23
February , 2012
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Archive for the ‘Scuola’ Category

Internet, la scuola, il bullismo…

Posted by Armida Tondo On settembre - 8 - 2011 Commenti disabilitati

E pensare che quando nacque internet, nel 1969, fu inventata come rete sperimentale costruita per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dall’ARPA (Advanced Research Project Agency). La rete fu chiamata ARPANET e il progetto aveva due obiettivi principali: consentire la comunicazione e lo scambio dei dati tra computer aventi diverse architetture hardware e differenti sistemi operativi; garantire comunicazioni affidabili tra computer persino quando parti della rete, erano danneggiate, come sarebbe potuto accadere nel caso di un conflitto mondiale. Internet ha trent’anni, anche se, in effetti, sono solo gli ultimi anni a fare la vera storia del web… almeno a livello di mass media.

Negli ultimi periodi, sempre più spesso troviamo su blog e social network video scioccanti, di ragazzini picchiati dai compagni per futili motivi, o fatti picchiare a pagamento da qualche spacciatore reclutato in strada, ragazzine di quindici anni baby prostitute per comprarsi il cellulare, compagni di classe taglieggiati. Video di scherzi insensati subiti da adolescenti che non rientrano nei parametri decisi dal branco; basta poco un chilo di troppo, un carattere taciturno, il naso storto, un handicap fisico, l’orientamento sessuale ed ecco che ci si ritrova su di una buccia di banana, entrare nelle mire dei “perfetti”, quindi essere vittime di umiliazioni continue.

Riflettevo: tra pochi giorni inizieranno le scuole e sentiremo di nuovo parlare di ragazzi picchiati, violentati, derisi e succubi del branco. Pensavo a chi è già stato vittima l’anno passato di tali episodi, alla sua ansia di tornare nel luogo del dolore, sperando che le violenze siano solo verbali e non fisiche. Nel nostro Paese ogni anno aumentano i casi di bullismo e questo danneggia la crescita della nuova generazione con danni fisici e psicologici. Sono tanti i campanelli d’allarme che i nostri ragazzi ci lanciano quando sono succubi di violenze; disturbi alimentari, ansia e malattie della pelle come psoriasi o acne sono le patologie. Alcuni disturbi che si prolungano nei ragazzi sono quelli che da adulti saranno fragili, asociali, e nei peggiori alcuni ricorrono al suicidio.

Da una relazione del responsabile dell’Osservatorio nazionale sul bullismo, Luca Bernardo, ne esce un quadro preoccupante. Dal 2000 i casi di bullismo sono drasticamente aumentati e i danni sugli adolescenti “vittime” sono peggiorati. Negli anni alle “normali forme di violenze” tipo pestaggi negli spogliatoi, in palestra o la derisione in classe e all’uscita della scuola, si sono aggiunti il social network. Internet è diventata una trappola per tanti ragazzi, soprattutto quelli nati dalla metà degli anni ’90 in poi.

Adolescenti senza regole, valori, senza un punto fermo dove ricorrere in caso di bisogno e per questo facili prede dell’alcol, di spacciatori, di sette sataniche, a questo vanno aggiunti gesti inspiegabili finalizzati a sfidare la vita sino ad arrivare ad un passo dalla morte.

Lo stesso Luca Bernardo, ha definito la nuova forma di violenza utilizzata dai bulli “Il cyberbullismo”. Come funziona? Si va dallo stalking via sms, sempre attuale visto che alle medie hanno tutti un cellulare, al dileggio della vittima su Facebook dove l’abuso è amplificato al massimo, come lo sono fama e notorietà del bullo, che diventa un eroe multimediale, da fumetto. Sono dunque network di libero accesso come Twitter o Youtube i palcoscenici privilegiati. Basta comprare una webcam da dieci euro, anche quella del cellulare va benissimo, ed entrare nel circuito dell’esibizionismo per gioco e della prostituzione per soldi.

Insomma i problemi sono sempre gli stessi, i giovani sono anaffettivi e mancano di valori
. Ma chi dovrebbe dare questi elementi agli adolescenti? I genitori! Genitori che spesso delegano la scuola, le associazioni, all’educazione dei propri figli. Uno dei comportamenti che è assunto dai genitori in caso di figli bulli è quello di definire ragazzate comportamenti gravissimi.

A tal proposito, l‘Unione europea sta discutendo per arrivare a elaborare una piattaforma legislativa comune per tutti i Paesi membri. Una legge europea servirebbe a ridare valori agli adolescenti, una coscienza civica, e colpire duro i bulli, identificandoli e soprattutto, svegliare i genitori, andando a toccare i portafogli: cioè, chi sarà l’esecutore della violenza dovrà risarcire la vittima per i danni biologici e psicologici subiti, e poiché il bullo è di solito un minorenne, a pagare saranno i genitori.

