22
May , 2012
Tuesday

Archive for the ‘L'Identikit’ Category

L’Identikit: Pep Guardiola

Posted by Marco DePalo On dicembre - 2 - 2010 Commenti disabilitati

Dalla “cantera” al “campeon”, Pep Guardiola, una carriera da calciatore passata a calcare i campi spagnoli ed italiani, una da allenatore nel Barça ad incantare il mondo intero, se il Real è Galacticos, i blaugrana vengono definiti “los ilegales” e la maggior parte dei meriti vanno proprio a lui, al ragazzo catalano che ha portato il Barça sull’Olimpo.

Nome: Josep
Cognome: Guardiola y Sala
Nato: il 18 Gennaio 1971 a Santpedor (Spagna)
Professione: Allenatore
Segni particolari: Uno dei 6 “eletti” che ha vinto la Champions League sia da calciatore, sia da allenatore; da quando è alla guida dei blaugrana ha donato ai suoi il dono del miglior gioco “palla a terra” del pianeta.

Carriera: La carriera da calciatore è una delle più invidiabili del calcio europeo, in 11 anni al Barça ha portato a casa una Coppa dei Campioni, 6 campionati spagnoli e 2 supercoppe europee. Il giovanissimo Guardiola entra nel 1984 nella “cantera” del Barcellona, dopo la solita trafila nelle giovanili nel 1990 entra a far parte della prima squadra, il coach Johan Cruijff vede in Pep, ancora diciannovenne, un ottimo metronomo del centrocampo; nonostante la giovane età il ragazzo mostra tecnica, visione di gioco, carisma e professionalità. Gli anni passano e le soddisfazioni per il regista catalano aumentano, cambia la guida tecnica del Barça ma i risultati non cambiano, anzi dopo Cruijff arriva al Camp Nou Louis Van Gaal, l’olandese porta con sè un gioco “essenziale” caratterizzato dal poco spettacolo e dalle tante vittorie.
Dopo vari infortuni, nel 2001 Pep lascia il Barcellona, per approdare al Brescia, dopo un’ottima stagione con le “rondinelle” viene ingaggiato dalla Roma, ma Capello non vede nel catalano un giocatore utile alla propria causa e spesso lo relega in panchina. Dopo neanche una stagione all’ombra del Colosseo, torna a Brescia e con Roberto Baggio forma una squadra stellare. Nel 2003 il suo contratto con la società lombarda scade e trova un accordo con l’Al-Alhy, club qatariota, dopo due anni passati nell’emirato arabo in compagnia di Hierro, Batistuta e Caniggia, passa al Dorados club messicano. In Messico le soddisfazioni sono poche, e così Pep lascia il calcio.
Nel 2006 diventa allenatore e nel 2007 gli viene affidata la guida tecnica del Barcelona B, club satellite della società catalana che milita in terza divisione. Nel Luglio 2008 Juan Laporta lo nomina allenatore della prima squadra, dopo un inizio altalenante il ragazzo di Santpedor infila una serie impressionante di vittorie, contornate da un gioco che match dopo match diventa sempre più appassionante, vincente e geometricamente perfetto.
In poco più di due anni alla guida del Barça ha vinto, tutto quello che poteva vincere: 2 Campionati spagnoli, 1 Coppa del Re, 2 Supercoppe di Spagna, 1 Champions League, 1 Supercoppa europea ed un Mondiale per Club.

Perchè è il personaggio della settimana? Perchè dopo aver condotto un inizio di campionato sopra le righe, il suo Barça ha battuto, gli acerrimi nemici e diretti rivali per la conquista del titolo nazionale, del Real Madrid con un rotondo 5-0, la sconfitta più umiliante della carriera di Josè Mourinho, allenatore dei “blancos“.

Curiosità sul personaggio:

Ha giocato al fianco di calciatori di calibro mondiale come: Laudrup, Zubizarreta, Bakero, Stoickov, Rivaldo, Ronaldo, Figo e Kluivert.

Ai tempi del Brescia risulta positivo ad un test antidoping, la sostanza incriminata è il Nandrolone, la condanna che gli viene inflitta è pari a 4 mesi di squalifica sportiva e 7 mesi di carcere, dopo numerose prove e numerose conferme nel 2009 viene prosciolto da ogni accusa.

