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Archive for the ‘Catch&shoot’ Category

NBA. I Pacers pensano a Reggie Miller come futuro presidente

Posted by Andrea Centenari On agosto - 18 - 2011 Commenti disabilitati

Il proprietario degli Indiana Pacers, Herb Simon, quest’anno ha dichiarato più volte che questa sarà l’ultima stagione di Larry Bird come Presidente della franchigia. Simon sarebbe già alla ricerca del successore e tra i tanti candidati è emerso il nome di Reggie Miller.

Miller, autentica leggenda dei Pacers dove ha passato tutte le sue 18 stagioni nella NBA, attualmente è parte integrante degli analisti NBA della TNT e, stando a quanto riportato da Yahoo! Sports starebbe prendendo seriamente in considerazione la proposta di Simon.

Il mentore di Reggie potrebbe essere Donnie Walsh, attualmente presidente dei New York Knicks nonchè ex GM dei Pacers, che andrebbe ad insegnare a Miller come gestire al meglio la società.

Larry Bird ha svolto un ottimo lavoro in questi anni costruendo una squadra giovane che, nella scorsa stagione, ha riconquistato i playoffs dopo 4 anni di assenza. Inoltre i Pacers hanno ancora molto spazio libero nel salary cap con la possibilità di andare a investire sul mercato una volta terminato il lockout. “Mi hanno chiesto di restare un altro anno durante questo lockout – ha detto Bird al Boston Globe – Stavo per lasciare ma ho deciso di restare per completare il mio lavoro. Voglio lasciare una squadra competitiva al mio successore”.

Con la conferma di Bird anche per questa stagione, Simon avrà tutto il tempo necessario per preparare il terreno a quello che sarà il nuovo presidente. E Reggie Miller sembra realmente essere il più serio candidato.

Questo passo rappresenterebbe una grande possibilità per Miller per rientrare nella NBA e di farlo con un ruolo di grande rilievo. E quale miglior squadra se non gli Indiana Pacers, la squadra dove è diventato una leggenda della lega negli anni ’90 facendo breccia nel cuore dei tifosi?

di Andrea Centenari
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NBA. Le cinque squadre che potrebbero risentire maggiormente del lockout

Posted by Andrea Centenari On luglio - 13 - 2011 Commenti disabilitati

Oltre ai già noti problemi economici delle varie franchige NBA (22 secondo il commisioner David Stern), molte squadre potrebbero subire gli effetti negativi di un eventuale lungo periodo di lockout anche per quanto riguarda le questioni più strettamente di campo. Al momento non si possono effettuare operazioni di mercato e, inoltre, la summer league e i training camp sono stati cancellati.

Ecco una lista delle principali cinque squadre che, potenzialmente, potrebbero essere danneggiate maggiormente:
1) New Jersey Nets. La ormai definitiva cessione di Deron Williams, che andrà al Besiktas per qualche mese o per l’intera stagione (in base a quanto si protrarrà il lockout), potrebbe rovinare o ritardare i progetti di miglioramento del roster da parte del magnate russo Prokhorov. E senza un roster competitivo risulterebbe difficile trattenere D-Will.

2) New York Knicks. Il 4-0 subito al primo turno degli scorsi playoff da parte dei Boston Celtics è stato la degna conclusione di un finale di stagione non all’altezza delle aspettative dopo l’arrivo di Billups e Carmelo Anthony. Il problema principale per coach Mike D’Antoni è trovare il modo di far crescere l’intesa tra Anthony e Stoudemire, intesa che sarebbe potuta migliorare durante la preseason, ora cancellata a causa del lockout.

3) Minnesota Timberwolves. I T-Wolves hanno pescato un ottimo giocatore al draft come Derrick Williams e portato, finalmente, a Minneapolis lo spagnolo Ricky Rubio. Tutti segnali che facevano intravedere segnali di ripresa dopo la pessima passata stagione. Ma giocatori giovani e così importanti per la squadra come Rubio e Williams necessitano di tempo e spazio per potersi ambientare al meglio nella NBA e una stagione dimezzata non favorirebbe di certo il loro inserimento. Inoltre è necessario smaltire il roster nel reparto delle ali e trovare un’allenatore affidabile dopo l’addio, ormai certo, di Kurt Rambis.

