Nel 1975 Israele voleva vendere la bomba atomica al Sud Africa
Il giornale “The Guradian” ha pubblicato un documento declassificato da cui risulta che Israele aveva offerto testate nucleari all’allora regime Apartheid del Sud Africa.
Il giornale Britannico aggiunge che questo documento è la prima prova ufficiale che Israele possiede armi nucleari. Infatti, fino ad oggi lo Stato ebraico ha sempre mantenuto sulla questione un comportamento ambiguo, senza conferme né smentite, anche se universalmente viene riconosciuto che esso possieda tali armi.
Questa ambiguità, in qualche modo fa gioco a Israele, in quanto può contare sulla deterrenza che il possesso delle armi nucleari determina sui nemici di sempre, ma allo stesso tempo, non avendolo dichiarato ufficialmente, non è soggetta ai controlli internazionali e non innesca la corsa agli armamenti dei Paesi della Regione.
Il documento pubblicato dal “The Guardian” comprende sia la minuta dell’incontro “top secret” avvenuto nel 1975 tra funzionari dei due Paesi sia la richiesta della testata nucleare da parte del Ministro della Difesa Sudafricano, PW Botha, cui l’allora Ministro della Difesa ed ora Presidente Israeliano, Shimon Peres, rispose offrendone di tre possibili tipologie. La sua firma è ben visibile affianco alla data.
L’attuale governo Sud Africano ha declassificato il documento su richiesta di un professore universitario Americano, Sasha Polakow-Suransky, il quale sta scrivendo un libro sulle relazioni tra i due Paesi.
Il portavoce del Presidente Israeliano, Ayelet Frisch, ha categoricamente negato il rapporto, aggiungendo che non c’è stato alcun negoziato tra i due Paesi.
Tutta la vicenda va comunque inquadrata nel contesto geo-politico e geo-strategico dell’epoca. Erano gli anni dell’Apartheid e della contrapposizione tra i due blocchi, NATO e Patto di Varsavia, che si attuava attraverso la corsa alla conquista di aree d’influenza.
La richiesta Sudafricana e l’offerta Israeliana rientrano nel quadro delle attività di contrasto all’avanzata del “Patto di Varsavia”, in quanto, la vendita di armamento nucleare al governo in carica, che aveva introdotto e sostenuto l’Apartheid, non era certo diretta a contrastare il movimento politico interno dell’“Afrikaner National Party”, ma a costituire deterrente nei confronti dei Paesi della regione di influenza sovietica e nei confronti della stessa URSS.
Non si sa quali potranno essere gli sviluppi di questa vicenda che capita in un particolare momento in cui la comunità Internazionale è ancora alle prese con la questione nucleare Iraniana e l’interesse da parte dell’Iran di acquisire capacità nucleari anche nel campo “militare”.
di Vito Di Ventura








