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May , 2012
Tuesday

Archive for the ‘Ambiente’ Category

Oslo: dal 2013 saranno utilizzati i rifiuti per alimentare gli autobus

Posted by Redazione On aprile - 30 - 2012 Commenti disabilitati

Una notizia che riempie di gioia gli ambientalisti e non solo, infatti, sentire che dal 2013 gli autobus che circoleranno per la città senza inquinare e spendendo saranno più di cento. Questo grazie ad un carburante ottenuto dagli scarti alimentari: il trasporto pubblico di Oslo sarà ancora più ecosostenibile e comporterà anche un risparmio per i cittadini norvegesi.

Una soluzione che vedrà lo smaltimento di immensi volumi di rifiuti, risolvendo dalla radice il problema dell’accumulo, creando del fertilizzante e, soprattutto, un carburante verde in grado di fornire energia a decine di autobus che silenziosamente sfrecceranno per le strade della capitale norvegese, fornendo un servizio notevolmente ottimizzato ai cittadini: il tutto affiancato anche ad un risparmio in termini economici per gli stessi utenti.

La città che ha programmato questo intervento è Oslo, laddove già da anni i trasporti pubblici su gomma beneficiano di veicoli ecologici: 65 automezzi alimentati da un biogas ottenuto grazie al trattamento delle acque grigie municipali sono in circolazione dal 2009 e, entro il 2013, si aggiungeranno a questi le nuovissime vetture “a spazzatura”.

I residui della cena, le bucce dei frutti, i fondi del caffè e i gusci delle uova: un totale di 50 mila tonnellate di rifiuti alimentari ogni anno verrà riutilizzato per fornire un sistema di trasporti sempre più green.

Saranno 135 gli autobus municipali che funzioneranno grazie al nuovissimo combustibile, non appena l’impianto sarà pronto: l’energia prodotta annualmente sarà orientativamente equivalente a quattro milioni di litri di diesel. Dalla lavorazione degli scarti di cibo risulterà anche una notevole quantità di biofertilizzante che sarà sufficiente per circa un centinaio di aziende agricole locali di medie dimensioni mentre il numero di autobus alimentati a carburante verde aumenterà man mano che la centrale potrà lavorare a pieno regime.

Non è un miracolo, è solo sfrutto di uno studio a favore dell’ambiente e dell’economia. Un processo che di idrolisi termica, un processo che consentirà di trattare rifiuti e fanghi, sottoponendo i materiali ad altissime temperature e pressioni, producendo composti facilmente e rapidamente trasformabili in biogas, oltre che un residuo che può essere impiegato in agricoltura come concime biologico.

FAO: Europa e Asia continuano il loro impegno nella lotta alla fame

Posted by Salvatore Verde On aprile - 28 - 2012 Commenti disabilitati

I paesi dell’Europa e dell’Asia centrale, nei giorni scorsi, hanno unanimemente riaffermato il loro impegno a lavorare insieme per promuovere uno sviluppo rurale sostenibile, la lotta contro la fame e la fine della malnutrizione. Parlando alla Conferenza Regionale della FAO per l’Europa, il Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha definito la fame, “uno dei grandi mali del secolo“. “E ‘incredibile che oggi ci siano ancora persone che muoiono di fame. Necessitiamo di mobilitare tutti i nostri sforzi per combattere questo flagello“, ha detto Aliyev ai 300 delegati provenienti da 46 paesi partecipanti alla conferenza.

 

La guerra contro la fame è una guerra che dobbiamo combattere insieme“, ha detto da parte sua il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva. Pur ammettendo che molti Paesi stanno affrontano una crisi economica e finanziaria molto grave, ha comunque invitato i governi a non tagliare i fondi per gli aiuti internazionali. “Anche e soprattutto nei momenti di crisi che i poveri hanno bisogno di noi“, ha poi aggiunto.