Le prime partite da allenatore del Barça non diedero i frutti sperati e per caricare la squadra decise di far ascoltare ai propri calciatori prima Viva la Vida dei Coldplay, poi un dialogo tratto dal film “il Gladiatore“.

Ha giocato per 10 anni nella nazionale non riconosciuta della Catalogna.

di Marco De Palo

L’Identikit: Giampaolo Pazzini

Posted by Marco DePalo On novembre - 25 - 2010 Commenti disabilitati

Compagno perfetto di Antonio Cassano, senza il suo gemello del gol ha accusato qualche difficoltà, ma domenica ha dato una prova di forza mettendo a segno una tripletta contro il Lecce, che ha regalato ai blucerchiati 3 punti preziosissimi.

Nome: Giampaolo
Cognome: Pazzini
Nato: il 2 Agosto 1984 a Pescia (Pistoia)
Professione: Calciatore
Segni particolari: Stella indiscussa della Sampdoria, fa della sua prolificità la sua arma segreta, un “diesel” del pallone, parte in sordina ma poi mette la quinta.

Carriera: Giampaolo Pazzini nasce 26 anni fa a Pescia un comune di 20mila abitanti in provincia di Pistoia, dopo aver mosso i primi passi nel Margine Coperta, viene notato dagli osservatori dell’Atalanta, che in breve tempo lo tesserano nelle fila della compagine bergamasca. L’esordio in prima squadra arriva nel campionato 2003-2004 in Serie B, con gli orobici colleziona 39 presenze e 12 gol; l’anno successivo, in Serie A, gioca 12 partite e segna 3 gol, il talento è già visibile e le grandi fanno a gara per accaparrarselo, alla fine la spunta la Fiorentina, sborsando circa 6,5 milioni di euro, in quella metà di campionato colleziona 14 scampoli di match, segnando 3 gol.
Gli anni che seguono vedono, in parte, un declino del bomber toscano, che chiuso da Luca Toni non riesce ad esprimersi al meglio come seconda punta, il primo anno; subisce un brutto infortunio, il secondo; e viene chiuso da Gilardino e Mutu il terzo. A metà stagione il talento, ormai 24enne lascia la Fiorentina, per approdare alla corte di Garrone. Per assicurarsi i gol dell’ex atalantino la Samp deve sborsare 9 milioni di euro, più il prestito gratuito di Emiliano Bonazzoli. I primi 5 mesi alla Samp segnano la rinascita del ragazzo, che in 18 matches sigla 11 reti. Con Cassano l’affinità è delle migliori, tanto da richiamare alla mente quella che fu la coppia storica del gol, ossia Vialli e Mancini.  La stagione 2009-2010 segna la consacrazione del calciatore Pazzini, lo score a fine campionato lo vedrà con 21 reti realizzate in 39 presenze, ma oltre al record personale la Samp, grazie ai suoi gol riesce a qualificarsi in Champions League, un traguardo che ancora fa brillare gli occhi ai tifosi blucerchiati. Ciò che resta è storia recente.

Perchè è il personaggio della settimana? Perchè dopo aver iniziato una stagione sotto la media, domenica ha preso per mano la “sua” Samp, orfana di Tonino Cassano, mettendo a segno un hattrick, ossia una tripletta che ha permesso ai blucerchiati di battere il Lecce e di rilanciarsi verso la corsa al quarto posto.

Curiosità sul personaggio:
E’ un figlio d’arte, infatti suo padre e suo fratello sono stati ottimi calciatori in serie C.

Ha vinto l’Oscar del calcio come miglior giovane dell’anno 2005.

Vanta nel suo palmarès un Oro ai campionati Europei under 19 del 2003.

Una trovata pubblicitaria della Nike ha sostenuto per un’estate intera che Pazzini ed il suo amico Montolivo, nonchè compagno di squadra, fossero la stessa persona, definendo questa creatura “Pazzolivo“, tale tesi venne rinforzata dalla coincidenza che vedeva i due per ben 10 giornate mai in campo nello stesso momento.

Ha segnato una tripletta nel 2007 in occasione dell’inaugurazione del Nuovo Wembley, da quel giorno la stampa inglese lo ha sempre seguito, accostandolo più volte al Chelsea.

