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February , 2012
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Archive for the ‘Scienza’ Category

Volunia sta arrivando, segui la diretta live

Posted by Redazione On febbraio - 6 - 2012 Commenti disabilitati

In questi giorni il web è in fermento per l’avvio di Volunia, il nuovo motore di ricerca tutto italiano, uscito dalle menti di ricercatori e sviluppatori padovani che fanno capo al professor Massimo Marchiori, l’inventore dell’algoritmo che sta alla base di Google. Volunia è un motore di ricerca 3.0 e verrà presentato ufficialmente lunedì 6 febbraio alle ore 12:00.

Grazie al Cmela – Centro Multimediale E-Learning di Ateneo a questo link si potrà seguire l’intera presentazione in diretta video-streaming. Da quest’oggi  inoltre i power users selezionati potranno finalmente testare questo nuovo motore di ricerca che “sarà interamente focalizzato sull’esperienza utente”. Volunia sta arrivando…seek&meet!

fonte radiobue.it

Vendetta di Anonymous, hackerato il sito dell’Fbi

Posted by Redazione On gennaio - 20 - 2012 Commenti disabilitati

Internet è terra di libertà, e tale deve rimanere secondo il gruppo di hacker attivisti Anonymous. Non si sa chi siano, sono individui sparsi in tutto il mondo ma il loro potere sul web non ha eguali.

L’Fbi fa chiudere il sito di file-sharing Megaupload? Anonymous rende immediatamente inaccessibili il sito dell’Fbi stessa e per far capire come stanno le cose anche le pagine web del dipartimento della Giustizia statunitense, della major discografica Universal, della Mpaa (la Motion Picture Association of America), della Riaa (Recording Industry Association of America) e della Warner Music.

La cosa impressionante è la facilità con cui Anonymous lancia le sue azioni, non sbaglia un colpo e sembra inattaccabile. La più grande operazione di hackeraggio degli ultimi mesi si è sviluppata sotto forma di “DDoS”  (distributed denial of service ndr), nient’altro che un “semplice” eccesso di richieste al server, come se milioni di utenti si collegassero nello stesso secondo al sito, mandando in tilt il server che a sua volta blocca la pagina. Per fare ciò Anonymous ha distribuito, soprattutto via Twitter questo link (non cliccatelo altrimenti succederà anche a voi ciò che è successo a migliaia di utenti), un’applicazione che involontariamente metteva il pc dell’utente al servizio dell’operazione “OpMegaupload”, il cui hashtag è stato trend topic su twitter per tutta la notte anche in Italia. Il link rimandava appunto all’applicazione LOIC, chiamata così prendendo in prestito il nome dal secondo film della serie Guerre Stellari, “L’impero colpisce ancora”.

Chiamarla la prima guerra mondiale digitale sembra eccessivo, di sicuro prima di censurare qualcosa sul web bisognerà passare sul corpo di Anonymous, ed è un corpo digitale senza nome ne consistenza.

Sotto il comunicato ufficiale dell’operazione, tradotto in italiano:

Cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo Anonymous.

Questo è un urgente richiamo d’allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra evidente risposta è che non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo al quale affidiamo la loro stessa tutela.

Questa non è una chiamata alle armi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!

Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di evitare.

Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, ovviamente, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa.

Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altri la seguiranno presto. Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamente, prima che diventi troppo potente.

Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere. Diffondete questo messaggio ovunque. Non possiamo tollerare quello che sta succedendo.

Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati.

Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l’atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.

Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi. Questo è per il governo degli Stati Uniti. Dovevate aspettarvi la nostra reazione.

Chiuso dall’FBI Megaupload (e Megavideo) per violazione del copyright

Posted by Redazione On gennaio - 19 - 2012 1 COMMENT

Internet è il paradiso della libertà ma da oggi però potrebbe aprirsi una nuova era.

Il famosissimo sito di condivisione file Megaupload.com è stato oscurato dall’Fbi. I procuratori federali della Virginia, con l’accusa di violazione delle norme antipirateria, hanno così messo i sigilli ad uno dei più usati siti di file sharing.

