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May , 2012
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Archive for the ‘La partita della settimana’ Category

Inter-Juve è anche Castellazzi contro Storari

Posted by Luca Paradiso On ottobre - 28 - 2011 Commenti disabilitati

Sarà un Inter-Juventus particolare quello che si giocherà domani sera a San Siro. Tanti, troppi, i motivi che rendono il derby d’Italia la gara più sentita dalle due tifoserie. Scorie di un passato recente che fatica a lasciare posto al presente.

Non solo perchè per la prima volta, dal 2006, le due squadre si presenteranno all’appuntamento con un chiaro invertimento di ruoli. Siamo appena alla 9° giornata, ma vedere l’Inter invischiata nei bassifondi della classifica e la Juventus in testa, forte di un gioco convincente, profuma tanto di passato.

Nemmeno perchè sulla panchina bianconera ci sarà un’ex bandiera di quella squadra che tanto vinse, lasciando ai nerazzurri “zero tituli” e tanti sospetti nella mente: Antonio Conte, uno dei principali “nemici”, protagonista di un acceso diverbio con Materazzi ai tempi del nubigragio di Perugia e nello psicodramma del 5 maggio.

Gli dei del calcio si sono divertiti a rendere ancora più intrigante la sfida “azzoppando” i due portieri titolari. Mercoledi, nella gara contro l’Atalanta, Julio Cesar ha accusato un problema all’aduttore che lo terrà lontano dai campi per alcune settimane. Al suo posto ci sarà Castellazzi.

Buffon invece tenterà fino all’ultimo di recuperare per non saltare la gara contro i nerazzurri. Il numero uno azzurro ha dovuto guardare dalla tribuna le ultime due gare, Genoa e Fiorentina, per un problema alla spalla. Con l’Inter spera di esserci e di riprendersi quel posto che comunque Storari ha sempre ricoperto alla grande.

Se Gigi non ce la dovesse fare Inter-Juve avrà un’altra sfida nella sfida: Castellazzi contro Storari. Alla Sampdoria, due stagioni fa, con Del Neri in panchina l’attuale numero 12 dell’Inter partì con i galloni da titolare. Diciannove presenze finchè un brutto infortunio non lo costrinse a lasciare il posto a Storari acquistato dal Milan proprio per sostituirlo. Fu una staffetta che mantenne i blucerchiati in alto e contribuì a quel quarto posto che valse la qualificazione ai preliminari di Champions League. L’anno dopo Castellazzi passò all’Inter, acquistato a parametro zero, Storari decise di seguire mister Del Neri a Torino.

Domani sera saranno uno di fronte all’altro, pronti a difendere le porte delle due “grandi nemiche” del calcio italiano.

di Luca Paradiso

Chelsea – Manchester United

Posted by Luca Paradiso On dicembre - 17 - 2010 1 COMMENT

John Terry vorrebbe non averla mai giocata. Troppo vivo il ricordo di quel rigore fallito che costò la Champions al Chelsea. La possibilità di diventare il primo capitano blues a sollevare la coppa con le grandi orecchie naufragò su una zolla maledetta dello stadio Luzniki di Mosca. Divenne Mr. Chelsea, ma quell’episodio rimarrà per sempre impresso nella sua mente. Soprattutto rimarrà nella storia della sfida tra Manchester United e Chelsea.

Domenica le due squadre si affronteranno sul terreno di Stamford Bridge. Una gara d’alta classifica che vedrà contrapposte due big del calcio inglese. Blues e red devils nelle ultime sei stagioni hanno trionfato tre volte a testa, parità perfetta. Separate in classifica da 3 punti, United avanti e con un match da recuperare, i due club si avvicinano alla sfida con sentimenti contrastanti. La truppa di Ancelotti vive un periodo molto complicato. L’ultima vittoria è datata 9 novembre. Sono noti i problemi del tecnico con la società, espolosi in seguito al licenziamento di Ray Wilkins. Rientrerà Lampard dal primo minuto, pedina essenziale del centrocampo. Frank è in grado di assicurare qualità e dinamicità, ma soprattutto è il solo centrocampista che sa andare a rete. I boys di Ferguson invece si presentano al big match con il morale alle stelle dopo la vittoria, seppur sofferta, contro l’Arsenal. Il gol di Park nel monday night ha ricatapultato i red devils in vetta. Manca ancora qualità al gioco dello United. Rooney è ancora lontano parente dell’attaccante ammirato lo scorso anno. Berbatov troppo discontinuo e non gode della totale fiducia del suo allenatore. La compattezza difensiva mostrata dalla coppia Vidic-Ferdinand invece fa dormire sonni tranquilli. Con quei due in mezzo all’area per gli attaccanti avversari è davvero difficile.