La direttiva che è al vaglio della commissione, prevede un percorso per il bullo che dovrà essere curato e recuperato, seguendo con i genitori, una terapia che potrebbe durare dai tre ai sei mesi con colloqui settimanali.

Chissà, forse potrebbe essere una soluzione per riaccendere quel famoso dialogo interrotto tra genitori e figli…

di Armida Tondo

Il nostro futuro

Posted by Redazione On giugno - 19 - 2011 Commenti disabilitati

Il sogno di tutti noi è poter viaggiare nel tempo… e se nel futuro ci fosse questa possibilità?

2111: “Lucas, sbrigati che i razzi sono pronti”. “Mamma ma non li ho messi sottocarica e senza non posso andare a scuola”. “Non fare il furbetto, prendi quelli di tuo fratello e muoviti  che oggi dovete andare su Marte per quella conferenza sul 2011!!!”…

Dalla camera del bambino, Lucas, sbuffi e stanchezza… “Ma in fondo che me ne importa, di quelli che festeggiavano l’Unità di Italia? Fosse servito a qualcosa… Ora parliamo tutti la stessa lingua, e viviamo tutti nello stesso continente!!! Mi chiedo a cosa sia servita l’Italia??”.

Grazie ai vestiti super leggeri e con l’assenza di gravità, Lucas arriva in cucina, chiamata così per convenzione; infatti nel 2111 non si mangia e naturalmente non si cucina: si è scoperto che non è necessario mangiare ma che basta usare delle caramelle che saziano come un normale pasto. “Lucas prendi la caramella “latte e biscotti” e vai alla conferenza”. “Sì, va bene mamma, corro”.

Marte, il pianeta rosso per antonomasia, si è scoperto essere viola, ma grazie ai riflessi provocati dal sole e visibili dalla terra questo è risultato essere rosso. Qui, ansimante, arriva Lucas, in ritardo come al solito. “Possibile che con il tuo nuovo orologio nucleare riesci ad essere comunque in ritardo?” esclama il suo migliore amico, Bly 54. Bly 54 è un alieno, anche se a vederlo non si direbbe: a tutti gli effetti sembra un pesce solo fuori dall’acqua e con i polmoni.

“Ormai lo sai com’è fatto, ogni volta è la stessa storia” esclama l’altra sua amica di nome Piramis.

I tre tutti insieme si recano al convegno, le facce sempre le stesse, stufe e annoiate. Ormai per interessare i giovani, la società non sa più cosa fare, creare materialmente e carnalmente i personaggi del film non basta più; persino portare gli spettatori sul set del film non li accontenta!!!

“ Benvenuti a tutti, giovani della scuola Marco Pirechi” disse il governatore del pianeta “E grazie per essere qui. Voglio anche ringraziare i vostri professori che c’hanno concesso di organizzare tutto ciò. Vi voglio presentare l’opera più grandiosa di tutta l’ umanità… LA MACCHINA DEL TEMPO!!!”. Per una volta sembravano tutti sinceramente interessati e dopo la spiegazione, per 3 ore di fila, sul funzionamento della grandiosa invenzione, tutti uscirono per recarsi al buffet, ma i tre amici non poterono rinunciare a mirare quella grandiosa creazione: “ Uao…” bisbigliarono tutti e tre insieme. “Devo assolutamente provarla” disse incantato Lucas  “NO!!” ribattè Piramis. Nel tentar di fermarlo gli poggiò con violenza una mano sulla spalla e a Lucas sfuggì la mano su un pulsante grande e rosso. Una luce blu, intensa e una forte sensazione di vomito avvolse Lucas, Piramis, e Bly 54. Sentirono la forza di gravità premere contro  il loro corpo e qualcosa di affilato e appuntito premerli contro il viso e poi la vista ritornò improvvisamente grazie ad una calda e intensa luce, che tanto somigliava a quella del sole che li illuminava nel loro mondo…!!!