4) Cleveland Cavaliers. Anche per i Cavs pessima stagione l’anno scorso e grande rinnovamento quest’anno prima della proclamazione del lockout. Dal Draft è arrivata la prima scelta Kyle Irving, la quarta Tristan Thompson e dal mercato l’ala israeliana Omri Casspi. Ora Cleveland si ritrova con un roster giovane e dal futuro assicurato. Tuttavia queste giovani potenziali stelle NBA richiedono tempo per progredire a livello tecnico e di esperienza.

5) Utah Jazz. Dopo i problemi all’interno dello spogliatoio dello scorso anno che hanno causato l’allontanamento di coach Jerry Sloan e della stella della squadra Deron Williams, per i Jazz è arrivato il momento della rifondazione. Un tassello importante è stato messo a metà della scorsa stagione con l’arrivo del playmaker Devin Harris a cui si è aggiunta la scelta al draft di un lungo dal futuro assicurato come Enes Kanter. Utah necessita di tempo per ritrovare la chimica di squadra giusta e per il pieno recupero di un giocatore fondamentale come Mehmer Okur, tormentato dagli infortuni nella scorsa stagione.

di Andrea Centenari
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NBA. Tutti i rumors sui giocatori disposti a sbarcare oltreoceano

Posted by Andrea Centenari On luglio - 11 - 2011 Commenti disabilitati

Il possibile approdo di Deron Williams al Besiktas potrebbe aprire la via per lo sbarco oltreoceano di altri giocatori NBA durante il lockout. E’ lo stesso Williams a dichiarare alla ESPN:”Ho parlato anche con altri giocatori della possibilità di andare a giocare in Europa e si sono detti pronti a considerare questa opzione”.
Resta, comunque, difficile pensare che giocatori del calibro di Kobe Bryant o Dwayne Wade accettino di trasferirsi otreoceano solo per qualche mese in attesa che venga trovato l’accordo tra proprietari e giocatori che sbloccherebbe la situazione legata al lockout.

Stando ai rumors, circolati in rete, ho stilato una lista delle possibili trattative e destinazioni di alcuni giocatori NBA:
- Amar’e Stoudemire (New York Knicks) accostato al Maccabi Tel Aviv. Anche se questa opzione sembra essere già tramontata dopo le dichiarazioni dello stesso Stoudemire sul suo profilo di Twitter: “Europe teams are calling, I think I’m going to stay here in the states. My loyalty is with the State of New York an the NY Knicks”;
- Ron Artest (Los Angeles Lakers) che ha dichiarato che il suo agente sarebbe in trattativa con i Cheshire Jets della British Basketball League;
- Tony Parker (San Antonio Spurs) che a basketUSA.com ha dichiarato che, in caso di un prolungamento del lockout oltre gennaio\febbraio, potrebbe tornare a giocare nel campionato francese;
- Kobe Bryant (Los Angeles Lakers), accostato nei giorni scorsi al Besiktas ma anche al campionato cinese;
- Shane Battier (Houston Rockets) che, a SI.com, ha espresso il suo interesse per la Cina;
- Jonas Jerebko (Detroit Pistons) che si è detto disponibile a tornare in Italia (Olimpia Milano?);
- Nicolas Batum (Portland Trailblazers) che ha ammesso di aver avuto dei contatti con i francesi del Nancy.
- Serge Ibaka (Oklahoma City Thunder) che sarebbe disposto a tornare a giocare, anche solo per qualche mese, nella ACB spagnola;
- Zaza Pachulia (Atlanta Hawks) dato ad un passo dalla firma con il Besiktas.
- Andrei Kirilenko (Utah Jazz) che si era proposto al Real Madrid anche se pare che gli Spagnoli si siano rifiutati di pagare i 5,8 milioni richiesti dal russo per una sola stagione.