La rivalità tra le due squadre è abbastanza recente e risale all’avvento di Roman Abramovich. Come avvenuto negli ultimi anni verso i cugini del City, sir Alex rivolse numerose accuse alla dirigenza blues e al suo modo di fare mercato. Tutti quei soldi rischiavano di distruggere la concorrenza. L’allora tecnico del Chelsea Josè Mourinho non si tirò indietro dalla contesa verbale e innescò così una lunga polemica. I rapporti tra i due poi si riappacificarono e divennero cordiali. La rivalità tra Chelsea e United invece andò alimentandosi anno dopo anno, titolo dopo titolo.

di Luca Paradiso

Spettacolo Premier League con il derby di Londra e la sfida gunners-red devils

Posted by Luca Paradiso On dicembre - 10 - 2010 1 COMMENT

Sarà un week end di grandi sfide per la Premier League inglese. La 17° giornata presenta interessanti intrecci d’alta classifica, con il derby Tottenham-Chelsea su tutti e un finale da veri intenditori: il big match United-Arsenal.

Domenica pomeriggio sarà il derby di Londra tra Tottenham e Chelsea a infiammare il programma. La squadra di Ancelotti è chiamata al riscatto dopo gli ultimi deludenti risultati che sono coincisi con l’addio alla prima posizione in classifica. Quale migliore occasione del derby? Una sfida molto difficile, sentita e temuta, animata da quella sana rivalità che colora ogni derby, infiammata dall’aggressione che lo scorso anno subì il padre di John Terry da parte di alcuni teppisti mascherati da supporters degli spurs.

Lunedì, nel consueto Monday night, all’Old Trafford andrà in scena la sfida tra i red devils e i gunners, attualmente primi in classifica. Una gara legata a mille rivalità e tanti episodi, resa ancora più interessante dalla contesa tra i due tecnici, sir Alex Ferguson e Arsene Wenger. Due manager diversi, nei modi e nello stile, ma capaci di portare al top le rispettive squadre.

È il Nord-Sud derby, una gara che a partire dagli ultimi anni del secolo scorso vale il titolo. Una sfida accesa, non adatta ai deboli di cuore. C’è un episodio che da il via a questa rivalità. Anno 1987, Ferguson è alla sua prima stagione alla guida dello United, OLeary e Rocastle, calciatori dell’Arsenal, vengono trattati in maniera dura dai rivali in maglia rossa. Al fischio finale i protagonisti del match si rendono interpreti di una rissa negli spogliatoi, la prima di una lunga serie. L’anno seguente, in un match di FA Cup, McClair, attaccante del Manchester, sbaglia un calcio di rigore e viene deriso dall’avversario Winterburn, che lo segue fino a centrocampo nel tentativo di procurare una reazione del numero 9 dello United. Screzi nel tunnel e rigori sbagliati sono una costante di questa sfida. Nel 2005 nel sottopassaggio di Higbury gli allora capitani delle squadre, Vieira e Keane, si rendono protagonisti di un duro battibecco poi passato alla storia come “l’incidente del tunnel”. Il francese tenta di provocare l’avversario Neville a cui viene in aiuto il proprio capitano, Roy Keane. Solo la presenza dei compagni rimandò la resa dei conti tra i due. Rigori sbagliati… come quello che Van Nisterlooy spedì sulla traversa nell’anno 2003. Un rigore conquistato a tempo scaduto e con troppa furbizia, tanto che i difensori gunners, dopo l’errore, circondarono l’olandese e lo spintonarono in maniera evidente.

Gli ingredienti per assistere a una sfida combattuta ci sono tutti. In campo mancano calciatori di forte personalità che nel passato resero questa sfida accesissima, ma quando red devils e gunners calcano lo stesso rettangolo di gioco si può star certi che le emozioni non mancheranno.

di Luca Paradiso

Diversi e vincenti: Barcellona – Real Mdrid

Posted by Luca Paradiso On novembre - 26 - 2010 1 COMMENT

Cosa hanno in comune Real Madrid e Barcellona? Poco, pochissimo. Oltre al fatto di essere due dei club più vincenti e seguiti del mondo si potrebbe dire che non hanno proprio nulla. Due culture sportive agli antipodi che rendono ancora più sentita la sfida. Divise in classifica da un solo punto le due squadre hanno, come ormai abitudine, staccato le rivali e monopolizzato la Liga. Anche quest’anno sarà lotta a due per il titolo di campione di Spagna e lo scontro diretto diventa un appuntamento da non fallire.

Lunedi sera il Camp Nou si riempirà fino a straboccare per El clásico. Una gara che oltre alle note rivalità legate a questioni politiche e socio-culturali quest’anno si colora di nuovi interessanti spunti. La presenza di Mourinho sulla panchina degli odiati rivali blancos è infatti in grado di far passare in secondo piano ogni altro questione.

