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Archive for the ‘Moda’ Category

Moda: perchè San Remo è San Remo!

Posted by Licia Esposto On febbraio - 16 - 2012 ADD COMMENTS

Martedì, 14 febbraio, finalmente è iniziato il Festival di Sanremo 2012: un’edizione sfortunata non solo per gli audience ma anche  in quanto a  moda. Le fashioniste, quelle che guardano Sanremo per lo spettacolo di abiti da gran sera, infatti si sono trovate spesso di fronte ad uno scenario piuttosto ridicolo, dove l’eccesso ha preso il posto della sobrietà.

Il conduttore Gianni Morandi però ci piace nella semplicità della prima serata con il suo abito nero Ferragamo come nella scorsa edizione.

La diciannovenne presentatrice prescelta per l’edizione 2012 Ivanka non ce l’ha fatta, sta male e non è stata presente nella prima serata dello show: questo ci è sembrato strano; una così giovane ragazza, semi sconosciuta, chiamata a condurre un Festival così importante non vi si presenta perchè a letto con il torcicollo!

Le due ex conduttrici Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, chiamate a rimpiazzarla, nella prima serata aprono lo show con due abiti elegantissimi di Versace e Alberta Ferretti, che non passano inosservati e sono già tra  i più richiesti sui red carpet di tutto il mondo, erano degne di nota.

Elisabetta indossava un abito Atelier Versace color ghiaccio che metteva in evidenza le lunghe e toniche gambe, grazie anche allo spacco laterale. L’abito di Belen Rodriguez, invece, firmato Alberta Ferretti ricordava quello di Anita Ekberg nella celebre scena della Fontana di Trevi del film di Fellini, La Dolce Vita: scollo a cuore e gorgiera preziosa, peccato le stesse un pò stretto, del resto era l’abito che doveva indossare la modella Ivana Mrazova costretta a letto!

Ma veniamo alla seconda serata, quella di ieri sera…Elisabetta Canalis non è male nell’abito monospalla firmato Roberto Cavalli,  con stampa zebrata e tempestata di paillettes, ma non possiamo dire lo stesso di Belen Rodriguez, che con il secondo abito Fausto Puglisi, ha scoperto, oltre alle gambe anche il suo tatuaggio inguinale, assolutamente eccessivo e fuori luogo anche nella scollatura! Questa volta Italia batte Argentina uno a zero!

Ed ora passiamo alle cantanti. Molto criticato l’outfit di Emma Marrone, che a mio avviso invece è quello adatto a lei e al suo panorama musicale.

Un completino con giacchetto di pelle molto punk color acqua marina con un tocco glamour, le scarpe con zeppa che arriva fino a metà piede senza il tacco.
Delusione invece arriva da Noemi a causa dell’arancione accesissimo dei suoi capelli su un revers fucsia ancora  più acceso. Eccessivo l’abbinamento dei due colori!
Troppo anche per Nina Zilli, che solitamente ci piace nei suoi look anni ‘50, ma stavolta ha esagerato nell’acconciatura, troppo gonfia e una troppo chiara imitazione della cantante Emy Winehouse e fin troppo vintage e zingaresca nella seconda serata! La prima sera con cofana d’ordinanza e eyeliner nero. Ieri sera il mood era più tropicale, con treccia e labbra rosse. Delusione!
Super criticata la scelta di Loredana Bertè che ha riciclato  lo stesso abito già indossato nella prima serata, io invece la trovo eco-friendly, dopotutto sono di parte, la Bertè mi ispira sempre simpatia!
Considerando le due serate appena trascore, se potessi dare un premio per il miglior look  della sessantaduesima edizione di San Remo, per me quest’anno vincerebbe Elisabetta Canalis in Atelier Versace.
Corpetto ricamato geometricamente con forma a V sul davanti e gonna irregolare formata da pieghe che si appoggiavano l’una sull’altra. Sobria ed elegantissima!
di Licia Esposto

Tutti pazzi per i fashion blog

Posted by Licia Esposto On febbraio - 14 - 2012 ADD COMMENTS

Siamo nell’era dell’informatizzazione, dell’immenso mondo di internet, dei social network, dei blog…nella moda le fashion blogger dettano legge!

Sono per lo più ragazze molto giovani, che sfruttano il privilegio di avere tanto tempo libero da dedicare alle loro pagine on line, che spesso nascono come fossero diari.

Capelli lunghi neri, occhi a mandorla e look  stra colorato. Questi sono i segni particolari di Susie Bubble, una delle blogger inglesi più amate nel mondo della vita on line. Sguardo timido che poco si sposa con i suoi abbinamenti decisamente eccentrici, scatta i suoi look sul terrazzo di casa, per strada o al supermercato. Giovanissima ha avuto anche un articolo sul famoso giornale on line Dazed Digital.