“Mmh… cosa è successo?! Mi sento il cervello al posto dello stomaco…Piramis, Bly 54 voi come state?” chiese Lucas…o per lo meno ci provò. “ RIFACCIAMOLO!!!” urlò Bly 54. Piramis non rispondeva… era fredda… non respirava e il sangue le usciva dalla bocca… Lucas stava cominciando a piangere e tentò di rianimarla scuotendola, ma improvvisamente qualcuno gli urlò di fermarsi. Un ragazzo biondo con due grandi occhi azzurri le fece un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, Lucas lo guardava spaventatissimo e in un certo senso aveva persino paura che stesse facendo peggio. Improvvisamente Piramis si svegliò e gli sussurrò un misero grazie per poi ricadere tra le sue braccia. Lucas “Sta volta non si trattenne e gli urlò” L’ hai uccisa!!!”;“Tranquillo sta bene, è solo svenuta” disse il giovane, che improvvisamente squadrò Bly 54, dire che impallidì è poco “Che… cos’è… quel… coso?”. “ç#_§ùàFRTUc!!!” disse Bly 54 che si era scordato di attivare il traduttore universale già posto in bocca, così Lucas glielo fece notare e vedendo Carlo, era questo il nome del giovane, così inorridito gli spiegò tutto. Non fu facile convincerlo che arrivavano dal futuro, ma dopo aver ripetuto per tre volte ciò fu costretto ad accettare la realtà, o per lo meno così sembrava. “Voglio una dimostrazione concreta che venite dal futuro, perché, ad esempio, chi mi dice che quello strano pesce non sia qualcuno travestito?” “Che sfacciato” sussurrò Bly 54, “Finiscila Bly” ribattè Lucas e continuò “ Se, se… scusa come ti chiami?” “Ma…Ca…Carlo”. “Se Carlo vuole una dimostrazione gliela daremo”. Lucas tirò fuori un giornale, un normalissimo giornale, Lucas e Bly 54 vi si sedettero sopra e cominciarono a volare. Carlo fu sorpresissimo, invece i due amici volanti erano più che indifferenti per quante volte lo avevano fatto. Una volta scesi Carlo disse “Ma è fantastico!!! E noi saremo così nel futuro?” “Beh sì, non è che sia tutto ‘sto granchè dissero in coro Bly e Lucas.  “Spero che stiate scherzando? È semplicemente incredibile, potessi avere io quello che avete voi!!!”.

Carlo si sedette e cominciò ad accendere un fuoco “Ogni anno i miei genitori, mi mandano in questo orribile campeggio e invece voi potete volare e chi sa che cos’ altro potete fare. Fortunatamente oggi torniamo tutti a casa per festeggiare l’Unità di Italia”.Vuoi dire oggi è il 17 marzo 2011??!!”. “No, sarà domani, finalmente è arrivato questo fantastico giorno che ci unifica tutti e che ci fa sentire parte di un’ unica realtà, siamo tutti NOI, noi italiani!! Voi di che nazionalità siete?” chiese Carlo con un pizzico di orgoglio e con quegli occhietti azzurri e lucidi. “Non siamo di alcuna  nazionalità, nel mondo del futuro apparterremmo tutti ad un’ unica nazione” disse Bly “Allora è come se non foste nessuno… oh scusate forse sono stato troppo diretto” disse Carlo mentre tentava di riscaldare Piramis fredda come il ghiaccio. “Ma allora, forse, anche io ho qualcosa da farvi vedere… come è essere diversi… com’ è essere parte di un Paese come l’Italia!”.

Piramis non era ancora in grado di camminare da sola e Carlo si offrì di prenderla in braccio fino al rifugio; quì riuscì a nascondere i tre e il giorno dopo con la pistola rimpicciolitrice fu facile portarli nello zainetto fino a Roma. Lì la stessa pistola li riportò a grandezza naturale, e Lucas fece indossare a Bly un costume da umano dal suo armadio tascabile, nella stazione Termini sotto la visione di qualche spettatore molto spaventato che fu accuratamente riportato alla normalità cancellandogli la memoria!!! “Allora siete pronti? E tu Piramis stai meglio?” chiese Carlo “Sto meglio grazie, e comunque siamo tutti curiosi di vedere questa tua Italia, stupiscici!!!” incitò Piramis, “Detto fatto!”. Li condusse a sentire il discorso del Presidente della Repubblica e poi a vedere le frecce tricolore, ma la cosa che stupì loro di più fu il vedere bandiere appese su tutti gli edifici e case, tante persone con qualcosa di verde, bianco e rosso che potesse contraddistinguerli  da tutti i turisti. In realtà Bly 54, Piramis e Lucas avrebbero saputo riconoscerli in qualunque caso; avevano il viso illuminato, gli occhi o lucidi o pieni di lacrime e cantavano a squarcia gola il loro Inno con la mano destra sul cuore. “Perché noi non siamo come loro?” chiese Piramis. “Cosa?” fece finta di non capire Lucas anche se aveva capito molto bene. “Perché non possiamo essere felici e uniti come loro? Non mi sono mai sentita così nel futuro. Non voglio che ci sia una sola nazione, voglio avere una nostra storia che ci differenzia dagli altri…” .“Una cosa in realtà potremo anche farla…” sussurrò Lucas a testa bassa “Lo sai anche tu che potremo cambiare il destino del nostro mondo” . “Non importa, pensaci, in fondo il nostro mondo non è affatto migliorato, rimaniamo qui e godiamoci il presente!!!”. “Non potete rimanere” disse Carlo. “Perché?”Perché questa non è la vostra storia, il tempo scorre e voi dovete fare il vostro mondo”. Non avremo mai una nostra storia!!!”. Ricordate che siete voi a dar vita al vostro passato e al vostro presente, oggi tutti ci dicono che facciamo noi la società, noi giovani, voi potete fare lo stesso” .“E come? Sentiamo, ormai con l’Unità del mondo tutti conoscono tutto e non abbiamo più nulla da imparare!!!” .“Sono convinto che i vostri nonni potranno aiutarvi, in fondo loro sapranno raccontarvi cose di cui voi non avete la minima idea, è infatti vero che siamo noi a fare il futuro, ma basandoci sul passato…BUONA FORTUNA”. “Buona for…?aahh” un forte risucchio si originò dai san pietrini della strada, ma nessuno se ne accorse. I tre tornarono nel loro tempo e fecero come gli era stato consigliato da Carlo che intanto in mezzo alla strada disse  “Ho compiuto il mio lavoro…“. 