 Durante la Conferenza regionale, si è discusso delle sfide che dovranno essere affrontate per favorire l’alimentazione e l’agricoltura in Europa e in Asia centrale. I governi hanno individuato le seguenti priorità per il lavoro della FAO nella regione durante il biennio 2014-2015: il rafforzamento delle politiche per la sicurezza alimentare e servizio nutrizione per agricoltura su piccola scala, la gestione delle risorse naturali, il controllo delle malattie e parassiti di piante e animali, il sostegno per l’adesione dei paesi membri candidati all’adesione all’Unione europea e altri enti regionali, e la ricerca negli alimenti e l’agricoltura. I governi hanno inoltre apprezzato il dibattito globale lanciata dal Direttore Generale della FAO nel gennaio 2012 per determinare la futura direzione strategica e le priorità del corpo delle Nazioni Unite, ed hanno sottolineato l’importanza di concentrare il lavoro della FAO al fine di porre rimedio a questo flagello in quei paesi.

Alla Conferenza regionale per la prima volta hanno partecipato rappresentanti della società civile, e non solo i governi dei paesi membri della FAO, come invece era accaduto finora. Una dozzina di organizzazioni della società civile hanno rappresentato le loro esigenze ed hanno espresso solidarietà e vicinanza alle donne e ai piccoli agricoltori. Durante la Conferenza infine è stato firmato un accordo di cooperazione con l’Estonia ed un accordo per il programma nazionale tra la FAO e l’Azerbaigian.

 

di Salvatore Verde

Eco Generation: la scuola amica del clima

Posted by Salvatore Verde On aprile - 25 - 2012 Commenti disabilitati

 

Un marchio di sostenibilità per le scuole pensato e realizzato insieme a chi nella scuola vive e lavora ogni giorno e ne conosce bene problemi e potenzialità. Un’etichetta che certifichi non solo la sostenibilità degli edifici scolastici ma anche la cultura della sostenibilità che trova nella scuola il naturale habitat per essere appresa e vissuta. Con l’obiettivo di realizzarla, studenti e insegnanti di 10 scuole italiane hanno lavorato per tre anni al progetto promosso da Legambiente e Edison, Eco Generation, la scuola amica del clima i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi a Roma presso l’Aula del Senato della Repubblica dalla responsabile nazionale di Legambiente Scuola e Formazione, Vanessa Pallucchi e dal vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani, insieme al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, al direttore relazioni esterne e comunicazione di Edison Andrea Prandi, al senatore della Commissione Ambiente, Territorio e Beni Ambientali del Senato Francesco Ferrante. Un progetto, Eco Generation, nato con l’intento di sviluppare una sinergia tra attori della scuola, istituzioni e aziende per raggiungere una maggiore sostenibilità e avviare un percorso di azioni che rispondano all’esigenza, più volte ribadita dall’associazione ambientalista, di riqualificare l’edilizia scolastica italiana.

Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente Ecosistema Scuola, infatti, le scuole del Belpaese risultano in gran parte vecchie, con oltre il 60% degli edifici risalenti a prima del 1974, inadeguate (il 36,5% degli edifici necessita di manutenzione urgente) e insicure (solo il 10% è costruito con criteri antisismici e il 54% possiede il certificato di agibilità). Ma è soprattutto sul fronte energetico che si possono realizzare azioni di risparmio e interventi per migliorare l’efficienza delle scuole dove, anche secondo il monitoraggio realizzato nell’ambito del progetto Eco Generation, i problemi maggiori riguardano la dispersione del calore, una cattiva o nulla coibentazione e uno scarso isolamento termico. “La riqualificazione dell’edilizia scolastica italiana rappresenta una delle sfide più grandi per il nostro Paese – ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani – e partire da quella energetica può portare innumerevoli benefici sia in termini economici che ambientali. Riducendo consumi e sprechi, infatti, è possibile per le scuole risparmiare fin da subito molte risorse che possono essere reinvestite in interventi di ammodernamento o messa a norma”.