Con Megaupload è stato oscurato anche il “fratello” Megavideo, usato da milioni di utenti ogni giorno.

Come riportato da The Associated Press, l’accusa è di costare più di 500 milioni di dollari per i mancati introiti causati dalla mancata vendita di film ed altri contenuti. Come riferito dal Washington Post inoltre il network Megaupload è il 13° sito più visitato al mondo, si può quindi immaginare come in poche ore sia divampata la protesta nel web. Su Twitter centinaia di migliaia di utenti stanno dicendo la loro e, con l’hastag #megaupload, anche l’Italia sta partecipando alle proteste. Il sito è di proprietà della Megaupload-Limited, società registrata ad Hong Kong, ed il fondatore Kim Schmitz, assieme ad altri tre dirigenti è stato arrestato.

La decisione è storica, le proteste sono già iniziate e rischiano di divampare in tutto il mondo, il dato certo è che il web da quest’oggi è un po’ meno libero.

L’uomo dei buchi neri compie 70 anni

Posted by Redazione On gennaio - 9 - 2012 Commenti disabilitati

Un traguardo importante per Stephen Hawking, definito nel mondo “signore dei buchi neri“, e pensare che i medici da bambino gli avevano predetto pochi anni di vita a causa della SLA. Con il progredire della malattia, Stephen Hawking fa uso di un sintetizzatore vocale che comanda muovendo i muscoli della guancia.

Un traguardo importante per qualsiasi uomo, ma incredibile per un uomo che non avrebbe dovuto superare i trent’anni di vita. Il più celebre scienziato oggi vivente ha vinto la sua battaglia con una malattia che non fa prigionieri, una forma particolare della SLA, la sindrome laterale amiotrofica. La sua figura è notissima al grande pubblico: i grossi occhiali tondi che non nascondono la profondità dello sguardo, la sedia a rotelle e il sintetizzatore vocale con il quale comunica con il mondo hanno reso Stephen Hawking un monumento vivente alla forza umana. Pochi conoscono esattamente il contributo dello scienziato al progresso della conoscenza fisica e cosmologica, ma tutti riconoscono in lui una delle menti più brillanti del mondo. Hawking è l’ultimo grande fisico teorico della lunga tradizione di Newton e Einstein.

Stephen Hawking aveva poco più di vent’anni, nella prima metà degli anni ’60, quando i primi sintomi della malattia iniziarono a manifestarsi. All’epoca era un promettente studente di cosmologia a Cambridge. Era nato l’8 gennaio 1942, esattamente trecento anni dopo la morte di Galileo Galilei, un particolare che Hawking sottolinea spesso con intima soddisfazione. Si era laureato in fisica a Oxford, senza troppe difficoltà. All’epoca gli studenti erano pochi e i programmi, a suo dire, molto semplici. Lui e i suoi colleghi dedicavano allo studio non più di mezz’ora al giorno. Volle andare a Cambridge a studiare cosmologia con Fred Hoyle, il più famoso astrofisico dell’epoca, e con gli altri esponenti di quella teoria dell’universo stazionario che negava il Big Bang, abbandonata poi pochi anni dopo, tra i quali Dennis Sciama. Fu lui a seguire Hawking nel corso di specializzazione, che presto rischiò di interrompersi drammaticamente. Parlava già molto male, tanto che i colleghi temevano stesse sviluppando un handicap linguistico. Ma ben presto non riuscì più ad allacciarsi le scarpe e faceva molta fatica a scendere e salire le scale. Hawking non poteva più ignorare il graduale deterioramento delle sue abilità motorie e chiese un consulto ai medici. La diagnosi non fu delle più felici.