I ragazzi de l 2111 invitarono i loro nonni ai convegni e questi raccontarono le storie dei loro nonni. Si scoprirono diverse storie e persone di diversi Paesi che pur credendo di non avere alcun punto in comune scoprirono di avere la stessa storia e per questo molto vicini oppure ancora ce ne erano altri che magari lavoravano insieme o erano vicini di casa e per questo pensavano di somigliarsi molto, ma ascoltando quelle storie poi si rendevano conto di essere diversi.

Carlo? Beh il nostro Carlo chi era? Era Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Verdi, Raffaello Sanzio, Alessandro Manzoni, Camillo Benso conte di  Cavour e tutti coloro che diedero la vita per l’Italia, per sentirsi parte di una società, la loro sociètà e naturalmente non disposti ad accettare che nel futuro ci potesse essere questo profondo cambiamento.

Quindi sono stati loro ad organizzare tutto questo fare in modo che nel futuro la meravigliosa Italia possa ancora esserci e che le persone possano ancora sentire di appartenervi.                          

di Marianna Favero

Correre

Posted by Redazione On giugno - 12 - 2011 Commenti disabilitati

Correre? A cosa serve correre?

 Abbiamo tutto il tempo del mondo. Possiamo vivere tranquillamente, per pensare, per arrivare dove dobbiamo arrivare. Il correre non serve.

Immersa nel traffico mi chiedo dove vada ciascuna persona che mi passa accanto, che corre disperatamente per non arrivare tardi da quanche parte. Si vedono macchine sfrecciare a tutta velocità con una meta ben definita da chi le guida; ma mai qualcuno di loro si è chiesto se è quella la vita che vuole veramente? Sicuro che non la facciano per non far dispiacere qualcun altro? Molti, troppi passanti non vogliono quella vita ma sono diventati quel che sono per far gioire tanti altri.

 Nessuno guarda più chi gli passa accanto, tutti corrono e vivono con il telefono all’orecchio.

 In  questa marea di gente spicca solo una figura, una figura solitaria seduta per terra che suona una canzone tranquilla con una chitarra classica dentro al cunicolo buio della metropolitana.

 Ha un bicchiere ai suoi piedi dove ogni tanto qualcuno  lancia una monetina senza nessuna cura. Fa tenerezza il cucciolo di cane che ha accanto che gioca con i capelli rasta dell’uomo.

 Io sono appoggiata lì, alla parete difronte a lui che ascolto le note che strimpella. Vedo una bambina con il padre che le dà qualche moneta per il suonatore. La bambina si avvicina e lascia una monetina nel bicchiere e sorride all’uomo che la guarda, la ringrazia e le sorride.

 Quando la bambina torna dal padre, lui le dice che deve mantenere un segreto, quello che sarà il loro segreto e le insegna una lezione, quella di lasciare sempre una moneta dentro ai bicchieri di quelle persone, quelle che sono sedute per terra o su un muretto e suonano. Poi si appoggiano per qualche minuto accanto a me e canticchiano insieme la canzone che l’uomo suona ed infine, se ne vanno.

 Io rimango lì, come un’ombra, assorta ad ascoltare quella chitarra che suona un suono che nessuno ascolta. Quindi anche io infilo una mano nella tasca del pantalone dalla quale tiro fuori tutti gli spicci che mi sono rimasti, mi avvicino al suonatore tagliando la strada a chi mi passa a  fianco e le lascio cadere in quel bicchiere ai piedi dell’uomo.