Il suo valore stimato di mercato è pari a 19 milioni di euro.

Il suo agente è Tullio Tinti, procuratore di altri calciatori come Luca Toni, Pippo Inzaghi, Nicola Pozzi ed Alex Pinardi.

di Marco De Palo

L’Identikit: Javier Pastore

Posted by Marco DePalo On novembre - 18 - 2010 Commenti disabilitati

Dopo aver incantato il Barbera e l’Italia pallonara, sta diventando il vero “guru” del calcio europeo, ha segnato una tripletta domenica scorsa contro il Catania e vuole portare con i suoi gol ed i suoi assist il Palermo più in alto possibile! Chi è? Semplice… Javier Pastore.

Nome: Javier Matias
Cognome: Pastore
Nato: il 20 Giugno 1989 a Cordoba (Argentina)
Professione: Calciatore
Segni particolari: Stella del Palermo e della Serie A, è destinato a dar spettacolo sui migliori palchi del calcio europeo.

Pastore = Gol = 10? Non proprio, vero e proprio numero dieci, nella realtà veste il 27.

Carriera: Nasce 21 anni fa a Cordoba in Argentina, ed inizia a muovere i primi passi da calciatore nel Club Atletico Talleres, club di seconda divisione del campionato argentino. Dopo aver disputato 5 match nella squadra che l’ha visto crescere, viene acquistato dall’Huracàn, club di prima divisione di Buenos Aires, inizia a mostrare i primi tocchi di classe e già nel campionato  di Clausura 2009 riesce a segnare ben 8 gol e a confezionare 4 assist. Nell’estate 2009 è il Palermo con i suoi osservatori in Sudamerica a scovare il talento, ma Zamparini si sa non conta fino a 10, e con una cifra intorno ai 6 milioni di euro lo regala ai tifosi rosanero. Ma in panchina siede Walter Zenga, che vede il ragazzo più come un esterno che come un rifinitore, morale della favola: non parte titolare e quando entra gioca fuori ruolo. Le cose però non si mettono per il verso giusto e l’”Uomo Ragno” viene esonerato, al suo posto arriva Delio Rossi che consacra il talento argentino, inserendolo sempre tra gli undici titolari e schierandolo nel ruolo che meglio gli si addice. Il campionato viene vissuto da protagonista collezionando ben 34 presenze.
La stagione in corso vede il ragazzo nel top della forma sin da subito, dopo la fase di brevissimo rodaggio in Europa League, parte alla grande segnando 7 reti in campionato e mettendo in crisi gli avversari.

Perchè è il personaggio della settimana? Perchè dopo aver iniziato una stagione nettamente al di sopra delle righe, domenica con una prestazione superlativa ha battuto il Catania nel sentitissimo derby siculo. Oltre ad aver disputato un gran match domenica, è il miglior giocatore della Serie A per quanto riguarda la media voto.

Curiosità sul personaggio:
Ha origini italiane e prima di approdare a Palermo è stato vicinissimo alla Lazio, che lo scartò per motivi economici e all’Inter, che non lo acquistò perchè veniva considerato soltanto un “cruccio” di Roberto Mancini.

Viene soprannominato “El Flaco” ossia “il magro” vista la sua stazza fisica, nonostante ciò in un anno ha aumentato la sua massa muscolare di 4 kg.

E’ Stato il secondo calciatore straniero nella storia del Palermo, ad aver segnato una tripletta, prima di lui solo Vycpalek nel ‘49.

E’ considerato l’erede naturale di Messi e viene valutato dagli esperti di mercato almeno 50 milioni di euro.

Indossa la maglia numero 27 da una stagione ed ha scelto tale numero in quanto è il numero fortunato di sua madre.

di Marco De Palo

L’Identikit: Alessandro Del Piero

Posted by Marco DePalo On novembre - 11 - 2010 1 COMMENT

Un periodo di luci ed ombre nel nostro campionato, alcune stelle deludono, altre brillano più di tutte, sembra proprio il caso di citare, come star della settimana, l’eterno capitano della Juventus, al secolo Alessandro Del Piero, silenzioso, schivo, modesto e maledettamente forte.

