l’iscrizione.

In Sicilia la XV edizione dei Giochi delle Isole

Posted by Luca Paradiso On maggio - 19 - 2011 1 COMMENT

La Sicilia è pronta ad ospitare la XV edizione dei “Giochi delle Isole” in programma dal 24 al 29 maggio prossimi. Si tratta di una manifestazione sportiva giovanile, a cadenza annuale, che vede la partecipazione di atleti provenienti dalle maggiori isole del pianeta. Per l’edizione 2011, la quarta in terra italiana, è prevista la presenza di oltre mille giovani di età compresa tra i 12 e i 16 anni in rappresentanza di: Azzorre, Cipro, Corfu’, Corsica, Elba, Jersey, Korkula, Madera, Malta, Martinica, Mayotte, Sardegna, Wight e Sicilia. Quest’ultima, oltre ad essere l’isola ospitante, avrà anche il compito di difendere il titolo vinto lo scorso anno alle Azzorre.

Le gare si terranno in vari impianti sportivi situati nelle provincie di Palermo e Trapani. I ragazzi si cimenteranno in dieci discipline: atletica leggera, nuoto, ginnastica, pallacanestro, judo, pallavolo, pallamano, tennis, tennistavolo e vela. Prevista anche gare di badminton, canottaggio, rugby e pesi, sport inseriti nel calendario ma le cui gare avranno solo valenza dimostrativa. Spazio anche agli atleti diversamente abili, con gare di atletica, nuoto e tennis tavolo.

I giochi inizieranno ufficialmente martedì sera, con la cerimonia d’apertura in programma a Palermo nel sito archeologico del Castello a Mare. Padrini d’eccezione saranno il ginnasta Igor Cassina, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene, e il calciatore argentino Javier Pastore. Come ogni manifestazione sportiva anche i Giochi delle isole avranno la propria mascotte. Si tratta di Max, una sorridente goccia d’acqua.

La prima edizione dei giochi si tenne nel 1997 grazie all’impegno di Pierre Santoni, attuale presidente del COJI. L’dea alla base della manifestazione era quella di promuovere, attraverso lo sport, i valori della convivenza e dell’integrazione sociale e favorire una collaborazione dinamica tra le isole di tutto il mondo.

di Luca Paradiso

XII Edizione della Race For The Cure

Posted by Armida Tondo On maggio - 13 - 2011 Commenti disabilitati

Si svolgerà lunedì mattina, presso lo Stadio Olimpico di Roma,  la conferenza stampa della presentazione della dodicesima edizione della Race For The Cure. Il presidente della Komen Italia, Riccardo Masetti, insieme al presidente del CONI, Gianni Petrucci, al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, oltre a presentare l’evento sportivo, promuoveranno la prevenzione per la salute femminile che la Regione realizzerà in collaborazione con la Komen Italia. Saranno inoltre presenti l’assessore allo Sport della Provincia di Roma Patrizia Prestipino e il consigliere delegato allo Sport di Roma Capitale Alessandro Cochi.

La manifestazione è organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale, Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di Roma, CONI, FIDAL, Ministero della Salute e Policlinico Gemelli di Roma. In collaborazione con IPASVI, Federfarma Roma e Europa Donna.

La Race for the Cure è l’evento simbolo della Susan G. Komen Italia, organizzazione senza scopo di lucro basata sul volontariato che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno. E’ una corsa di 5km o una passeggiata di 2 km, aperta a tutti, per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, raccogliere fondi ed esprimere solidarietà alle “Donne in Rosa”, donne che si confrontano con questa malattia. L’appuntamento per la dodicesima edizione è fissato per domenica 22 maggio allo Stadio delle Terme di Caracalla, con partenza alle ore 10.

Per la giornata di sabato sono stati organizzati seminari sulla prevenzione dei tumori del seno, saranno eseguiti screening gratuiti riservati alle donne che vivono nelle comunità disagiate e che potranno così sottoporsi a visite ed esami grazie a medici e infermieri volontari  di vari ospedali del Lazio.

Maria Grazia Cucinotta è la fedele madrina di molte edizioni e Rosanna Banfi, vittima del tumore al seno che non ha mai tenuto nascosta la sua malattia, anzi ne ha parlato fin dal primo momento per “infondere coraggio e divulgare l’importanza della prevenzione”.

Rosanna Banfi, parteciperà indossando una maglia e cappellino rosa, come altre centinaia di donne, che hanno vissuto questa esperienza.

di Armida Tondo

 

 

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