Lui alza il volto. Ha una barba poco curata che avvolge una bocca quasi perfetta intenta a sorridermi, un sorriso caldo che fa trasparire dei denti perfettamente bianchi.

 I suo occhi sono di un verde bellissimo e lucente che fa trasparire la bontà di quell’uomo e mi dice semplicemente grazie.

 Ha una voce melodiosa e molto calda. Avrà al massimo venti anni ed è un ragazzo veramente bellissimo.

Torno a riappoggiarmi alla parete a guardare le sue dita che sfiorano le corde producendo ogni volta un suono diverso.

 Rimasi lì fino a quando non mi resi conto che era tardi e piano piano tornai a casa.

 Tornai a sentire l’uomo suonare tutti i pomeriggi dopo scuola, rimanevo li per ore ed ogni giorno ripetevo lo stesso processo: lasciavo le monete ed ascoltavo il grazie di quel ragazzo, guardavo i suoi occhi e tornavo ad appoggiarmi alla parete lercia del cunicolo della metropolitana.

 Ci andai tre mesi di fila a sentire il suonatore, poi un giorno lui non c’era più. Lo aspettai e tornai per piu di una settimana di seguito ma lui non tornò più. Mi ricorderò per sempre il suo sguardo, i suoi occhi ed il suo grazie.

 Oggi sono tornata lì, in quel cunicolo male illuminato e mi sono seduta dove si sedeva lui e ho visto. Ho visto la fretta di tutti quelli che passavano e ho ricordato le sue note che sono diventate la colonna sonora della mia vita.

di Berenice Di Antonio

Un suolo chiamato Italia

Posted by Redazione On giugno - 12 - 2011 Commenti disabilitati

Era il 17 marzo 1861, lo scalpiccio dei cavalli rimbombava nelle strade semi deserte. Secoli prima Scipione l’Africano lanciava il suo cavallo tra le tempeste di sabbia rincorso dai demoni della morte.

E cosa aveva pensato in quel momento?

A me piace pensare che i suoi desideri fossero rivolti a Roma, alla sua patria splendente, al Mediterraneo che lo accoglieva da piccolo quando giocava con gli amici, alle Alpi ricoperte di neve… Poi, quando dopo la vittoria tornava a casa, si trovava a sbattere violentemente contro la dura realtà; la realtà delle baracche di legno dove la gente moriva come mosche, la realtà degli schiavi che venivano sfruttati fino alla morte e la realtà che uno solo regnava a vantaggio di una cerchia ristretta e andava a discapito della stragrande maggioranza.

Che pensasse più o meno la stessa cosa Vittorio Emanuele II?

L’Italia non era cambiata nei secoli! Il dolce Mediterraneo ha sempre cullato i sogni dei suoi abitanti e le vecchie Alpi hanno sempre fatto da scudo ai conquistatori sopportando la marcia degli elefanti tanto quanto la malvagità dei carri armati. Purtroppo però il tempo non aveva neanche curato la venalità dei nobili che si vendevano le sorelle e uccidevano i fratelli pur di arrivare al successo.

Pensate sia cambiato qualcosa nell’arco di questi decenni?

Adesso l’Italia fa parte dell’Unione Europea, adesso siamo tutti uniti da una bandiera che contiene nei suoi colori tutta la nostra storia: il verde dell’unità e della natura, il bianco dell’uguaglianza, e il rosso del sangue che abbiamo versato per i nostri ideali. Ma non è cambiato poi così tanto il nostro amato Paese. Mi ricordo quando sui libri di storia ho studiato che la prima vera volta che ci siamo dovuti sentire un Paese forte e unito è stato dentro le trincee. In uno scenario tetro come quello di una guerra mondiale potrebbe anche scapparmi un sorriso mentre penso a un romano e un veneto che urlano da una parte all’altra della fossa: “N’amo! Ricarica ’sta machina e spara!”. E il veneto che gli risponde: “Sè insepata!”. In quella circostanza abbiamo avuto bisogno degli interpreti per parlare l’un l’altro. Ma questo è stato un tassello importante nella storia del nostro Paese perchè abbiamo combattuto tutti insieme per qualcosa di concreto. L’Italia! In questa circostanza però abbiamo cominciato a scrivere la nostra carta di identità che adesso sappiamo non essere poi tanto immacolata.

