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May , 2012
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Archive for the ‘Il mio calcio’ Category

Il mio calcio… Stefano Olivari

Posted by Luca Paradiso On aprile - 22 - 2011 Commenti disabilitati

Stefano Olivari è l’ideatore ed animatore del blog Indiscreto, originale punto di vista sul mondo calcistico. Da sempre attento alle nuove tecnologie Stefano ha, tra i primi, sperimentato la conduzione di una trasmissione sportiva in onda sui telefoni cellulari. Autore di tre libri, tutti di argomento sportivo, (“Cosa rimarrà di Atene”, “Notizie da Cialtronia”, “L’Altra Milano – Dall’oratorio a Jura, la generazione della pallacanestro”) è l’ospite della nostra rubrica.

Il campionato che preferisci?

Senza dubbio la serie A italiana. Trovo che la mitizzazione dei campionati esteri nasconda sempre un notevole provincialismo. A maggior ragione oggi che li seguiamo anche nelle loro espressioni ‘medie’ e non solo in occasione della grandi partite. Se parliamo solo di gioco, il Tottenham non è meglio della Lazio.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

Considerando solo quelli in cui sono stato, senza dubbio Old Trafford. Però mi dà emozioni anche Marassi, oltre ovviamente a San Siro.

La partita che non dimenticherai?

Barcellona-Inter semifinale di Champions 2010, vista (anzi, non vista) al terzo anello del Camp Nou. Non stiamo ovviamente parlando di calcio-spettacolo, ma di ambiente ed emozioni.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Michel Platini, per la classe e la consapevolezza della propria classe. Altri fuoriclasse hanno fatto grandi cose nella loro carriera, ma lui le ha volute fare: sembra una sottigliezza, ma c’è un mondo di differenza. Goleador, regista, rifinitore, mai sotto un certo livello anche nelle giornate no, si è ritirato al momento giusto. Non è un caso che sia diventato un grande dirigente, forse uno dei pochi da cui comprerei una macchina usata.

La squadra che ricordi con nostalgia?

Il Brasile del Mondiale 1982, per quello che ha rappresentato prima ancora che per quello che ha vinto (con le grandi solo due volte: un faticoso 2 a 1 all’URSS e un 3 a 1 all’Argentina). Era una squadra che aveva il senso della propria identità e che non a caso è ricordata quasi più di chi quel Mondiale l’ha vinto.

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

Il tie-break del quarto set di Borg-McEnroe, finale di Wimbledon 1980. Per la tensione e la forza di due fenomeni al massimo della loro parabola, ma anche perché mi stavo rendendo conto dell’importanza di quello che stavo vedendo.

L’atleta di tutti i tempi?

Paavo Nurmi, non il primo atleta professionista del mondo ma di sicuro fra i grandissimi. Il primo a vivere, comportarsi (ed essere squalificato) come un professionista.

Il libro sportivo da leggere?

“Dov’è la vittoria?” di Vittorio Sermonti. In quel libro c’è tutto: il Mondiale, il calcio, il giornalismo, la vita, l’ironia.

di Luca Paradiso

 

Il mio calcio… Stefano Benzi

Posted by Luca Paradiso On gennaio - 29 - 2011 1 COMMENT

Stefano Benzi è direttore responsabile della piattaforma italiana di Eurosport. Genovese di nascita, ha alle spalle una lunga carriera televisiva e radiofonica. Si considera un nostalgico del calcio, ammiratore dei numeri 10 vecchio stile, delle ali che attaccano e non coprono, delle maglie senza nome né sponsor numerate dall’1 all’11, di Domenica Sprint alle 20 in punto…

Il campionato che preferisci?

Il campionato brasiliano per l’ostinazione con la quale in questo paese si cerca ancora la spettacolarità e il colpo a sensazione e il campionato inglese le cui partite non mi stancano mai.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

Tra quelli dove ho avuto la fortuna di vedere una partita dal vivo direi Maracanà e Bombonera. Sotto l’aspetto della struttura in se stessa e della sua accoglienza direi Emirates Stadium di Londra e il St. Jakob Park di Basilea.

La partita che non dimenticherei?