Nome: Alessandro
Cognome: Del Piero
Nato: il 9 novembre 1974 a Conegliano Veneto
Professione: Calciatore
Segni particolari: Bandiera della Juventus, fantasista e miglior realizzatore di sempre nella storia bianconera.

Del Piero = Juventus = 10 l’equazione perfetta per celebrare uno dei migliori giocatori dei nostri tempi e della storia del calcio “made in Italy”.

Carriera: Nasce a Conegliano Veneto nel 1974, inizia a giocare da bambino nelle giovanili del San Vendemiano, città che l’ha visto crescere, dopo anni di calci al pallone nel campo parrocchiale il ragazzo si mette in luce ed il parroco suggerisce ai dirigenti del Padova di comprarlo. Nonostante le prime perplessità circa il suo fisico minuto, i dirigenti veneti decisero di ingaggiarlo, il salto dalla categoria “allievi” alla serie b è repentino infatti a 18 anni segnò il primo gol con la maglia patavina.
Come spesso accade, appena un giovane muove bene i primi passi, tutte le “grandi” provano ad ingaggiarlo, dopo lunghe trattative a spuntarla ci riuscì Giampiero Boniperti, nell’estate ‘93, pagando 5 miliardi il cartellino e facendo firmare ad Alex un triennale da 150 milioni l’anno. Il primo anno in bianconero lo rende già un predestinato, con la squadra primavera vince il “Torneo di Viareggio” ed il “Campionato Primavera”, in prima squadra segna 5 reti così e fa vedere all’Italia intera chi è “Del Piero”.
Gli anni seguenti sono tutti sotto la guida di Marcello Lippi e l’attenta visione del leader Gianluca Vialli, il ragazzo cresce e mette in campo partita dopo partita grinta e tecnica da vendere. Vincendo una Coppa Intercontinentale, una Coppa dei Campioni, e 3 scudetti. Il “nodo” della sua carriera arriva l’8 novembre 1998, quando ad Udine un brutto infortunio ai legamenti crociati lo tiene fermo per 9 mesi, la stella sembra appannarsi, gli anni che seguono vedono un Del Piero “normale”, quasi non sembra lui, fino all’anno 2001-2002 quando sotto la guida tecnica di Marcello Lippi (di ritorno dopo un’esperienza all’Inter) Alex rinasce con 21 reti e tanti assist, il “fenomeno” è tornato e non sembra essercene più per nessuno, ma è il 2004 quando Fabio Capello arriva a Torino ed Alex viene visto più come un peso, più come un ostacolo per i giovani, che come una risorsa inesauribile di tecnica, tenacia e di quello “spirito bianconero” ben messo in mostra dal campione di Conegliano. Arriva il 2006, l’anno di Calciopoli, la Juve sembra l’unica indiziata del sistema Moggi, ma al Mondiale di Germania Del Piero quando viene chiamato in causa gioca alla grande. Il resto è storia recente, un mondiale vinto, la retrocessione in b, e la rinascita, tutta bianconera ed ovviamente tutta firmata da Alessandro Del Piero.

Perchè è il personaggio della settimana? Perchè con gli ultimi gol segnati ha superato quota 178 la storica “asticella” messa da Boniperti, questo traguardo lo ha reso il miglior realizzatore di tutti i tempi in maglia bianconera. Ma anche perchè spesso si dice che è un giocatore “finito” ed invece con l’arrivo di Del Neri è l’unico sempre in campo, lui ringrazia e ripaga la fiducia a suon di gol, nessuno della sua età sta segnando così tanto! 6 reti in campionato, 3 in Europa League, media voto 6,44.

Curiosità sul personaggio: L’avvocato Agnelli diede lui il curioso soprannome di “Pinturicchio”, celebre artista rinascimentale, poichè i suoi gol erano più pennellate d’autore, che semplici realizzazioni di un calciatore.

E’ campione anche di solidarietà, infatti ha prestato la sua immagine all’AIRC ed ha giocato un torneo di golf per raccogliere fondi utili alla ricerca di cure per la Sla.

E’ stato protagonista di numerosi spot pubblicitari, per marchi come Adidas, Cepu, Pepsi ed Uliveto.

Nel 2005 sposò in gran segreto Sonia Amoruso, sorella di Nicola il celebre calciatore, con Sonia ha 2 figli, Tobias e Dorotea.