Per la sindrome laterale amiotrofica non esistono cure. I neuroni del sistema nervoso periferico vanno incontro a una graduale degenerazione, paralizzando man mano tutti i muscoli del corpo. La costrizione su una sedia a rotelle è il minore dei mali: la paralisi impedisce di comunicare e, nel giro di pochi anni, porta il paziente alla morte per soffocamento, in seguito alla paralisi dei muscoli respiratori. Una malattia che non provoca dolore, non impedisce al cuore di continuare a pompare il sangue e al resto dell’organismo di funzionare regolarmente, né colpisce il cervello, che resta perfettamente lucido. Ma i medici, con Hawking, furono chiari. Poteva forse riuscire a conseguire il dottorato, ma aveva i giorni contati. “D’improvviso mi resi conto che c’era una quantità di cose importanti che avrei potuto fare se la mia condanna a morte fosse stata sospesa”, ricorda. Ma la malattia iniziò a rallentare. Hawking poté conseguire il dottorato, sposarsi e avere figli. La sua condanna a morte era stata sospesa.

Lo scienziato non si è lasciato prendere dalla disperazione. Con l’aiuto di alcuni colleghi, poco dopo l’operazione iniziò a usare un software di sinterizzazione vocale (L’Equalizer, sviluppato in California) tramite il quale ritornò in breve tempo a comunicare. Attraverso una tastiera, Hawking selezionava le parole che andavano poi a formare la frase. Un’operazione lunga che con l’allenamento fu possibile velocizzare, benché per le sue conferenze Hawking spesso preferisca preparare in anticipo l’intera relazione. Nel corso degli anni la mobilità delle braccia e delle mani è andata perduta e oggi Hawking utilizza una versione ancora più perfezionata del software, che sfrutta il movimento delle guance: un procedimento più lungo, che gli permette però di continuare a scrivere i suoi libri (l’ultimo, Il grande disegno, è uscito due anni fa) e comunicare con il pubblico.

Insieme a Roger Penrose, Hawking fu il primo a studiare la dinamica dei buchi neri: la fase finale di una stella super-massiccia collassata su se stessa, al punto da piegare lo stesso tessuto spazio-temporale, creando una singolarità, ossia un punto all’interno del quale le leggi note della fisica non valgono più. Capire i buchi neri permetterebbe di capire anche la singolarità da cui l’universo avrebbe avuto inizio, quel punto superdenso dal quale il nostro cosmo è nato con un immane scoppio, il Big Bang. Hawking dimostrò nel 1970 che i buchi neri non si rimpiccioliscono, ma possono solo aumentare di dimensioni. Una scoperta che però creava qualche problema. Aumentando le sue dimensioni, attraverso “l’inghiottimento” di nuova materia, un buco nero aumenta la sua entropia, come vuole la seconda legge della termodinamica, ossia, potremmo dire, il grado di confusione della materia al suo interno. Ma un oggetto che ha entropia possiede anche una temperatura, e se possiede temperatura deve irradiare energia. Ma se un buco nero irradia energia, allora non è più un buco nero. I buchi neri si chiamano infatti così perché dal loro interno non può uscire nulla, nemmeno la luce.

Per risolvere il problema, Hawking abbandonò la fisica classica einsteiniana e iniziò a studiare quella quantistica. Influenzato dalle teorie di alcuni fisici russi incontrati a Mosca, Hawking scoprì così di aver avuto torto. I buchi neri non solo emettono energia, ma attraverso questo processo finiscono addirittura per scomparire. Fu così che venne elaborato il concetto forse più celebre messo a punto dallo scienziato di Cambridge (era intanto diventato professore lucasiano, occupando la cattedra che fu di Newton): la “radiazione di Hawking”. I buchi neri emettono, nel corso della loro rotazione, flussi di particelle. E, così facendo, la massa del buco nero si riduce fino a evaporare completamente. A quel punto la singolarità centrale esplode in un piccolo scoppio e il buco nero muore. La scoperta, dimostrata con una solida matematica, stupì la comunità scientifica. Non solo veniva messa in discussione l’idea che nulla potesse emergere da un buco nero, ma dovevano essere riscritte anche diverse teorie cosmologiche. L’universo, tra centinaia di miliardi di anni, non sarebbe stato popolato solo da enormi buchi neri, ma semplicemente dall’energia residua della loro evaporazione: un universo di materia estremamente rarefatta, probabilmente in eterna espansione.