Il mondo ci addita come traditori, mafiosi, camorristi… Io penso che ogni Paese abbia le proprio mele marce e anche noi abbiamo le nostre! Vogliamo parlare della Germania che porta come fardello la morte di centomila Ebrei? Vogliamo parlare della Francia che è la maggiore responsabile, insieme agli Stati Uniti e il Giappone, del surriscaldamento globale? Vogliamo parlare della Russia che in altre zone del mondo arma i ribelli che hanno ucciso i nostri soldati e quelli degli altri alleati?

La lista è lunga ed è inutile giustificare le nostre cattive azioni dicendo che le fanno anche gli altri, ma non dobbiamo neanche vergognarci di essere Italiani. Cosa ci importa di quello che dicono gli altri? Noi abbiamo tanti di quei pregi di cui vantarci!

È vero quello che dicono gli altri su di noi. Siamo plagiati da mafia, camorra e ‘ndrangheta, abbiamo un po’ di instabilità politica e (cosa di cui mi vergogno più delle altre) siamo razzisti nel nostro stesso Paese; gli uni con gli altri, e questo è veramente spregevole!

Ma ammettere tutte queste cose significa essere veri Italiani!

Perchè noi possiamo vantarci di essere baciati dal sole tutto l’anno! Perchè nelle nostre vene scorre lo stesso sangue di quei Romani che hanno forgiato l’attuale Europa! Perché nei musei di tutto il mondo sono le sale con gli artisti italiani quelle più affollate.

Dobbiamo essere fieri di chiamarci Italiani e di camminare su un suolo chiamato Italia perchè noi la nostra indipendenza ce la siamo conquistati da soli, senza l’aiuto di nessuno! Perciò io dalla cima delle Alpi raccoglierò tutta l’aria che posso e urlerò a pieni polmoni che sono Italiana, e il mare con il vento e le sue correnti porteranno questo mio ideale a tutto il mondo! Io sono Italiana e sono fiera di esserlo!

di Brasolin

Sara, ti voglio raccontare una storia, anzi un mito

Posted by Redazione On giugno - 12 - 2011 Commenti disabilitati

Una volta quando esisteva ancora il potente impero Incas si narrava che una notte, si dice sia stata la notte più bella che l’uomo abbia mai potuto ammirare, era piena di stelle e si potevano ammirare tutte le costellazioni e scoprirne anche altre. Quella sera, infatti, un astrologo riuscì a scoprire una costellazione, la costellazione più luminosa e bella che ci sia mai stata, anche più bella della stessa dea Luna.

 L’uomo bramava con tutto il cuore, vista la loro bellezza, di averle solo per sè.

La dea Luna ormai stanca decise di addormentarsi, non preoccupandosi di lasciare da sole le stelle. La notte seguente quando la luna tornò in cielo, per illuminare di nuovo la notte, vide che tutte le stelle erano sparite, il cielo era buio e dava all’uomo un senso di tristezza, che provocò dei subbugli cittadini che portarono delle guerre.

 Un giorno, durante un breve periodo di tregua, la popolazione dello stesso paese in cui viveva l’astrologo, notò che quest’ultimo in quel periodo uggioso era stato l’unico che era rimasto felice e l’unico a non esser mai sceso in guerra. Quindi tutti insospettiti si recarono davanti alla casa dell’astrologo per saperne di più, ed entrando con la forza in casa sua, scoprirono che l’uomo, all’interno di un’enorme sfera di cristallo, aveva rinchiuso tutte le stelle per averle solo per sé.

 Il capo del villaggio decise di far uccidere l’uomo e di liberare le stelle di modo che sarebbero potute tornare al fianco della dea Luna, che ringraziò la popolazione del villaggio con molte notti limpide e serene.

 La Luna notò, però, che le stelle non erano tutte ma mancava proprio la costellazione scoperta dall’astrologo, la più bella e luminosa…

 So cosa pensi, ti starai chiedendo, che fine hanno fatto quelle stelle?

L’altro giorno, guardandoti negli occhi ho capito, dove l’astrologo aveva nascosto la costellazione più bella che l’uomo abbia mai scoperto…

 di Giovanbattista Ferrarese

Premio Pegaso Sport 2011

Posted by Armida Tondo On dicembre - 9 - 2010 Commenti disabilitati

Come ogni anno la Regione Toscana ha reso noti i nomi degli atleti selezionati per il Premio Pegaso Sport  2011. Il riconoscimento giunto alla sua 13^ Edizione verrà assegnato da una giuria selezionatissima di giornalisti sportivi nominata dall’Ussi Toscana e premierà il campione toscano dell’anno.