Ha conseguito il diploma di ragioniere.

di Marco De Palo

L’identikit: Antonio Cassano

Posted by Marco DePalo On novembre - 4 - 2010 1 COMMENT

Ricomincia la rubrica che mette sotto i riflettori il protagonista calcistico della settimana. Gli ultimi giorni hanno messo in luce due campioni, il primo è Antonio Cassano, protagonista di un alterco con il proprio presidente Riccardo Garrone, il secondo è Gareth Bale, ventunenne terzino del Tottenham in vero stato di grazia. La scelta finale è caduta sul talento di Bari Vecchia, Bale può aspettare, un talento come il suo non svanisce in breve tempo.

Nome: Antonio
Cognome: Cassano
Nato: il 12 luglio 1982 a Bari
Professione: Calciatore
Segni particolari: Talentuoso numero 10, indisciplinato, irriverente e maledettamente forte.

Cassano = Gol = Cassanate, un’equazione troppo spesso utilizzata da giornalisti ed addetti ai lavori per parlare del rendimento della “croce e delizia” del calcio italiano degli ultimi anni.

Carriera: Nasce a Bari nel 1982, cresce calcisticamente prima nella Pro Inter, compagine del quartiere periferico Carbonara di Bari, poi viene notato dagli osservatori del Bari ed all’età di 15 anni entra nel settore giovanile dei galletti. Dopo poco entra nell’organico della squadra “Primavera” dei biancorossi, ma l’allenatore della prima squadra, Eugenio Fascetti, lo nota e lo porta tra i grandi, dopo l’esordio nel derby contro il Lecce a 17 anni, esplode contro l’Inter, realizzando all’88′ minuto un gol che resterà negli annali del calcio. Stop di tacco, al volo porta la palla sulla testa, salta con un solo dribbling Blanc e Panucci, ed infine insacca nell’angolino destro della porta nerazzurra. Dopo l’exploit “Tonino” ha tempo per esprimersi e crescere al meglio, dopo 2 anni arriva la chiamata di Franco Sensi, che lo porta alla Roma per 60 miliardi di lire. L’esperienza nella capitale dura 4 anni e mezzo, con alti e bassi dovuti sia all’irriverenza verso i compagni di squadra, poi verso la società al momento del rinnovo. Va fuori rosa per 2 volte e viene reintegrato altrettante. Nel gennaio 2006 passa al Real Madrid, ma il suo stato di forma è deficitario, tanto da farlo definire dai tifosi “el gordito”, passa un anno e mezzo in camiseta blanca. Nell’agosto 2007, viene ceduto in prestito alla Sampdoria, quello che resta è storia recente, con la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Lazio e la recente qualificazione in Champions League.
Con il ct della nazionale Lippi ha avuto un rapporto burrascoso che lo ha portato all’esclusione delle spedizioni mondiali 2006 e 2010.

Perchè è il personaggio della settimana? Semplicemente perchè dopo due anni e mezzo di digiuno ha fatto l’ennesima “Cassanata”, il tutto è partito da uno screzio con il presidente Garrone che chiedeva al “Pibe di Bari” di accompagnarlo ad una premiazione, Antonio ha risposto negativamente, il diniego però, era condito di insulti ed epiteti vari come: “Vecchio di m…, Vaff…, bucch…“. Il numero uno della Erg ha quindi risposto per le rime mettendolo fuori rosa e chiedendo la rescissione unilaterale del contratto. La Figc a breve si pronuncerà sul destino di “Tonino”.

Curiosità sul personaggio: E’ il primo calciatore, nella storia del calcio italiano, che è stato ammonito per aver rotto la bandierina del calcio d’angolo, tutto ciò accadde sotto gli occhi di Pierluigi Collina in un Roma – Juventus, dopo un suo gol.

E’ sposato con Carolina Marcialis pallanuotista del Nervi, il suo è stato un matrimonio misto, poichè nonostante Antonio sia battezzato ed abbia ricevuto il sacramento dell’eucarestia ha dichiarato di non credere in Dio, ma comunque rispettare chi ci crede, tuttavia ha portato al collo per degli anni un’immagine di Padre Pio.