Ma ancora una volta la scoperta di Hawking andava a scontrarsi con un assioma della fisica, il principio di conservazione dell’informazione. Secondo questo principio, l’informazione di un oggetto fisico non scompare mai, ma si trasforma. Se un oggetto cade in un buco nero, il buco nero in qualche modo reca traccia di ciò che ha inghiottito. Ma se evapora, scomparendo senza lasciare traccia, tutto ciò che è andato a finire nella sua bocca viene perso per sempre. Hawking assicurò che le cose andavano proprio così, fino a che nel 2004, in occasione di un convegno a Dublino, annunciò pubblicamente di aver avuto torto: la radiazione che emerge dal buco nero, dimostrò, conserva l’informazione del buco nero stesso. Non tutti i fisici sono rimasti convinti di questa dimostrazione, e Roger Penrose è per esempio dell’idea che Hawking abbia sbagliato ad ammettere di aver avuto torto.

Possono sembrare questioni poco interessanti, ma l’attività di Hawking non è rimasta chiusa all’interno dei buchi neri. Le sue riflessioni sulle singolarità spazio-temporali lo hanno portato a elaborare alcune importanti teorie cosmologiche che mettono in discussione proprio l’idea di un universo emerso da una singolarità. Nel tentativo di spiegare le sue idee al grande pubblico, Hawking ha raggiunto le case di tutto il mondo con il suo best-seller Dal Big Bang ai buchi neri (“A Brief History of Time”), il libro di divulgazione scientifica più venduto al mondo. Il suo editore lo aveva messo in guardia dall’inserire equazioni nel testo: ogni equazione aggiunta avrebbe dimezzato il numero di potenziali lettori. Alla fine, Hawking ne lasciò solo una: E=MC2. Si è sempre chiesto se, togliendola, avrebbe potuto raddoppiare gli acquirenti del libro. Oggi, a settant’anni, la divulgazione resta il suo grande impegno.

Ai suoi discepoli ha lasciato il compito di portare a termine le sue riflessioni. Sir Roger Penrose, il suo collega di Oxford, ha recentemente elaborato una rivoluzionaria teoria cosmologica che ipotizza un universo ciclico: idee che poggiano sulle scoperte di Hawking e che dimostrano come un singolo cervello, pur prigioniero di un corpo morto, possa contribuire a svelare, per usare le parole di Stephen Hawking, “la mente stessa di Dio”.

fonte fanpage

Venti operai finiscono in ospedale per esplosione nella fabbrica Apple

Posted by Armida Tondo On dicembre - 21 - 2011 Commenti disabilitati

Sono venti gli operai, che sono stati ricoverati in ospedale a Shanghai, a causa di un’esplosione nel centro di produzione in Cina. La causa sembra essere dovuta all’esplosione della polvere d’alluminio necessaria allo scintillio dei tablet iPad.

Pronto l’intervento delle autorità di Shanghai, che sono entrate in azione per spegnere l’incendio. Ora tutto è concentrato per individuare cosa abbia provocato la violenta esplosione nella fabbrica controllata da Pegatron, azienda produttrice di dispositivi Apple.

Al momento le notizie che arrivano dalle autorità asiatiche parlano di venti feriti, ma non è confermato, quindi il numero potrebbe salire, al momento dell’incidente erano sessanta gli operai presenti nella fabbrica.

Un portavoce in Cina del colosso di Cupertino ha rilasciato la seguente dichiarazione: “I nostri cuori sono per le persone ferite a Songjiang. Stiamo lavorando con Pegatron per capire quali siano le cause dell’incidente“.

Stando alle prime indiscrezioni, l’esplosione sarebbe stata causata dalla polvere d’alluminio necessaria per lo scintillante involucro dei tablet iPad. Una sostanza molto combustibile, come posto l’accento dalla U.S. Occupational Health & Safety Administration.