Una partita che non si giocò: Genoa-Milan del 29 gennaio 1995. Fu la partita dell’omicidio di Vincenzo Spagnolo. Rimasi chiuso nello stadio a raccontare tutto quello che accadeva dentro e fuori da Marassi in una interminabile diretta con Antenna Tre. Ricordo quegli avvenimenti in modo ancora molto vivo e con molta angoscia. Se invece devo parlare di partite che ho visto direi Italia-Brasile 3-2, ai Mondiali di Spagna del 1982: per la gente della mia generazione è indimenticabile. Purtroppo non la vidi allo stadio. Ma in tribuna mi sono goduto un Liverpool-Genoa 1-2 (era il 18 marzo 1992) e due settimane dopo un Stella Rossa-Sampdoria 1-3. La stagione finì male ma quelle partite furono straordinarie.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Tanti per dirne uno solo: ho una venerazione per un certo tipo di n.10: Zico e Van der Vaart sono quelli che mi hanno sempre coinvolto di più. Ma anche per gli esterni: Overmars, Eder e Van’t Schip su tutti.

La squadra che ricordi con nostalgia?

Il Verona di Bagnoli, il Genoa di Bagnoli, la Sampdoria di Boskov

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

Il duello tra la Akermann e Sara Simeoni prima alle Olimpiadi di Montreal, quando vinse la tedesca e poi all’Europeo di Praga Sara saltò 2.01. Come dimenticare l’incredibile duello tra Villeneuve e Arnoux a Digione nel Gran Premio di Francia del 1979 e la prima volta che ho visto allo stadio gli All Blacks e la loro Haka.

L’atleta di tutti i tempi?

Difficilissimo… direi Fausto Coppi.

Il libro sportivo da leggere?

Difficile anche qui… lasciami dare qualche risposta multipla. Direi “Il Campione” di David Storey, uno splendido libro sul rugby. Ma amo tantissimo Nick Hornby e quindi anche il suo “Febbre a 90°”, ma anche “Lettera a mio figlio sul calcio” di Darwin Pastorin, un racconto meraviglioso e disincantato su tante cose belle e brutte di questo sport. Posso dirti anche un film? “Per amore del gioco” con Kevin Costner, lo adoro… e “La Leggenda di Bagger Vance” con Will Smith.

di Luca Paradiso

Il mio calcio… Maurizio Compagnoni

Posted by Luca Paradiso On gennaio - 15 - 2011 1 COMMENT

Terminate le vacanze natalizie ricomincia l’appuntamento con la rubrica sul calcio visto dagli addetti ai lavori. Questa settimana il nostro ospite è Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, da anni commentatore del posticipo di serie A e delle sfide di Champions League. Il suo “trasforma l’azione da difensiva in offensiva” è entrato ormai nel vocabolario delle cronache calcistiche.

Il campionato che preferisci?

Credo che ogni campionato, almeno in riferimento a quelli principali, abbia le sue peculiarità: l’intensità di quello inglese, la spettacolarità degli stadi di quello tedesco, la tecnica delle squadre di vertice nella Liga. Poi c’è quello italiano che se riuscisse ad avere stadi all’altezza potrebbe tornare a essere il numero uno.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

San Siro e Old Trafford hanno qualcosa di veramente speciale. Ma ci sono tantissimi stadi affascinanti: il Ferraris, l’Olimpico di Roma (anche se non si vede benissimo), il Bernabeu, Anfield, St. James Park, quelli tedeschi in generale, lo stadio di Durban e il Soccer stadium di Johannesburg per citare due impianti del recente mondiale sudafricano.

La partita che non dimenticherai?

Credo che siano tre le partite più belle che ho commentato: Milan Manchester 3 a 0, Inter Barcellona 3 a 1 e un Atletico Madrid Barcellona 4-3 di qualche anno fa.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Sono tanti, ma Romario è stato per anni il mio preferito.

La squadra che ricordi con nostalgia?

La mia squadra quando era regolarmente in B, la Sambenedettese.

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

Il record del mondo nel salto in lungo di Powell ai mondiali di atletica del 1991: 9 metri e 85 centimetri. Sono passati 20 anni e il record resiste ancora.

L’atleta di tutti i tempi?

Jesse Owens, lo sprinter americano oro a Berlino 1936.

Il libro sportivo da leggere?

Quelli del mio amico Nicola Roggero sono molto interessanti.

di Luca Paradiso

Il mio calcio… Federico Casotti

Posted by Luca Paradiso On dicembre - 25 - 2010 1 COMMENT

Appuntamento natalizio con la rubrica di Italnews dedicata al calcio. Questa settimana il nostro ospite è Federico Casotti commentatore di Sportitalia nonché grande appassionato ed esperto di calcio olandese.

Il campionato che preferisci?