E’ un fan del cantante napoletano Gigi D’Alessio, tanto da invitarlo al suo matrimonio.

E’ tifosissimo dell’Inter e non ha mai nascosto il suo desiderio di vestire i colori nerazzurri.

E’ legato da un legame di profonda amicizia con Pierluigi Pardo, l’ex giornalista di Sky Sport, ora a Mediaset. Quest’ultimo ha scritto insieme al campione barese due libri. A questi due si aggiungono una miriade di biografie autorizzate e non,  scritte da appassionati e giornalisti.

Nel 2001 e nel 2003 ha vinto l’Oscar del Calcio Italiano come miglior giovane. Nel suo palmarès vanta una Liga ed una Supercoppa Italiana.

di Marco De Palo

L’identikit: Quique Sanchez Flores!

Posted by Marco DePalo On luglio - 4 - 2010 Commenti disabilitati

di Marco De Palo

Nome: Enrique (detto Quique)
Cognome: Sanchez Flores
Nato: il 2 febbraio 1965 a Madrid
Professione: Allenatore di squadre di calcio
Segni Particolari: Motiva e crea un gruppo di indomabili calciatori.

45 anni e non dimostrarli, si parla di Quique Sanchez Flores, un uomo schivo, riservato, che spegne ogni polemica e non vuole che i riflettori siano puntati sull’operato della sua squadra.

Ex difensore, del Valencia, del Real Madrid e poi del Saragozza, ignorato spesso dai selezionatori della nazionale spagnola, si ritira dal calcio giocato all’età di 32 anni, dopo 5 anni di riposo ed aggiornamento inizia la carriera da allenatore.

Inizia la sua avventura al Getafe, una giovane squadra, con sede in un piccolo centro a sud di Madrid, le doti da motivatore sono essenziali nella carriera del giovane coach, infatti dopo 20 anni dalla fondazione con una squadra di giovani riesce a centrare la promozione dalla “Segunda divisiòn” alla Liga. L’anno successivo la strada diventa ripida, ma dopo una partenza in sordina riesce a far rialzare i suoi, tanto che a fine campionato finirà la stagione 13° in graduatoria con una salvezza in tasca molto prima del finale di stagione.

Le doti del 40enne che fa i miracoli iniziano a farsi vedere, ed il Valencia lo ingaggia. Al “Mestalla” rimane per due anni, conquistando il terzo posto alla prima stagione, ed il quarto alla seconda.

Cambia la presidenza del club valenciano e cambia l’allenatore, Sanchez sconfina e per una stagione allena il Benfica. A Lisbona però il gruppo non gira come dovrebbe, i biancorossi arrivano quarti ed il coach a fine stagione lascia l’incarico.

Inizia una nuova era all’Atletico Madrid, la seconda squadra della capitale iberica, quella che solitamente deve sopportare i festeggiamenti dei “blancos” spendaccioni e vincenti. La storia si ripete ma solo per quanto riguarda la spesa, la tradizione vincente non è pane per i denti delle “merengues”, e dopo un anno parzialmente sottotono i ragazzi di Qiuque, vincono la nuova “Europa League“, battendo in finale Roy Hodgson ed il Fulham.

Se dovessimo riassumere il suo credo in poche parole si potrebbe parlare di “Compattezza e velocità“, un gioco veloce, compatto con i terzini tenuti alti. I ritmi dettati da Paulo Assunçao,Ujfalusi Lopez gli stantuffi sulle fasce, Perea ed il giovanissimo Dominguez al centro della difesa, un rigenerato Josè Antonio Reyes,  Simao fulcro del gioco, ed un attacco stellare con “El Kun” Aguero, e Diego Forlan.

Un coach giovane per una squadra altrettanto giovane; possiamo scommetterci che i dirigenti delle grandi squadre europee faranno a gara per accaparrarselo!

L’identikit: Josè Mourinho

Posted by Marco DePalo On luglio - 4 - 2010 Commenti disabilitati

di Marco De Palo

NomeJosè Mario dos Santos Felix
CognomeMourinho
Natoil 26 gennaio 1963 a Setubal
Professione: Allenatore di squadre di calcio
Segni Particolari:
Vincente.