Proprio lui, il traduttore, tornerà in quello stadio dove il 29 aprile scorso spense le speranze blaugrana di giocarsi nella tana del nemico, il Santiago Bernabeu, la finale di Coppa dei Campioni. Uno sgarbo che in Catalogna non hanno ancora digerito e che lunedì, inevitabilmente, cercheranno di vendicare. Malgrado gli inviti del presidente del Barcellona ai propri tifosi, lo Special One troverà un’atmosfera infuocata.

Sarà la 241° sfida tra i due club, considerando anche le amichevoli. Una gara carica di fascino e di storia: la centralista Castiglia contro l’indipendentista Catalogna. Un match che durante la dittatura franchista si caricò di significati extracalcistici. Nel 1943 la rivalità conobbe un’inasprimento in seguito allo scandalo di Chamartín. Nella semifinale di Coppa del Re il Barcellona, vincitore all’andata per 3 a 0, fu sconfitto per 11 a 1 nella gara di ritorno. Sul risultato si addensarono i dubbi di pressioni politiche. Da allora ogni incrocio assume i caratteri della sfida da vincere ad ogni costo.

L’affare Di Stefano e il rifiuto blaugrana a schierare l’argentino a stagioni alterne non fece altro che aumentare la rivalità. Lo sgarbo di Figo e il suo approdo in camiseta blanca salutata dal lancio di una testa di maiale sono solo storia recente. Episodi che colorano El clásico e lo rendono la sfida più attesa. Con un Mourinho in più…

di Luca Paradiso

Il Real riceve l’Athletic Bilbao. Il significato di una partita

Posted by Luca Paradiso On novembre - 19 - 2010 Commenti disabilitati

In attesa del Clasico di domenica 27 novembre il Real Madrid riceve la visita dell’Athletic Bilbao. I due club sono divisi da 13 punti, ma non inganni la classifica perché quella tra blancos e baschi è da sempre una gara aperta ad ogni risultato. Una partita carica di significati, un match che va oltre al fatto prettamente calcistico.

È la sfida tra due regioni, due culture, due idee. Da una parte la squadra della capitale, il Madrid, con i suoi milioni, la sua politica galactica, le 9 Coppe dei Campioni in bacheca. Dall’altra l’orgoglio di una regione che “sopporta” il governo di Madrid e che manifesta, anche attraverso il calcio, la sua diversità. Per scelta societaria infatti la rosa del Bilbao è costituita unicamente da calciatori nati nei Paesi Baschi, oppure da atleti formati nelle giovanili delle squadre della regione. Un modo per rivendicare la propria identità, difesa con orgoglio. Una strategia completamente diversa rispetto a quella della società di Florentino Perez, impegnata ogni anno a costruire le proprie formazioni attraverso l’acquisto dei migliori calciatori. Non a caso nel taccuino dei blancos è finito Fernando Llorente, centravanti uscito dalla cantera dei biancorossi, erede diretto di quei grandi attaccanti che hanno calcato il prato del San Mames (Zarra, Gorostiza e “Pichichi” Aranzadi su tutti) .

Durante il periodo franchista la partita si caricò di significati extracalcistici, assumendo una consistente valenza politica. Nel corso della guerra civile le truppe del caudillo trovarono proprio nella regione basca le maggiori resistenze e opposizioni. In seguito alla vittoria delle forze nazionaliste la repressione nella regione fu particolarmente dura. Fu bandita l’uso dell’euskara, la lingua parlata nei paesi baschi, e impedito qualsiasi richiamo all’identità regionale tanto che l’ikurrina, la bandiera creata dai fratelli Arana sul finire dell’800, non poté più sventolare. Anche il club bilbaino subì le decisioni di Madrid e fu obbligato a modificare il proprio nome salutando quella “h” che sottolineava, all’interno della parola Athletic, la propria origine britannica. Divenne l’Atletico Bilbao, ma in campo continuò a dare del filo da torcere al grande Real di Gento, Puskas e Di Stefano e al Barcellona di Kubala. Il duopolio Barca-Real che cannibalizzò la Liga negli anni dal 1951 al 1965 fu incrinato nel 1956 dal Bilbao.

Proprio Barcellona, Real e Athletic sono gli unici club ad aver preso parte a tutte le 80 edizioni della Liga, senza mai retrocedere.

Domenica in campo ci saranno tanti ragazzi che forse non conoscono neppure quella rivalità capace di colorare nel passato le sfide tra blancos e rojiblancos. Sarà comunque una gara importante per testare le ambizioni dei baschi e per valutare lo stato di forma delle merengues. A una settimana dalla grande sfida, contro il Barcellona, che potrebbe darci indicazioni importanti sul proseguio del torneo.

di Luca Paradiso

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