Edison è in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici grazie alle migliori tecnologie disponibili per ridurre l’impatto ambientale dei propri impianti e ai servizi di efficienza energetica. Eco Generation – dichiara Andrea Prandi, direttore comunicazione di Edison – è la conferma dell’impegno di Edison nel diffondere la cultura della sostenibilità anche in ambiti diversi dal business dell’energia. Il nostro obiettivo è promuovere una nuova forma di agire collettivo, partendo proprio dai giovani che sono il nostro futuro attraverso progetti che non rimangono solo sulla carta, ma che si traducono in azioni concrete”.

Nel corso del progetto triennale Eco Generation, gli alunni e gli insegnanti dei 10 istituti superiori di Milano, Monza, Pioltello, Varese, Padova, Verona, Scerni (CH), Foggia, Palermo e Ravenna, coordinati dagli educatori di Legambiente, hanno realizzato diversi laboratori e attività sperimentali su consumo e risparmio di risorse definendo anche un Decalogo di Sostenibilità con azioni  virtuose da mettere in pratica per una migliore gestione dell’energia, dei rifiuti, dell’acqua e dei trasporti, dentro e fuori la scuola. “Coinvolgendo i ragazzi, il progetto li ha resi consapevoli della possibilità di rendere sostenibile la propria scuola – ha sottolineato la responsabile di Legambiente Scuola e Formazione Vanessa Pallucchi -. I decaloghi che hanno progettato sono incentrati, infatti, sul cambiamento degli stili di vita e su una gestione sostenibile dell’edificio che si assume direttamente la comunità scolastica e che comprende anche la questione della mobilità e dei rifiuti. In questo senso – conclude Pallucchi – Eco Generation è principalmente un progetto di educazione alla cittadinanza, in cui la scuola offre un contributo culturale al territorio”.

A vincere il Premio Eco generation di Legambiente e Edison è stato l’Istituto Mario Montanari di Ravenna che si è aggiudicato il “pacchetto salva-energia” di Edison composto da un audit energetico per la certificazione energetica dell’edifico scolastico che evidenzierà i principali consumi ed i possibili interventi di ottimizzazione energetica della scuola, un sistema di monitoraggio wireless per la misura diretta dei principali consumi energetici e un sistema di illuminazione ad alta efficienza dotato di rilevamento presenza e sensore di luce per una delle aule dell’edificio scolastico.

di Salvatore Verde

Earth day 2012

Posted by Licia Esposto On aprile - 22 - 2012 Commenti disabilitati

Oggi è la Giornata della Terra, un importante momento di festa che viene celebrato da oltre 500 milioni di persone , in oltre 175 Paesi. Si tratta dell‘Earth Day 2012, la festa del nostro Pianeta Terra patrocinata da Unesco, Fao ed Earth Day Network, che anche quest’anno verrà celebrata per la 42esima volta, con tanti eventi, concerti e iniziative che ci ricorderanno l’importanza di rispettare l’ambiente.

La cantante di origine indonesiana Anggun ha deciso di offrire il proprio sostegno alla FAO come Ambasciatrice di Buona Volontà nella lotta alla fame nel mondo e di impegnarsi in progetti di rimboschimento nelle zone costiere colpite dal disastro dello tsunami in Indonesia e sarà l’ospite internazionale del concerto che si terrà al Palapartenope di Napoli insieme a molti altri cantanti italiani.

Questa scelta rispecchia la volontà di condividere i valori di Earth Day in una città che sta lavorando per un attuare un forte cambiamento organizzativo, sociale e ambientale“, spiegano gli organizzatori in una nota.

Ma non sarà, ovviamente, un concerto qualunque: potrà essere visto in live streaming per poter essere seguito da tutti senza percorrere nessun chilometro e inoltre le emissioni di anidride carbonica prodotte, che ammontano a oltre 26.900 kg di CO2, verranno compensate mediante l’acquisto di crediti di carbonio generati da interventi di creazione e tutela di circa 13.000 mq di foreste in Costarica.

Un giorno in cui ogni anno si svolgono eventi in tutto il mondo per aumentare la consapevolezza e la valorizzazione dell’ambiente naturale della Terra.