Ha iniziato fotografando se stessa, ora viene invitata alle più importanti sfilate della moda inglese. Tutti la vogliono perchè sul web è famosa per il blog Style Bubble.

Vantiamo anche un made in Italy tra le reginette del web, si tratta di Chiara Ferragni, una studentessa della Bocconi, il cui fashion blog è ormai il più famoso in Italia: The Blonde Salad. Biondissima, definita da molti icona chic milanese, appassionata di moda e fashion blogger stilosissima.

Ospite al Chiambretti Night ha criticato l’outfit di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo tra cui la divina Micha Burton. Questa giovane blogger è ormai richiesta in prima fila alle sfilate della settimana della moda milanese.

Nel suo blog, scritto in inglese, si fotografa e mette in mostra i suoi vestiti e il suo shopping. I numeri parlano chiaro: 60mila visite al giorno e 5 milioni di pageview al mese sul suo blog, 47mila fans su Facebook e più di 18mila Followers su Twitter. Senza contare il suo canale su Youtube sempre pieno di commenti e le sue foto su Flickr dove è una vera celebrità. Proprio per la sua fama sul webviene invitata a presenziare alle sfilate dei più grandi stilisti italiani.

Sui fashion blog si possono trovare suggerimenti, consigli utili su abbinamenti o look per serate particolari…

Un’idea originale è quella di Verdementa, un blog democratico perchè la moda non è solo per magrissime, si tratta infatti di un blog di moda per ragazze curvy! Ebbene si perchè anche chi ha le curve vuole sentirsi stilosa! Abbinamenti, look, idee per chi ama la moda, ma ha qualche chilo di troppo!

Allora vi consiglio di sbirciare sul web, troverete blog per tutti i gusti!

di Licia Esposto

Un’ape piaggio per battere la crisi

Posted by Licia Esposto On febbraio - 8 - 2012 Commenti disabilitati

“Dove far conoscere la moda se non per strada?” Questo è l’obiettivo di Valeria Ferlini, stilista e imprenditrice, creatrice del concept Moving Shop.

Portare la moda per strada, perché è per strada che tutte le mode si incontrano, questa è l’ispirazione di Moving shop, l’idea che ha vinto il Premio Gamma Donna 10 e Lode, promosso da Intesa Sanpaolo e dal Ministero della Gioventù al Salone Internazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile di Vicenza.

Ma che cos’è un Moving Shop? Si tratta di un sistema di vendita innovativo e veloce, consistente nell’uso di un veicolo Piaggio modello Ape, dotato di un apposito allestimento per consentire, oltre al trasporto, l’esposizione e la vendita di capi di abbigliamento e non solo, già in voga qualche anno fà ed ora più attuale che mai.

Si tratta di un modo economico di investire: evita di dover sostenere i costi elevati di locazioni, acquisto immobile, arredamento ed elimina i costi fissi, oltre ad essere un forte elemento di richiamo e promozione pubblicitaria.

Moving Shop è presente a Milano, Monza, Torino, Genova, Bologna, Bari, Lecce, Palermo, Catania, Padova, Cortina, Forte dei Marmi, Porto Cervo, Porto Rotondo, Civitanova Marche, Bormio.

Un’azienda itinerante, che può raggiungerti ovunque e che deve rispondere soltanto alla semplice burocrazia di un venditore ambulante.

Vende di tutto, a buon prezzo. Parte all’alba sperando nel bel tempo. Guadagna bene. Trova ogni giorno clienti nuovi. E quasi sempre è ben accolto.  Si tratta di un ambulante a cielo aperto, un negozio in movimento, vagabondo.

Ma come si diventa ambulante? La trafila burocratica è semplice. Bisogna prima chiedere al Comune di residenza la licenza di vendita su aree pubbliche. Costo: 10,33 euro di marca da bollo, da apporre alla domanda, e i tempi burocratici di attesa si aggirano sui dieci giorni. Poi è necessario ottenere l’autorizzazione alla sosta su luogo pubblico, e pagare la tassa per la sua occupazione. Infine, gli ambulanti che vendono alimentari dovranno seguire un corso professionale specifico, come fanno anche gli esercenti dei punti vendita fissi. I costi sono molto variabili, perché le tariffe di occupazione del suolo cambiano da un Comune all’altro e da un quartiere all’altro. Il prezzo medio per un posteggio di una decina di metri quadri è intorno ai 700 euro l’anno: cifra che va versata per ogni Comune in cui si intende lavorare.

Il pubblico è attirato dal commercio itinerante, perché i prezzi di vendita sono più vantaggiosi rispetto ai negozi cittadini. Come è possibile? Gli ambulanti hanno spese fisse più limitate per la gestione e, spesso, ritirano a prezzi stracciati le rimanenze dei produttori. Un aspetto, quello della riduzione dei costi, che induce molti artigiani a scegliere il commercio a cielo aperto anziché un punto vendita tradizionale.