Altri giocatori NBA, invece, sono già sbarcati in Europa:
- David Andersen dai New Orleans Hornets alla Montepaschi Siena (Italia);
- Dejuan Summers dai Detroit Pistons alla Montepaschi Siena (Italia);
- Hilton Armstrong dagli Atlanta Hawks all’ASVEL Villeurbanne (Francia);
- Nenad Krstic dai Boston Celtics al CSKA Mosca (Russia);
- Darius Songaila dai Philadelphia 76ers al Galatasaray (Turchia);
- Sonny Weems dai Toronto Raptors allo Zalgiris Kaunas (Lituania).

di Andrea Centenari
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Sayonara Mr. Yao Ming

Posted by Andrea Centenari On luglio - 10 - 2011 Commenti disabilitati

E così anche Yao Ming ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. Troppi infortuni e problemi fisici hanno decretato la fine alla, comunque fantastica, carriera del centro cinese.
Sono passati ormai 9 anni da quando gli Houston Rockets lo scelsero con la prima chiamata assoluta del Draft 2002.
Molti storsero il naso di fronte a una scelta così azzardata. Yao Ming, infatti, proveniva da un campionato non esattamente competitivo come quello cinese e molti pensavano che avrebbe trovato molte difficoltà iniziali nel suo inserimento nel fantastico mondo della NBA.
I Rockets decisero di puntare su di lui e la loro fiducia venne subito ripagata con un’ottima stagione da rookie con 13,5 punti e 8,5 rimbalzi di media.
Le medie migliori le mise insieme nella stagione 2006-07 dove realizzò 25 punti con 9,5 rimbalzi di media.

Nella stagione 2004-05 i Rockets acquisirono Tracy McGrady dagli Orlando Magic per andare a formare con Yao uno dei migliori assi guardia-pivot nella NBA ma, nonostante le aspettative, la squadra non riuscì mai a superare il primo turno dei playoff.
Ming riuscì a superare lo scoglio del primo turno solo nella stagione 2008-09 quando Houston eliminò i Portland TrailBlazers in 6 gare per poi arrendersi, alle semifinali di Conference, ai futuri campioni, i Los Angeles Lakers, in 7 gare.

Quella serie segnò l’inizio del calvario ricco di infortuni di Yao che fu costretto a saltare l’intera stagione 2009-10 per un infortunio al piede sinistro.
Nell’ultima stagione ha disputato solo 5 partite per poi procurarsi una frattura da stress sempre allo stesso piede infortunato precedentemente che ha, di fatto, messo fine alla carriera del centro cinese.
Fin dal suo arrivao nella lega, Yao si è fatto subito apprezzare non solo per il suo talento cestistico ma anche per il suo carattere umile e sempre disposto ad aiutare il prossimo che lo hanno fatto entrare nei cuori della gente di Houston e non solo.

“Mi sento onorato di aver giocato a fianco di Yao Ming – ha commentato il suo ex compagno di squadra a Houston Tracy McGrady sul suo profilo Twitter – a mio parere è stato uno dei più grandi centri di tutti i tempi. Lo considero un amico vero e gli auguro tutto il bene possibile”.

Yao Ming ha chiuso la sua carriera nella NBA con 486 partite disputate ed una media di 19 punti; 9,3 rimbalzi e 1,9 stoppate a partita.
Questi i suoi riconoscimenti personali nella NBA:
- 8 volte All-Star: 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2011;
- inserito 5 volte nell’All-NBA Team: 2 volte nel secondo miglior quintetto (2007, 2009) e tre volte nel  terzo (2004, 2006, 2008);
- Miglior quintetto dei Rookie nel 2003
- NBA Rookie All-Star Game nel 2004

di Andrea Centenari
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Catch&Shoot. Gli NBA Awards di metà stagione

Posted by Andrea Centenari On febbraio - 20 - 2011 3 COMMENTS

Approfittando della pausa della regular season NBA dovuta all’All Star Game, ho stilato una lista degli awards di metà stagione, i riconoscimenti individuali al momento attuale.

MVP – miglior giocatore: Derrick Rose (Chicago Bulls)
Il playmaker dei Chicago Bulls sta letteralmente trascinando la formazione dell’Illinois ai vertici della Eastern Conference alle spalle dei Miami Heat e dei Boston Celtics viaggiando ad una media di 24,9 punti, 4,4 rimbalzi e 8,2 assist a partita.