Anche Google festeggia insieme a tutto il Pianeta la Giornata della Terra con un Doodle dedicato animato nel quale si vede il logo del colosso di Mountain View fiorire pian piano in un terreno pulsante fino a regalare splendidi fiori. Un inno alla vita, un omaggio alla terra e un auspicio che il nostro Pianeta possa essere sempre più verde.

A Roma verrà presentato il progetto “Adotta un animale”, una campagna di raccolta fondi per garantire e migliorare le condizioni di vita delle specie animali protette che abitano il Bioparco di Roma. A Milano, invece, è in programma il Green Skate 2012, un percorso sostenibile in giro per la città a bordo di longboard, un tipo speciale di skateboard, mentre a Merano la Giornata della Terra sarà celebrata con uno speciale Yoga Festival.

E allora vi invito oggi a compiere anche nell’ambito della vostra quotidianità un piccolo gesto che possa contribuire a salvare la nostra preziosa Terra.

di Licia Esposto

City for fit cycling: 28 aprile manifestazione a Roma

Posted by Salvatore Verde On aprile - 21 - 2012 Commenti disabilitati

La campagna internazionale Cities for Fit Cycling (in Italia “salvaiciclisti”) è stata lanciata dal Times di Londra in seguito a un grave incidente stradale che ha coinvolto una giornalista del quotidiano britannico mentre stava andando in redazione in bicicletta. In Italia è stata ripresa da 34 cicloblogger in un’iniziativa virale, a cui hanno aderito finora migliaia di cittadini, tanti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo (da Jovanotti a Margherita HackJ) e anche diversi sindaci di piccoli centri e grandi città (come Milano, Torino, Bologna, Reggio Emilia, Firenze, Roma e Napoli) nonché diverse amministrazioni provinciali, come quella di Roma. Sostengono la campagna anche alcune grandi associazioni ambientaliste (come Fiab e Legambiente) e un eterogeneo schieramento di parlamentari ha presentato una proposta di legge per rendere le città più sicure per chi pedala e cammina.

Salvaiciclisti” ha fatto proprie le proposte lanciate dal Times di Londra. Si chiede un’indagine nazionale sulla ciclabilità, la nomina di commissari urbani per realizzare interventi utili alla mobilità dolce, una migliore formazione alla guida per tutti gli utenti della strada, fondi per le infrastrutture (l’obiettivo è una rete di ciclabili e non, come adesso, singoli spezzoni scollegati tra loro), l’obbligo di vincolare il 2% delle risorse destinate alla rete stradale a interventi per favorire la ciclabilità. Inoltre si sollecita l’approvazione di norme che rendano più sicuri gli incroci e la circolazione dei mezzi pesanti che si muovono in città (che devono essere dotati di sensori e barre di sicurezza per evitare che i ciclisti finiscano sotto le ruote). In cima a tutto c’è la moderazione della velocità: 30 km/h deve essere il limite nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili. Ovviamente le proposte inglesi devono essere adattate alla realtà italiane, purtroppo peculiare: per questo “salvaiciclisti” chiede da subito una più rigida attuazione delle norme del Codice della Strada, a partire dalla sosta selvaggia per arrivare al mancato rispetto dei limiti.