Lo sapevate che era un ambulante il fondatore dei grandi magazzini La Rinascente… Tanti sono partiti dai mercati. Hanno iniziato la loro carriera con il commercio itinerante il fondatore della società produttrice di gelati Sanson, l’imprenditore che ha aperto la catena Calzaturificio Pittarello e la famiglia che ha avviato i negozi di abbigliamento Amaranto.

Per chi cerca l’idea consiglio il film Due sulla strada, The van, che racconta la storia di due cinquantenni irlandesi che, per reagire alla disoccupazione, si improvvisano venditori ambulanti di panini e patatine.

di Licia Esposto

Stivali mon amour!

Posted by Licia Esposto On gennaio - 31 - 2012 Commenti disabilitati

Gli stivali sono l’accessorio immancabile nel nostro guardaroba invernale. Si adattano ad ogni occasione e tengono caldo!

Sei una tipa grintosa che ama i jeans elasticizzati e strettissimi come i famosi  jeggings di Gap? Per il look strech consiglio gli  stivaletti bassi, quelli alla caviglia, perfetti per infilare i jeans, bellissimi scamosciati come quelli in suede di Topshop o gli ankle boots in nuance cognac di Asos.

Ti senti un pò ribelle o meglio uno spirito libero? Ai piedi un paio di biker boots come quelli con fibbie di Miu Miu o con tanto di borchie come quelli di Zara. Copiate lo stile casual di Anne Hathaway completo di navy coat e berretto da maschiaccio.

Si adattano alle signore un pò chic i tronchetti scamosciati di Brian Atwood con plateau interno, eleganti se sapete sfidare l’equilibrio!

Très chic anche le francesine in un caldo color cammello di Lanvin con fibbiette laterali.

Se invece vi sentite femme fatal vi consiglio lo stivale stringato come quello di Miu Miu, con maxi plateau, ma se si desidera un tacco più basso e comodo c’è anche la versione in tessuto e pelle di Twin-Set con fibbia intorno alla caviglia, o ancora, quelli di Max and Co, con la parte anteriore in pelle lucida e il retro in nabuk. Perfetti con i leggings neri!

Sotto ai jeans, per tutti i giorni, stivaletti di pelle, dal tacco comodo: vi propongo quelli di Chloé, femminili e versatili, di Zara, scamosciati dall’effetto used, la versione bon ton caramello di Max and Co, e quelle di Aldo, pratiche e con il tacco più basso.

Se invece non avete voglia di uscire perchè fa freddo, ma siete proprio costrette come non consigliare gli stivali australiani, ormai realizzati da tutte le griffe. Non saranno bellissimi, ma modelle e celebrità li adorano. Teneri e soffici, nemici del freddo polare, amici di skinny pants e calzamaglie, perfetti per un total relax…

di Licia Esposto

Moda anni 20: le passerelle impazziscono per la flapper girl!

Posted by Licia Esposto On gennaio - 27 - 2012 Commenti disabilitati

In questi ultimi anni, con l’esplosione del vintage, la moda ama sempre più richiamare il passato. La moda prende spunto dalle correnti culturali, ma anche dal cinema: il 2011 è stato sicuramente l’anno del film Il discorso del re, pluripremiato e plurivisto, interpretato da Colin Firth nei panni di re Giorgio V, ambientato appunto nel 1925. Vi consiglio di guardare questo film stupendo e di notare i costumi, abiti stupendamente anni ‘20.

La febbre degli Anni Ruggenti è esplosa, al cinema e soprattutto in passerella!

La moda si ispira a Marion Cotillard in Midnight in Paris di Woody Allen, al fim dal successo planetario The artist ambientato ai tempi del cinema muto o al remake de Il grande Gatsby firmato da Martin Scorsese con Leonardo di Caprio e Carey Mulligan.

Gli stilisti come Frida Giannini per Gucci si sono lasciati sedurre dal favoloso decennio delle flapper girls, le ragazze indipendenti ed emancipate che vivevano a ritmo di jazz, ballando il charleston con i famosi abiti di frange.

La parola magica riguardo la moda del momento è libertà di movimento. Gli abiti si accorciano, lo stile si fa  alla marinara, si indossano yachting pants, le gonne pantalone e tanto jersey. L’abito dovrà essere sopra il ginocchio, morbido e con la vita bassa, più o meno all’altezza dei fianchi, nei colori naturali e sobri, meglio se nel cipria. In una parola: vintage, soprattutto quello anni Venti.