Arguto motivatore, intelligente, provocatore e maledettamente vincente, è Josè Mourinho, 47 anni ed una carriera invidiabile alle spalle. Entra nel mondo del calcio come calciatore a 15 anni, ma a 24 capisce che non è la sua massima aspirazione ed appende gli scarpini al chiodo. Il suo mondo però ruota intorno ad un pallone e quindi non si da per vinto ed inizia a studiare schemi e tattiche per diventare allenatore. Diventa professore di educazione fisica ed inizia ad allenare gli allievi del “Vitoria Setùbal“, dopo un anno viene notato dai dirigenti dell’”Estrela Amadora” e viene ingaggiato come assistente, lì rimarrà per 4 anni. Aumenta la visibilità ed aumentano i pretendenti, Bobby Robson lo ingaggia, al Porto, per 2 anni come interprete, poi come vice-allenatore per altri 2 anni. 4 anni al Barça in qualità di vice di Robson prima e diVan Gaal dopo.

La carriera da coach inizia al Benfica, poi all’Uniao Leiria, dopo 2 anni di gavetta arriva la grande occasione con il Porto, Mourinho seppur lontano dall’appellativo “Special One” fa bottino pieno, il primo anno porta a casa la Primeira Liga, la Coppa del Portogallo e la Coppa Uefa; il secondo vince la Supercoppa di lega, nuovamente il titolo nazionale e la Champions League.

Nel 2004 passa al Chelsea, la stoffa da vincente è rimasta intatta, ed oltre a vincere la Carling Cup, sbanca in Premier League, riportando dopo 50 anni la vittoria nella massima serie britannica. La seconda stagione inizia con il trionfo nella Community Shield contro l’Arsenal e si conclude con la vittoria della Premier League. La sua terza stagione non è certamente il fiore all’occhiello, visto che porta a casa solo la Coppa di lega e la FA Cup. La quarta stagione inizia, ma dopo circa un mese Josè si dimette dopo varie incomprensioni con Roman Abramovic.

Nel 2008 arriva la chiamata di Massimo Moratti ed il vincente Josè ormai conosciuto da tutti come lo “Special One” diventa l’allenatore dei nerazzurri. La sua brillantezza e la sua padronanza del lessico, da vero comunicatore, è messa subito in mostra quando rispondendo alla domanda di un giornalista risponde con la famigerata espressione meneghina: “Io non sono pirla”.
I due anni in riva ai “Navigli” sono da incorniciare: 2 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa di lega e la tanto agognata Champions League. Proprio dopo la vittoria dell’ambito trofeo continentale abbandona l’Inter in lacrime per passare al Real Madrid.

Resteranno celebri i suoi aforismi come: “Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto, con una bella poltrona blu, la Coppa dei Campioni, Dio e dopo di lui io”.

“Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, anche Gesù non piaceva a tutti.”

“Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai”

Recent Comments

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Latina, n. 928/2010 P.I. 02597900592
La maggior parte delle immagini utilizzate sono state tratte da Internet, qualora la loro pubblicazione e il loro utilizzo violasse eventuali diritti d’autore saranno rimosse previa comunicazione.
La collaborazione con il giornale on line italnews.info è gratuita. Gli articoli e quant\'altro inviato, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. La riproduzione totale o parziale dei documenti pubblicati effettuata da parte di terzi con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto idoneo alla riproduzione e trasmissione non è consentita senza il consenso scritto dell\'editore. Nel caso di articoli e note, si prega di precisare se essi sono stati inviati ad altre riviste, al fine di evitare fastidiose ripetizioni. L\'editore si riserva la facoltà di pubblicare e modificare gli articoli inviati.
E\' vietata la riproduzione di tutto il materiale pubblicato nella testata

Recent Comments

Il cuore del Milan impatta contro il muro del Tottenham

On mar-9-2011
Reported by Marco DePalo

Mondiali Brasile 2014: la ripartizione dei posti

On mar-3-2011
Reported by Luca Paradiso

Speciale Mike Mignola

On mar-7-2011
Reported by Umberto Ruffino

Siria: i disertori costretti ad arretrare da Duma

On gen-22-2012
Reported by Armida Tondo

Grecia, esplode molotov davanti ufficio tasse

On mag-14-2012
Reported by Elisa Cassinelli
Rss Feed Tweeter button Facebook button