Le Capitali europee ospiteranno in contemporanea le due manifestazioni nazionali per la sicurezza di chi usa la bici per i suoi spostamenti quotidiani e per sollecitare una mobilità più slow, più rispettosa delle regole, meno aggressiva, meno pericolosa e meno invadente. E’ la prima volta in assoluto che due grandi metropoli continentali condividono l’esigenza (e la portano in piazza) di un’iniziativa trasversale per migliorare la libertà di movimento di tutti gli utenti della strada. L’appuntamento è ai Fori Imperiali (ore 15). Il scelta su questo luogo è dovuta a vari motivi. E’ sicuramente un palcoscenico internazionale, è l’area archeologica più importante del mondo al cui interno c’è il monumento italiano più visitato, il Colosseo. E’ uno dei biglietti da visita della città, un posto molto amato dai romani. Gli stranieri si sorprendono nel vedere che l’area archeologica è tagliata in due da un’arteria a forte traffico, mentre i romani attendono da 32 anni il completamento del piano del sindaco Petroselli del 1980 che prevedeva la completa chiusura al traffico della zona. “Salvaiciclisti farà vedere come possono essere i Fori liberi dal traffico e, tra le richieste, c’è la definitiva ciclopedonalizzazione di questa parte importante della città”. In bicicletta, a piedi, coi pattini o col monopattino, col trasporto pubblico, con lo skateboard, sui trampoli, col passeggino o il risciò… Venite col veicolo che volete (basta che non sia a motore). Ma partecipate in tanti. Per cambiare strada c’è bisogno di tutti. Negli ultimi 10 anni, sono stati ben 2.556 i ciclisti che hanno perso la vita sulle nostre strade. Pedoni e ciclisti, insieme, rappresentano un quarto del totale delle vittime della strada. C’è un morto ogni 109 incidenti stradali che coinvolgono veicoli a motore. E c’è invece un morto ogni 59 incidenti tra una bicicletta e un veicolo a motore.

Le grandi aree metropolitane rappresentano una quota elevata dell’incidentalità nel suo complesso (Roma 8,7%, Milano 5,7%, Genova 2,3% e Torino 1,8% sono le più pericolose). Qualunque sia la dinamica dell’incidente, la possibilità di sopravvivere per chi va a piedi o in bici è legata alla velocità dei mezzi a motore: per ciclisti pedoni l’impatto con un auto a 30 all’ora equivale alla caduta libera da tre metri d’altezza. Investire una persona a 50, a 75 o a 100 all’ora equivale a spingerla giù dal balcone del terzo, del settimo o del tredicesimo piano di un palazzo.  “Salvaiciclisti” vuole cambiare strada, vieni anche tu!

di Salvatore Verde

Bambino naturale in un family camp

Posted by Licia Esposto On aprile - 18 - 2012 1 COMMENT

Oggi vorrei parlarvi di un sito molto interessante rivolto al mondo della natura e dei bambini, www.bambinonaturale.it, che nasce su Internet con l’intento di affrontare i temi legati al mondo dei più piccoli in una prospettiva diversa, lontana dagli interessi industriali e commerciali, tipici del mondo moderno.

Un sito web voluto per offrire ai genitori, attraverso news, rubriche di approfondimento e forum di discussione, spunti di riflessione che possano aiutarli a scegliere in modo consapevole circa l’alimentazione, la salute e la crescita dei propri figli in un mondo dove è sempre più difficile barcamenarsi.

L’autrice di Bambino naturale, Anita, ha il desiderio di far circolare il più possibile il sapere tradizionale, ormai relegato nel dimenticatoio, coniugato con le ricerche più recenti nel campo della fisiologia, della psicologia, della puericultura. Il tutto con l’auspicio di mettere più donne possibile nelle condizioni di vivere con consapevole letizia e con meno ansia tutti i momenti della relazione con i figli.

Nei nostri tempi moderni troppo spesso si dimentica  la relazione innata e naturale che esiste tra genitori e figli, così come si vive con poca naturalezza la maternità e il parto, Bambino Naturale vuole dare spunti e suggerimenti per ristabilirla.

Questa settimana Bambino Naturale ci parla di un evento affascinante, che si terrà in un bellissimo agriturismo a Fanano, nell’appennino modenese, a 1200 m., tra boschi di larici e faggi, in mezzo a cavalli e animali della fattoria.

Si tratta di un family camp organizzato da Elena Balsamo, omeopata, esperta in pediatria preventiva e neonatologia, che si occupa da anni di etnopuericultura, e tenuto dallo straordinario story teller nativo americano Manitonquat.

Manitonquat insegnerà alle famiglie il significato del cerchio: “In un cerchio non c’è più basso o più alto, non c’è un ordine gerarchico per quanto concerne il potere o la proprietà; tutti sono uguali, vengono rispettati e trattati nello stesso modo”.