Sono dodici i nomi attualmente prescelti, che all’inizio del prossimo anno si ridurranno a cinque. Il vincitore sarà reso noto il prossimo 14 febbraio. Il Premio, una statuetta dorata raffigurante il Pegaso, sarà consegnato dal presidente della Regione Enrico Rossi. Nel corso della serata di premiazione  verranno consegnati anche alcuni premi speciali per atleti e società che si sono messi in evidenza per meriti particolari. La caratteristica del Premio Pegaso Sport è quella che gli atleti selezionati appartengono tutti a  discipline sportive cosidette minori, “che di minore non hanno niente“.

Come testata giornalistica, nel settore sportivo, ci siamo dati come priorità quella di portare a conoscenza gli sport considerati di secondo livello. Nella nostra Nazione, purtroppo, l’attenzione è dedicata quasi interamente al calcio, che spesso non è di buon esempio, visto le violenze cui siamo costretti assistere, mentre a nostro parere ogni sport merita spazio e rispetto. Quello che ci auguriamo è che la crescita culturale oltre che sportiva di un paese passi anche attraverso la promozione dello sport di base, che sta portando risultati di grande rispetto.

A seguire i nominativi dei dodici candidati al Pegaso per lo Sport 2011.

Andrea Baldini (scherma)
campione europeo individuale e a squadre e vicecampione mondiale a squadre di fioretto.
Niccolò Campriani (tiro a segno)
campione mondiale assoluto 2010 nella carabina 10 metri e numero uno del ranking mondiale.
Maurizio Checcucci (atletica)
vicecampione d’Europa nella staffetta 4×100 col nuovo record italiano che migliora il precedente del 1983.
Simone Faggioli (automobilismo)
campione italiano ed europeo assoluto nella specialità Velocità della montagna.
Luca Ferretti (nuoto)
campione europeo nella gara dei 5 chilometri individuale in acque libere.
Giulia Fornai (pattinaggio)
campionessa europea juniores di pattinaggio artistico nella specialità degli obbligatori.
Luca Germano (nuoto)
vincitore di sei medaglie d’oro e una d’argento ai campionati europei riservati a persone sorde.
Edoardo Gori (rugby)
mediano di mischia, capitano della squadra azzurra under 20. Ha esordito da titolare nella Nazionale maggiore nel test match fra Italia e Australia ed è stato confermato nella successiva partita contro le Isole Fiji.
Edoardo Luperi (scherma)
vincitore di due medaglie d’oro nel fioretto ai Giochi olimpici giovanili di Singapore.
Vincenzo Nibali (ciclismo)

vincitore della Vuelta di Spagna 2010: trofeo riportato in Italia dopo 20 anni.
Claudio Stecchi (atletica)
vicecampione mondiale juniores di salto con l’asta e nuovo primatista italiano indoor.
Fabio Turchi (pugilato)
medaglia d’argento nella finale dei pesi massimi di pugilato ai Giochi olimpici giovanili di Singapore, e di bronzo ai Mondiali giovanili di Baku.

Volendo approfondire il valore e il significato del Premio Pegaso abbiamo deciso di fare un salto nel passato. Il Premio prende il nome da una figura della mitologia greca. Pegaso infatti è il più famoso dei cavalli alati. Secondo il mito nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo della Medusa. Secondo un’altra versione Pegaso sarebbe balzato direttamente fuori dal collo tagliato della Medusa, insieme a Crisaore.

Animale selvaggio e libero Pegaso venne inizialmente utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all’Olimpo. Grazie alle briglie avute in dono da Atena, fu successivamente addomesticato da Bellerofonte, che se ne servì come cavalcatura per uccidere la Chimera. Dopo la morte dell’eroe, avvenuta per essere caduto da Pegaso, il cavallo alato ritornò tra gli dei. Terminate le sue imprese Pegaso prese il volo verso la parte più alta del cielo e si trasformò in una nube di stelle scintillanti che, secondo la leggenda, formano la costellazione che ne porta il nome.

di Armida Tondo

Vela: Louis Vuitton Trophy Dubai. Mascalzone Latino in semifinale

Posted by Augusto Martellini On novembre - 23 - 2010 1 COMMENT

Mascalzone Latino Audi Team ha concluso il secondo Round Robin del Louis Vuitton Trophy Dubai al 3° posto, aggiudicandosi l’accesso alle semifinali che inizieranno venerdì 26 novembre. Un traguardo in realtà già messo al sicuro nella giornata di ieri, dove Gavin Brady & C. hanno reagito al fatto di trovarsi nell’ultima posizione in classifica con la conquista di due match importanti e decisivi. E se nell’ottava giornata era fondamentale non sbagliare, l’obiettivo minimo della nona e ultima delle fasi eliminatorie prevedeva di non commettere incidenti o imprudenze tali da subire penalizzazioni che avrebbero assottigliato il punteggio di Mascalzone Latino.