La dirigenza dell’Apple è stata duramente attaccata, considerato, che questo è il secondo incidente, il primo fu la tragedia di Foxconn. Dopo l’incidente di poche ore fa, sono molte le critiche cadute sul marchio, causa secondo alcune indiscrezioni, di non rispettare il regolamento sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’azienda al momento non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni.

di Armida Tondo

Un contagio ogni tre ore in Italia. Combattere l’AIDS si può. Oggi si celebra la Giornata mondiale contro l’AIDS

Posted by Luisa Belardinelli On dicembre - 1 - 2011 Commenti disabilitati

Sono tremila i nuovi casi ogni anno in Italia di contagio del virus dell’HIV. Troppe sono le persone che ancora oggi non conoscono il rischio e non fanno nulla per prevenirlo.

In occasione della giornata mondiale contro l’Aids che si sta svolgendo proprio in queste ore, secondo i dati allarmanti presentati dal Ministero della Salute e dal direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Giovanni Rezza, ad infettarsi sarebbero maggiormente gli abitanti del centro-nord rispetto al sud e isole. Maggiormente colpita sottolinea Rezza la regione Emilia Romagna con 8,4 diagnosi ogni 100 mila abitanti e a seguire il Lazio con 8,3. “Il tasso annuale di incidenza per nazionalità delle nuove diagnosi – afferma Rezza- vede gli stranieri sempre più colpiti”, 5 volte di più degli italiani: 20 su 100 mila, contro 4 su 100 mila dei nostri connazionali. Nel 2010, una persona su tre infettata era straniera e la maggioranza delle nuove infezioni è attribuibile a contatti sessuali non protetti che costituiscono l’80,7% di tutte le segnalazioni. In Italia, nel 2010, ci sono state 5,5 nuove diagnosi di Hiv ogni 100 mila abitanti. L’età delle persone che scoprono di essere HIV positive hanno un’età media di 39 anni per i maschi e di 35 per le femmine. Oltre un terzo delle persone con una nuova diagnosi di HIV viene diagnosticato in fase avanzata di malattia. Le persone che scoprono di essere HIV positive in ritardo. hanno mediamente più di 40 anni di età, hanno contratto l’infezione prevalentemente attraverso contatti eterosessuali e sono più spesso stranieri. Altro dato allarmante è che il numero delle persone che ignorano di essere infette è aumentato passando da 135.000 casi nel 2000 a 157.000 casi nel 2010, per effetto principalmente della maggiore sopravvivenza legata alle terapie antiretrovirali. 

 LA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’AIDS – “Non abbassare la guardia fai il test”, questo il messaggio del ministero della Salute presieduto dal direttore generale della comunicazione e relazioni istituzionali, Daniela Rodorigo. E’ un comunicato rivolto ai giovani adulti italiani a volte inconsapevoli e troppo sprovveduti. Fare il Test è essenziale, accettare la propria sieropositività vuol dire salvaguardare altre vite.  Un’importante iniziativa radiofonica si sta svolgendo proprio in queste ore su Radio Rai.  All’interno delle  trasmissioni cult di Radio 1 e Radio 2 si terranno ampi momenti di approfondimento con collegamenti ed ospiti negli studi. Per dare poi risalto all’importante messaggio della giornata, verrà trasmesso uno Spot radio, ideato dal ministero della Salute e affidato a due voci molto conosciute e amate tra quelle dei doppiatori italiani: Roberto Pedicini (voce di Kevin Spacey, Javier Bardem, Patrick Swayze) e Melina Martello (Diane Keaton, Susan Sarandon). 

LA POLITICA E LA LOTTA AL VIRUS DELL’HIV E AIDS - Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha evidenziato proprio durante la conferenza stampa di presentazione alla Giornata mondiale contro l’Aids, che la lotta al virus dell’ Hiv e all’Aids sarà inserita tra le azioni e i programmi nel prossimo Piano sanitario nazionale e che a metà dicembre verrà convocata la Commissione nazionale per organizzare una prima riflessione sul tema.