Il primo amore resta la Eredivisie, ma tra i grandi campionati ammiro la Bundesliga. Stadi moderni, sempre pieni e la possibilità per tutti o quasi, nel medio periodo, di vincere lo Schale. E’ un torneo gestito con esemplare lungimiranza, merce rara di questi tempi.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

Il De Kuip di Rotterdam. Entri in campo da una botola e ti trovi davanti la muraglia umana della ‘Legioen’ (la curva del Feyenoord). I minuti prima del Klassieker, la sfida tra Feyenoord e Ajax, sono sempre tra i più emozionanti della stagione.

La partita che non dimenticherei?

E’ un ricordo personale: Manchester United-Zenit San Pietroburgo, Supercoppa Europea 2008. Una bellissima partita, il fatto di averla potuta commentare al Louis II me l’ha resa indimenticabile.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Michel Platini. Il prototipo del giocatore moderno, classe immensa e un pizzico di necessario disincanto. E’ il giocatore che avrei voluto essere.

La squadra che ricordi con nostalgia?

L’Olanda del calcio totale, proprio perché non l’ho potuta veder giocare dal vivo. Il suo messaggio è stato così forte da valicare i confini generazionali.

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

Il Gran Premio di Formula 1 del Giappone 1998 che assegnò il titolo a Mika Hakkinen in volata su Eddie Irvine. Quell’anno infatti mi trovavo a Helsinki per motivi di studio e ricordo la telecronaca di Keke Rosberg e il boato di tutto lo studentato al momento della bandiera a scacchi. Poi, bontà loro, la sera invitarono alla festa anche noi ferraristi…

L’atleta di tutti i tempi?

 

Nadia Comaneci. I suoi esercizi a Montreal 1976 sono la cosa più perfetta mai vista nella storia dello sport.

Il libro sportivo da leggere?

E’ anche l’ultimo a tema che ho letto: “Calcionomica – Meraviglie, segreti e stranezze del calcio mondiale” di Simon Kuper e Stefan Szymanski. Perché chi pensa che il calcio sia solo una partita che dura 90 minuti si sbaglia di grosso.

di Luca Paradiso

Il mio calcio… Lucio Rizzica

Posted by Luca Paradiso On dicembre - 18 - 2010 1 COMMENT

Calcio, motori e, dopo Vancouver 2010, anche il curling… quando si dice giornalista universale. E’ Lucio Rizzica di Sky sport, l’ospite della nostra rubrica settimanale.

Il campionato che preferisci?

Il campionato italiano resta molto affascinante soprattutto se, come in questa stagione, tutto è possibile e tra le tante protagoniste sbuca una piccola squadra capace di alterare il naturale svolgimento delle cose. Premier e Liga sono spettacolari e tecnici, ma mi divertono meno.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

Il più coinvolgente è Parque Antartica, a Barra Funda in San Paolo, dove gioca il Palmeiras. Il più bello? Ce ne sono diversi ma il Gigantinho di Porto Alegre è ipermoderno.

La partita che non dimenticherai?

Flamengo-Palmeiras, coppa del Brasile 1999. Il Palmeiras per andare in finale doveva vincere con due gol di scarto e a metà secondo tempo perdeva 2-1. Vinse 4-2.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Michel Platini, Pablito Rossi, Maradona, Vialli… Le emozioni sono personali…

La squadra che ricordi con nostalgia?

La Juventus che perse in finale di Coppa Campioni a Belgrado nel 1973 contro l’Ajax. Quando entrò Altafini io avevo dieci anni e pensai che avrei voluto essere anche io lì. Venti anni dopo lavoravamo insieme.

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

La morte di Yasutomo Nagai ad Assen, Mondiale Superbike 1995. La sera prima ero con lui, Bontempi, Davide Brivio e Casoli a ridere in Direzione Gara. Il giorno dopo piangevamo tutti.

L’atleta di tutti i tempi?

Nessuno potrà mai cancellare il ricordo di Pietro Mennea e delle sue volate olimpiche ammirate per strada, fra sconosciuti. Tutti abbracciati senza un perché dopo 200 metri in apnea, a spingerlo col pensiero e con la passione quel tanto che bastava oltre Wells. Sul mio personale podio metto Carl Lewis, Mark Spitz e Nikolay Andrianov.

Il libro sportivo da leggere?

‘Valentino, il romanzo di un re’ perchè… l’ho scritto io… E prima o poi lo aggiorno anche dal 2006 al 2010…

di Luca Paradiso

 

Il mio calcio… Simona Marchetti

Posted by Luca Paradiso On dicembre - 11 - 2010 1 COMMENT

Una donna all’interno di un mondo prettamente maschile come quello calcistico? È possibile. Negli ultimi anni anche questo tabù è caduto e i media sportivi si sono aperti al gentil sesso. Simona Marchetti ne è un esempio. Volto dei canali televisivi lombardi (Antenna 3 e Telelombardia) e collaboratrice della Gazzetta dello Sport, grazie alla sua competenza, ha mostrato che il connubio donne e calcio può funzionare.