Most Improved Player – giocatore con maggior miglioramenti: Kevin Love (Minnesota Timberwolves)
Nel caso di Love le statistiche parlano chiaro. Il centro di Minnesota ha migliorato le proprie medie in molte categorie statistiche rispetto alla passata stagione passando da 14 a 21,1 punti, da 11 a 15,5 rimbalzi e dal 33% nel tiro da tre al 42% e guidando la classifica delle doppie doppie (punti+rimbalzi) realizzandone 51 sulle 60 partite fin qui disputate.

Defensive Player – miglior difensore: Serge Ibaka (Oklahoma City Thunder)
Il centro congolese, oltre ad aver dimostrato grandi progressi nel suo gioco offensivo, si è confermato grande difensore, rimbalzista (6,9 di media) e stoppatore (2,1 stoppate a partita). Il suo atletismo e la sua solidità difensiva saranno di grande aiuto ai giovani Thunder soprattutto durante i playoff.

6th man – sesto uomo: Jason Terry (Dallas Mavericks)
Terry sta avendo il solito grande impatto uscendo dalla panchina fornendo un grande contributo di punti (15,9 di media) ai suoi Dallas Mavs candidandosi, di diritto, ad un bis dopo aver già ricevuto questo premio nella stagione 2008/2009.

Rookie of the Year – esordiente dell’anno: Blake Griffin (Los Angeles Clippers)
Dopo non essere sceso in campo nella scorsa stagione a causa di un grave infortunio, Blake sta, finalmente dimostrando tutto il suo vero valore. La prima scelta del draft del 2009, in questa prima metà di stagione ha messo insieme medie straordinarie per un esordiente (22,8 punti e 12,6 rimbalzi a partita) regalando momenti di autentico showtime con le sue incredibili schiacciate.

Coach of the year – allenatore dell’anno: Tom Thibodeau (Chicago Bulls)
Dopo aver passato gran parte della propria carriera nei panni di assistent coach (le ultime tre stagioni ai Boston Celtics con Doc Rivers), per Thibodeau è arrivata la grande occasione di diventare head coach e per di più di una squadra dal grande potenziale come i Chicago Bulls, ulteriormente rafforzati in estate dagli arrivi di Kyle Korver e Carlos Boozer. All’esordio sulla panchina dei Bulls, Thibodeau ha messo insieme un record di 38 partite vinte e 16 perse valorizzando al meglio il talento di Derrick Rose.

di Andrea Centenari
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foto: nba.com

Catch&Shoot. Anthony, altro giro altro pretendente, ora spuntano i Lakers

Posted by Andrea Centenari On febbraio - 10 - 2011 1 COMMENT

Negli States lo hanno già ribattezzato Melo-drama. L’estate scorsa “the decision” di Lebron James aveva tenuto col fiato sospeso (e, a dire il vero, anche un po’ irritato) gli Americani. Ora il futuro di un’altra stella della NBA sta riempiendo le pagine della cronaca sportiva americana. Tutti si chiedono: quale sarà la prossima squadra di Carmelo Anthony?

Al momento attuale la situazione rimane ancora incerta. Il giocatore ha dichiarato a più riprese di voler cambiare aria approfittando del contratto in scadenza per poter approdare ad una squadra da titolo.
Fin da quest’estate sono circolate insistenti voci di mercato che vedevano Anthony lasciare il Colorado per tornare a giocare vicino alla natia Brooklyn. I New Jersey Nets del nuovo ambizioso proprietario Mikhail Prokhorov si erano fatti avanti per primi, ma avevano dovuto vedersela anche con i rinnovati New York Knicks di Mike D’Antoni, Gallinari e Amare Stoudemire ancora scottati dal rifiuto di Lebron James di quest’estate.

Ora nella finestra di mercato pre-allstargame i rumors hanno ricominciato a circolare con maggiore insistenza e ogni giorno spunta un nuovo pretendente pronto a bussare alla porta di Melo.
In queste ore sembrano essersi fatti avanti i Los Angeles Lakers. Stando a quanto riportato da Espn.com, i Lakers e i Denver Nuggets avrebbero avuto un primo incontro per provare a capire quanto possa essere fattibile l’affare che porterebbe il fenomeno di Red Hook in gialloviola.
Ma chi sarebbero gli altri giocatori coinvolti nella trade? Ovviamente i Nuggets hanno sparato alto chiedendo in cambio il centro Andrew Bynum.

