L’Identikit: Pep Guardiola
Dalla “cantera” al “campeon”, Pep Guardiola, una carriera da calciatore passata a calcare i campi spagnoli ed italiani, una da allenatore nel Barça ad incantare il mondo intero, se il Real è Galacticos, i blaugrana vengono definiti “los ilegales” e la maggior parte dei meriti vanno proprio a lui, al ragazzo catalano che ha portato il Barça sull’Olimpo.
Nome: Josep
Cognome: Guardiola y Sala
Nato: il 18 Gennaio 1971 a Santpedor (Spagna)
Professione: Allenatore
Segni particolari: Uno dei 6 “eletti” che ha vinto la Champions League sia da calciatore, sia da allenatore; da quando è alla guida dei blaugrana ha donato ai suoi il dono del miglior gioco “palla a terra” del pianeta.
Carriera: La carriera da calciatore è una delle più invidiabili del calcio europeo, in 11 anni al Barça ha portato a casa una Coppa dei Campioni, 6 campionati spagnoli e 2 supercoppe europee. Il giovanissimo Guardiola entra nel 1984 nella “cantera” del Barcellona, dopo la solita trafila nelle giovanili nel 1990 entra a far parte della prima squadra, il coach Johan Cruijff vede in Pep, ancora diciannovenne, un ottimo metronomo del centrocampo; nonostante la giovane età il ragazzo mostra tecnica, visione di gioco, carisma e professionalità. Gli anni passano e le soddisfazioni per il regista catalano aumentano, cambia la guida tecnica del Barça ma i risultati non cambiano, anzi dopo Cruijff arriva al Camp Nou Louis Van Gaal, l’olandese porta con sè un gioco “essenziale” caratterizzato dal poco spettacolo e dalle tante vittorie.
Dopo vari infortuni, nel 2001 Pep lascia il Barcellona, per approdare al Brescia, dopo un’ottima stagione con le “rondinelle” viene ingaggiato dalla Roma, ma Capello non vede nel catalano un giocatore utile alla propria causa e spesso lo relega in panchina. Dopo neanche una stagione all’ombra del Colosseo, torna a Brescia e con Roberto Baggio forma una squadra stellare. Nel 2003 il suo contratto con la società lombarda scade e trova un accordo con l’Al-Alhy, club qatariota, dopo due anni passati nell’emirato arabo in compagnia di Hierro, Batistuta e Caniggia, passa al Dorados club messicano. In Messico le soddisfazioni sono poche, e così Pep lascia il calcio.
Nel 2006 diventa allenatore e nel 2007 gli viene affidata la guida tecnica del Barcelona B, club satellite della società catalana che milita in terza divisione. Nel Luglio 2008 Juan Laporta lo nomina allenatore della prima squadra, dopo un inizio altalenante il ragazzo di Santpedor infila una serie impressionante di vittorie, contornate da un gioco che match dopo match diventa sempre più appassionante, vincente e geometricamente perfetto.
In poco più di due anni alla guida del Barça ha vinto, tutto quello che poteva vincere: 2 Campionati spagnoli, 1 Coppa del Re, 2 Supercoppe di Spagna, 1 Champions League, 1 Supercoppa europea ed un Mondiale per Club.
Perchè è il personaggio della settimana? Perchè dopo aver condotto un inizio di campionato sopra le righe, il suo Barça ha battuto, gli acerrimi nemici e diretti rivali per la conquista del titolo nazionale, del Real Madrid con un rotondo 5-0, la sconfitta più umiliante della carriera di Josè Mourinho, allenatore dei “blancos“.
Curiosità sul personaggio:
Ha giocato al fianco di calciatori di calibro mondiale come: Laudrup, Zubizarreta, Bakero, Stoickov, Rivaldo, Ronaldo, Figo e Kluivert.
Ai tempi del Brescia risulta positivo ad un test antidoping, la sostanza incriminata è il Nandrolone, la condanna che gli viene inflitta è pari a 4 mesi di squalifica sportiva e 7 mesi di carcere, dopo numerose prove e numerose conferme nel 2009 viene prosciolto da ogni accusa.
Le prime partite da allenatore del Barça non diedero i frutti sperati e per caricare la squadra decise di far ascoltare ai propri calciatori prima Viva la Vida dei Coldplay, poi un dialogo tratto dal film “il Gladiatore“.
Ha giocato per 10 anni nella nazionale non riconosciuta della Catalogna.
di Marco De Palo