Il campionato che preferisci?

La Premier League, anche perché lo seguo per lavoro da quattro anni. Rispetto a un decennio fa è migliorato molto, merito dei giocatori e degli allenatori stranieri (fra cui gli italiani) che sono sbarcati Oltremanica.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

Non scelgo uno stadio di calcio, ma un tempio dello sport, il mitico Madison Square Garden di New York: quando ci sono entrata non riuscivo neppure a parlare per l’emozione.

La partita che non dimenticherai?

La finale di Champions League fra Manchester United e Chelsea a Mosca: ho tifato come una pazza contro i Blues perché mai e poi mai avrei voluto vederli trionfare, dopo che avevano cacciato Mourinho…..

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Marco Van Basten: la classe e l’eleganza di un fuoriclasse assoluto. Vederlo volteggiare in area era magia pura. Peccato che le sue caviglie di seta non abbiano retto alla ruvidezza dei difensori italiani. Mi dispiace anche che non sia riuscito ad ottenere gli stessi risultati da allenatore.

La squadra che ricordi con nostalgia?

Il Milan spaziale dei tre olandesi: ineguagliabile.

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

La discussione che ho fatto con Juan Sebastian Veron sull’invasione inglese delle Isole Falkland: parteggiavamo entrambi per gli argentini, ma prima che riuscissi a farglielo capire mi sono (verbalmente) beccata di tutto….. credetemi, non è facile trovare un giocatore che sappia cosa siano le Falkland…

L’atleta di tutti i tempi?

Michael Jordan, il solo e unico numero 23 che riconosco nello sport (non me ne voglia Marco Materazzi)

Il libro sportivo da leggere?

Il Maledetto United di David Peace: racconta la storia di Brian Clough, forse il più grande allenatore della storia del calcio inglese, antipatico e presuntuoso come pochi, ma altrettanto vincente. Insomma, un antesignano di Josè Mourinho.

di Luca Paradiso

Il mio calcio… Fabio Tavelli

Posted by Luca Paradiso On dicembre - 4 - 2010 1 COMMENT

Giornalista e inviato di Sky Sport, Fabio Tavelli è uno dei volti più noti del telegiornale sportivo della televisione satellitare. Già telecronista (sul web è possibile trovare un suo entusiastico commento a una rovesciata di Peter Crouch) ha seguito i principali avvenimenti sportivi degli ultimi anni. Di ritorno dal Sudafrica ha pubblicato il suo primo libro, “La mia Sud Africa”, un diario di bordo nel quale ha voluto raccontare i 40 giorni al seguito del Mondiale africano.

E’ lui il protagonista settimanale della nostra rubrica.

Il campionato che preferisci?

La Premier League: stadi pieni, agonismo civile, belle riprese televisive e la sensazione di qualcosa assistere a uno spettacolo autentico.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

San Siro: un muro di folla. Salire le scalette e sentire il boato del pubblico è qualcosa che mi mette ancora i brividi.

La partita che non dimenticherei?

È legata a un ricordo personale. Messico-Iran a Norimberga, Germania 2006: la mia prima telecronaca ai Mondiali. Ero emozionato ma carico a mille. Sapevo dei giocatori cose che secondo me nemmeno loro stessi ricordavano.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Hagi. E’ stato il primo “fenomeno” che ho intervistato quando ero un giovane cronista a Brescia. Un grandissimo giocatore, vederlo in campo era uno spettacolo.

La squadra che ricordi con nostalgia?

L’Olanda di Rinus Michels. Una squadra capace di dare un’impronta indelebile a questo sport. Giocavano a calcio come vorrei sempre veder fare.

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

La vittoria di Katy Freeman nei 400 metri all’Olimpiadi di Sydney 2000. Ero allo stadio e ho quasi pianto dall’emozione.

L’atleta di tutti i tempi?

Muhammad Alì. E’ un eroe che ho scoperto tardi, ma leggendo molti libri che lo riguardano e avendo rivisto i suoi incontri mi sono convinto che Alì sia stato davvero il più grande di tutti.

Il libro sportivo da leggere?

Storia critica del calcio italiano di Gianni Brera. E’ stato il primo libro che ho letto, ne ricordo ancora molti passaggi. Credo che ogni appassionato di calcio lo debba leggere almeno una volta.

di Luca Paradiso

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