Se l’affare si dovesse concludere, i californiani potrebbero arrivare a schierare un quintetto da sogno con Derek Fisher, Kobe Bryant, Carmelo Anthony, Lamar Odom e Pau Gasol che con la partenza di Bynum sarebbe spostato nella posizione di centro già ricoperta durante il lungo periodo di assenza per infortunio del giovane centro.

Personalmente credo che la scelta di privarsi di Bynum sarebbe azzardata data la quasi totale assenza di centri di alto livello nelle NBA di oggi e ai progressi a livello tecnico e fisico che garantiscono la giovane età del giocatore.

I tifosi dei Lakers continuano a sognare il terzo titolo consecutivo, magari affrontando in finale gli acerrimi nemici dei Boston Celtics o i Miami Heat della coppia Wade-James…e magari con la coppia Bryant-Anthony in gialloviola. La sfida sarebbe stellare…

di Andrea Centenari

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foto: everyjoe.com

Catch&Shoot. Il futuro scintillante dei Los Angeles Clippers

Posted by Andrea Centenari On gennaio - 19 - 2011 Commenti disabilitati

Fino a qualche mese fa se avessi detto che i Los Angeles Clippers avessero avuto anche una sola chance di andare ai playoff in questa stagione sarei stato preso per pazzo. Anch’io mi sono accodato agli scettici che davano i Clippers alla vigilia dell’ennesima stagione fallimentare: la solita valanga di infortuni, la parabola discendente di Baron Davis, il rientro dopo il grave infortunio dello scorso anno della prima scelta Blake Griffin, l’età media del roster molto bassa, per non parlare delle bizze del proprietario Donald T. Sterling…

Insomma c’erano tutti i presupposti per fare male…

L’inizio di stagione regolare non ha fatto altro che dare credito ai detrattori della formazione losangelina. 13 sconfitte nelle prime 14 gare avevano demoralizzato un ambiente già depresso di suo, le 4 vittorie nelle successive 12 gare non avevano fatto migliorare di certo la situazione in classifica dove i Clippers occupavano stabilmente le ultime posizioni della Western Conference in compagnia di altre franchigie alla deriva come Sacramento e Minnesota.

Ma nell’ultimo mese qualcosa è cambiato nella testa dei ragazzi di coach Vinny Del Negro. Baron Davis e compagni hanno, infatti, inanellato 10 successi nelle ultime 14 partite disputate toccando il picco massimo con la vittoria nel derby di domenica scorsa contro i campioni in carica dei Los Angeles Lakers.

L’unica costante in questa prima metà di campionato è stato il rendimento del probabile Rookie of the year, Blake Griffin. Il prodotto di Oklahoma State, dopo aver saltato l’intera passata stagione per un infortunio al ginocchio, ha messo a referto numeri da superstar viaggiando con una media di 22,5 punti e 12,8 rimbalzi a partita (33 doppie-doppie in stagione) e elettrizzato gli spettatori con le sue schiacciate (ben 91).

Altra scossa alla squadra è stata data dalla ritrovata leadership di Baron Davis in netto miglioramento (10,8 punti e 7 assist a partita) dopo le ultime deludenti stagioni passate tra critiche e infortuni.

Inoltre la definitiva esplosione di Eric Gordon (23,9 punti a partita) e l’esplosività di DeAndre Jordan (6,8 punti, 7,2 rimbalzi e 1,6 stoppate a partita) unita ai progressi dei rookies Al-Farouq Aminu (6,7 punti e 3,50 rimbalzi a partita) ed Eric Bledsoe (6,8 punti e 4,1 assist a partita) promettono un futuro più che roseo a quella che viene definita la metà povera di Los Angeles.

Forse i Clippers non arriveranno ai playoff neanche quest’anno ma, di sicuro, sono una della squadre più imprevedibili e spettacolari da veder giocare di tutta la lega.
Il futuro sorride a Blake Griffin e compagni, nella speranza che il proprietario Sterling non rovini quanto di buono è stato fatto come già accaduto in passato.

di Andrea Centenari

foto: NBA.com

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