Oltre ai capelli, che devono essere rigorosamente a caschetto, lisci o con onde ai lati, per essere una flapper girl non devono mai mancare gli accessori, dalle mollette scintillanti alle fasce decorate, nei mercatini se ne trovano di bellissime! Ed ovviamente non esitate ad indossare le perle. Per finire il make up: cipria effetto porcellana, matita nera intorno agli occhi, rossetto e smalto rosso.

Ai piedi rigorosamente Mary Jane, le decollettes con cinturino in vernice lucida come quelle proposte da Miu Miu e Gucci.

Per finire la borsetta, un oggetto vezzoso, piccola e preziosa come quella proposta da Lanvin.

Una moda intrigante, l’occasione per sentirsi un pò dive!

di Licia Esposto

La Disney omaggia i Joy Division con una t-shirt. E’ polemica

Posted by Andrea Centenari On gennaio - 25 - 2012 Commenti disabilitati

Cosa hanno in comune i Joy Division, storica band post-punk britannica, con il celebre personaggio della Disney, Topolino? Secondo noi, niente…
A pensarla diversamente è proprio la Disney che ha deciso di creare una t-shirt ispirata alla copertina dell’album “Unknow Pleasures” della band di Ian Curtis, scatenando l’indignazione e le proteste dei fan.

Il disegno in questione sulle magliette, ritrae delle onde. Come tutti i fan sanno, la grafica originale dell’album, realizzata dal grafico Peter Saville nel 1979, era ispirata al primo radio pulsar catturato nello spazio nel 1967, ed è considerato un’icona della musica rock al pari della banana del primo album dei Velvet Underground.

Al contrario di quanto si possa pensare, non è stato violato nessun diritto di coprything e la maglietta è stata messa in vendita online sul sito della Disney a 24,95 dollari. Queste sono le motivazioni di una tale scelta stilistica da parte della Disney riportate sul sito:“Ispirata alla famosa copertina dell’album dei Joy Division, Unknown Pleasures, questa maglietta incorpora il logo di Topolino all’interno di un grafico ad onda, raffigurante le pulsazioni di una stella. Decisamente appropriato, visto che poche stelle hanno sollevato più onde di Topolino!”.

Non sembra particolarmente interessato all’argomento l’ex bassista dei Joy Division, Peter Hook: “Da un punto di vista legale quell’immagine è di dominio pubblico. - ha dichiarato Hook a NME.com - E’ divertente, però, notare come una colosso come la Disney punti sulla notorietà di una povera, piccola band di Manchester esistita solo per un paio d’anni”.

Questa non è la prima volta che la figura dei Joy Division viene usata per scopi commerciali. Nel 2007 un sito canadese aveva messo in vendita delle scarpe da ginnastica sempre con l’artwork di “Unknow Pleasures” e nel 2008, la Converse, utilizzò la figura di Ian Curtis per una campagna pubblicitaria.

di Andrea Centenari
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Band Loch Market. Raduno Creativo dell’Autoproduzione

Posted by Licia Esposto On gennaio - 24 - 2012 Commenti disabilitati

Band Loch è un progetto indipendente che nasce dalla voglia di trovare spazio e spazi per dare libera espressione alla  creatività con l’obiettivo di unire, ispirare, informare ed intrattenere una crescente comunità di persone che condividano le stesse passioni.

L’obiettivo è di promuovere l’arte emergente, il design indipendente e l’artigianato contemporaneo celebrando lo spirito dell’Handmade e del Craft.

Sempre più artisti, giovani, donne si avvicinano all’arte del fare per dare voce alla fantasia e all’originalità esprimendo il prorpio modo di essere.

L’autoproduzione dilaga  e i motivi sono diversi: creando con le proprie mani si scaricano le tensioni di una vita dal ritmo frenetico, si creano oggetti unici e si contengono i costi. Producendo per sè c’è la possibilità di contenere le spese familiari. Un berretto per i nostri bambini auto prodotto sarà costato il nostro tempo e un paio di gomitoli di lana!

Per non parlare dell’autoproduzione eco – friendly domestica: produrre il sapone fatto in casa, ad esempio, non è troppo difficile! Si può renderlo profumato con olii essenziali di lavanda o aggiungendo agli ingredienti del borotalco per ottenere un sapone naturale a impatto zero, sano ed equilibrato per il nostro ph, senza parlare del risultato sul nostro bucato!

Band Loch è un evento che si terrà il 29 gennaio dalle 16 alle 21 nello spazio giovani Edonè di Bergamo per celebrare l’autoproduzione creativa.

Tutto rigorosamente Hand Made with Love con 17 designers indipendenti, musica e una merenda aperitivo resa speciale dai deliziosi dolciumi artigianali!

Un evento da non perdere per i kraft addict e per chi voglia lanciarsi in uno shopping davvero originale!!

 

di Licia Esposto

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