COMUNICAZIONE E CAMPAGNE- E’ importante fare comunicazione mirata e facile da comprendere. “E’ incredibile – sostiene Rosaria Iardino, presidente di Network persone sieropositive (Nps) Italia onluscome nel 2011 si facciano campagne comunicative contro l’Aids e che non ci sia il termine ‘profilattico’ “. “La trasmissione arriva per via sessuale – prosegue – e questo punto è evidente a tutti”. Non basta fare il test, continua sempre la Iardino, “serve un po’ più di coraggio, va bene il test ma bisogna parlare anche dell’importanza della prevenzione e soprattutto del preservativo”.

Tra circa un’ora una sorpresa ai romani; un enorme condon di 4 metri sarà esposto a Montecitorio. E’ un flash mob promosso da Equality Italia, rete per i diritti civili, Nps Network persone sieropositive e Arcigay Roma. Il progetto prevede la distribuzione di preservativi gratuiti e il lancio di un appello al nuovo premier Mario Monti e a tutto il suo governo, con la proposta di dimezzare i costi dei profilattici; in Italia tra i più alti al mondo.

 LILA: “AIDS. PROTEGGITI SEMPLICEMENTE”- E’ partita la nuova campagna di prevenzione della Lega Italiana Lotta contro l’Aids. Lo slogan scelto per la sua nuova campagna del 2012, nasce grazie ad un gruppo di giovani creativi che desideravano comunicare con ‘semplicità’ l’importanza di indossare il preservativo, maschile e femminile che sia, (condom e femidom). Semplicità è la parola chiave della campagna LILA; comunicare quindi senza troppi fronzoli che dal Virus ci si protegge solo con il preservativo. “Al giorno d’oggi cerchiamo sempre più spesso –  spiega Giorgia Di Pasquale, ideatrice della campagna – soluzioni complicate a problemi semplici, strade alternative quando quella giusta è proprio lì, davanti a noi. La semplicità sembra essere diventata sinonimo di modestia, quando tra i suoi sinonimi più belli ci sono parole come chiarezza, accessibilità, naturalità”.

 Come sottolinea Alessandra Cerioli, presidente LILA:  “Ci è molto piaciuta la modalità di approccio di questi ragazzi,  per i quali la semplicità non è solo un facile slogan, ma l’idea fondamentale che li ha portati a sviluppare in autonomia una proposta di comunicazione chiara e diretta, che chiama le cose col loro nome. Con una modalità di partecipazione che mostra come nella realtà le persone, i cittadini, soprattutto i giovani, siano attenti, disponibili, pronti a essere coinvolti e molto propositivi sul tema della salute sessuale. I ragazzi sono anche gli adulti di domani, sono il futuro di questo Paese, e tutti vorremmo un futuro senza Hiv, oggi sappiamo che è possibile, nel giro di pochi anni”.

“GETTING TO ZERO” – E’  lo slogan internazionale della Giornata di lotta contro l’Aids. Obiettivo: arrivare a zero nuove infezioni, zero discriminazioni e zero morti Aids entro il 2015. Uno slogan che chiede ad ogni nazione maggiore coinvolgimento e impegno nelle attività di prevenzione, promozione del test Hiv, sostegno alla ricerca e difesa dei diritti civili: il diritto alla salute per tutti e alla non discriminazione per le persone sieropositive.

Informazioni: www.lila.it ; http://www.worldaidscampaign.org

800.861061 Numero verde Aids e Ist (infezioni a trasmissione sessuale) cofinanziato dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanita’ attivo dalle 8:00 alle 20:00. 

di Luisa Belardinelli

Jane Goodall, ha ricevuto l’Ordine al Merito di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana

Posted by Redazione On novembre - 25 - 2011 Commenti disabilitati

Nell’Anno Internazionale delle Foreste, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano premia il grande impegno di Jane Goodall a favore dell’uomo e dell’ambiente conferendole l’Ordine al Merito di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. L’onorificenza, che gli è stata consegnata a Roma ieri, dal Consigliere del Presidente della Repubblica Dr. Elio Berarducci in occasione di una cerimonia a Villa Wolkonsky, residenza dell’Ambasciatore Britannico S. E. Christopher Prentice, è un prezioso riconoscimento per tutti gli anni che questa donna ha dedicato alla causa dell’uomo e dell’ambiente.