Ma Gavin Brady, forte della sua fama di guerriero, anche nell’ultima regata in programma contro BMW Oracle Racing non ha seppellito anticipatamente l’ascia. Anzi, sin dai minuti che precedono lo start, ha mostrato chiaramente di volersi giocare senza remore quest’ultimo paio di punti. Purtroppo, però, una penalità durante il circling rimediata a causa di un affiancamento belligerante, cercato dall’avversario, ha influito in modo negativo sull’esito del match. James Spithill (Oracle), già in vantaggio di una lunghezza sulla linea di partenza, ha subito corso un primo bordo in copertura all’avversario, poi, pur sentendo una continua pressione dei Mascalzoni, è riuscito a controllare la gara sino al traguardo.

Quello che conta per i Mascalzoni è di essere veramente riusciti a ribaltare le prospettive nefaste che incuteva all’equipaggio di Vincenzo Onorato lo spettro di un’uscita anticipata dall’evento. Negli Emirati Arabi Uniti, ultima occasione per veder regatare ad alti livelli gli ACC versione 5, i Mascalzoni non erano partiti nel migliore dei modi. Dopo la prima domenica carica di tensione, dove si è verificato l’incidente più controverso di questa serie di regate contro Emirates Team New Zealand, una seconda giornata caratterizzata da un’avaria e un terzo giorno iniziato con due sconfitte, le intermittenti prestazioni in acqua dell’equipaggio italiano, che ha concluso il Round Robin 1 con tre match vinti su dieci e soli 2 punti finali, uno tolto dalla Giuria per l’incidente contro i kiwi, facevano pensare al peggio.

Nel Round Robin 2, invece, le cose sono andate molto meglio. Laddove non si poteva sbagliare, pena fare le valigie prima delle semifinali, il rodaggio dell’equipaggio si era finalmente completato. E i match decisivi contro gli avversari dal 3° posto in giù sono stati vinti tutti con buon margine. Unici intoppi della seconda fase eliminatoria, i favoriti alla vigilia: i neozelandesi e, a questa volta, i quasi imbattibili americani di Oracle. Dopo una giornata di riposo, il programma dell’evento proseguirà giovedì 25 novembre con le regate di flotta, introdotte per la prima volta in questa classe con i Louis Vuitton Act disputati dal 2004 al 2007.

Le semifinali si disputeranno il giorno successivo. Ancora non si sa quali saranno gli accoppiamenti: sarà il vincitore delle fasi eliminatorie, Oracle a scegliere il suo avversario. L’altro accoppiamento andrà di conseguenza. È molto probabile che BMW Oracle eviti, ritenendolo il più forte, Emirates Team New Zealand e andrà a scegliere tra Mascalzone Latino e All4One.

Cameron Dunn, wind spotter di Mascalzone, al termine del match contro Oracle ha detto: “L’unica cosa importante da fare era non perdere punti, visto che era già praticamente certo il nostro ingresso nelle semifinali. Abbiamo cercato di non creare problemi ma, in partenza, abbiamo preso un po’ di rischi avvicinandoci all’avversario. Per fortuna non ci siamo toccati, perché in quel caso, se ci avessero sottratto dei punti, la situazione sarebbe potuta cambiare radicalmente. In questo Louis Vuitton Trophy, avevamo iniziato male e abbiamo dovuto migliorare strada facendo. Sappiamo che ciò avviene di solito quando sei coinvolto pienamente dentro l’evento, ed è successo. Ora dobbiamo pensare a fare un altro passo avanti verso la finale. Ripensando a la Maddalena, quando siamo usciti inaspettatamente dal girone di qualificazione, probabilmente là abbiamo fatto meglio tatticamente, ma qua siamo riusciti a ottenere un risultato complessivamente migliore. La grande rimonta nella giornata di ieri lo dimostra, e ci ha dato molta fiducia. Infine, più in generale, nel Round Robin 2 abbiamo vinto 3 gare su 5 rimanendo, in quelle perse, sempre molto vicini agli avversari. Credo che meritiamo davvero le semifinali”.

CLASSIFICA FINALE Round Robin 1 + Round Robin 2:
1) Bmw Oracle Racing (USA) 17 punti
2) Emirates Team New Zealand (UAE) 12,5 punti *
3) Mascalzone Latino Audi Team (ITA) 8 punti *
4) All4One (FRA-GER) 8 punti
5) Synergy Russian Sailing Team (RUS) 6 punti *
6) Artemis Racing (SWE) 5 punti

* penalizzati con la detrazione di punti

 di Augusto Martellini

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