In occasione dell’evento, il Jane Goodall Insitute Italia ha organizzato una tre giorni di incontri tra Roma, Milano e Napoli in onore della scienziata inglese. Infatti il 23 novembre, a Milano, Jane Goodall ha presieduto alla serata inaugurale della mostra “Jane Goodall, 50 anni di dialogo con la natura dedicati oggi all’educazione” cui parteciperanno stilisti e designer che hanno creato una t-shirt celebrativa destinata alla raccolta fondi del Jane Goodall Institute Italia per i bambini orfani e di strada della Tanzania. L’evento è stato ospitato dalla Fondazione Serbelloni, gode del patrocinio del Comune di Milano ed è organizzato in collaborazione lo Studio Negri Firman.

Mentre, ieri a Roma, in occasione della consegna dell’onorificenza, Jane Goodall ha parlato del significato dell’Anno Internazionale delle Foreste: perché è importante, quali sono i problemi da risolvere, quali le strategie da mettere in campo. La serata è stata organizzata in collaborazione con l’Ambasciata Britannica e gode del patrocinio della Regione Lazio e dalla Regione Puglia.

Oggi, 25 novembre, a Napoli Jane Goodall incontrerà un gruppo di studenti napoletani per parlare dell’importanza del coinvolgimento diretto dei giovani nei progetti per la comunità, la difesa dell’ambiente, la solidarietà e la pace. L’evento, organizzato in collaborazione con la Regione Campania – Assessorato Ambiente, Settore Ecologia, sarà un’occasione anche per incontrare amministratori locali e personalità del mondo della scienza e della cultura campana.

Stilisti, designer e architetti mettono il loro talento a servizio del Jane dall Institute Italia in un progetto che unisce moda e impegno civile. Nella serata di inaugurazione della mostra “Jane Goodall, 50 di dialogo con la natura dedicati oggi all’educazione”, che si è tenuta a Milano il 23 novembre alla presenza della scienziata inglese, verranno presentate le magliette del progetto T-shirt: i protagonisti del mondo della moda e del design hanno disegnato pezzi unici ispirati al lavoro della paladina dei diritti dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. Dando libero sfogo alla creatività, stilisti, designer e architetti offrono un aiuto concreto al Jane Goodall Institute Italia.

Le magliette, infatti, saranno messe in vendita e il ricavato interamente devoluto al sostegno delle attività dell’associazione. Senza dimenticare che la serata sarà anche l’occasione di ripercorrere i momenti più significativi della vita di Jane Goodall, grazie alla mostra che ne ripercorre 50 anni di incessante lavoro a difesa della natura.

Ecco l’elenco dei nomi che hanno partecipato al progetto:
ANTIGONE ACCONCI E RICCARDO BASTIANI, ALBERTO GUARDIANI, CALVI BRAMBILLA ARCHITETTI, CARLO CONTRADA, CORTO MOLTEDO, COSTUME NATIONAL, DIEGO GRANDI, DOT.DOT.DOT., ENVIRONMENT, ERMANNO SCERVINO, FABRICA, FAUSTO PUGLISI, FELICE LIMOSANI, FRANCESCO SCOGNAMIGLIO, FRANKIE MORELLO, FUCK$IMILE, GENTUCCA BINI, LAURA URBINATI, LICIA FLORIO, LUDOVICA + ROBERTO PALOMBA, MARTA FERRI, MARTINO BERGHINZ, MONICA ARMANI, PHILIPPE BESTENHEIDER, PIERO LISSONI, PRADA, RARIS, ROSS LOVEGROVE, SERGIO COLANTUONI, SETSU AND SHINOBU ITO per GUZZINI.

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