L’obiettivo principale del camp è quello di sperimentare e riscoprire la vita della “tribù” fondata sulla Via del Cerchio.

L’occasione unica di trascorrere giornate intense a contatto con la natura, per riscoprire le capacità innate in tutti noi, figli e genitori, di ascolto e accoglienza, e apprendere il valore della condivisione e del rispetto dell’altro e del mondo intorno a noi.

di Licia Esposto

Si chiude la XXIII edizione del Treno Verde

Posted by Salvatore Verde On aprile - 18 - 2012 Commenti disabilitati

 

Città grandi e piccole soffocate da aria malsana, troppe macchine e troppo asfalto. Roma e Milano, le città più critiche, dove i valori delle polveri sottili due giorni su tre hanno superato il valore limite stabilito dalla normativa vigente per la protezione della salute umana. Anche le centraline delle Arpa riportano l’allarme mal’aria: a meno di 4 mesi dall’inizio del 2012 sono già 39 i capoluoghi off-limits per aver superato  il bonus di 35 giorni di superamento della concentrazione massima media giornaliera di PM10 concesso dalla legge in un anno.

A guidare la classifica delle città italiane più inquinate troviamo Parma e Cremona, entrambe a quota 70 superamenti, seguite da Alessandria e Vicenza con 68  giorni. Riappare anche il fantasma del benzene, con valori fuori legge in quattro città su otto. Ma lo smog non è il solo pericolo: la vertenza inquinamento acustico coinvolge tutte le città monitorate. Le più assordanti: Roma, Napoli, Genova e Milano. Questo il quadro complessivo presentato a conclusione della ventitreesima edizione del Treno Verde, la grande campagna di rilevamento dell’inquinamento atmosferico ed acustico nelle città italiane, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power e di Legambiente. Trentadue giorni sui binari, otto città monitorate, (Potenza, Napoli, Roma, Grosseto, Genova, Milano, Venezia, Ancona), migliaia di cittadini e circa diecimila alunni coinvolti e informati sui temi della mobilità sostenibile, dell’inquinamento atmosferico e acustico, del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili.

In tutte le città dove ha fatto tappa, il Treno Verde  ha rilevato i dati relativi alla qualità dell’aria e dei livelli di rumore grazie alle attività del Laboratorio mobile della Struttura Operativa Laboratori di Prove e Misure di Rete Ferroviaria Italiana. Il convoglio è stato uno spazio itinerante dove riflettere ed incontrarsi, confrontarsi e capire che le possibilità per costruire città migliori, più vivibili e più sostenibili sono già qui, ma è necessario un impegno congiunto da parte di Amministrazioni Comunali, Regioni, cittadini e associazioni attive sul territorio, per invertire la tendenza che vede le nostre città indietro rispetto ai criteri ambientali richiesti anche dall’Unione Europea. Non solo PM10. A riportare ancora una volta l’attenzione al problema del traffico e dello smog cittadino è il dato sul benzene, che un giorno su tre a Napoli e Genova e due giorni su tre a Roma e Milano, ha superato il limite disposto per legge come massima media annuale.

Si tratta di un inquinante ormai meno presente nelle città italiane ma molto pericoloso per la salute dei cittadini perché cancerogeno, attribuibile al traffico veicolare sempre più invasivo. Insieme allo smog, altra nota dolente nel nostro Paese è sicuramente l’inquinamento acustico che, dal punto di vista sanitario, meriterebbe la stessa attenzione riservata alle polveri sottili ed agli altri inquinanti atmosferici. I dati del monitoraggio del Treno Verde lanciano un messaggio ben preciso: in ognuna delle otto città visitate dal convoglio ambientalista sono stati registrati decibel oltre la norma di legge, sia di giorno che di notte. I decibel più alti sono stati riportati a Roma, Milano, Genova e Napoli.  Gli effetti sulla salute e sulla vivibilità delle città sono evidentemente negativi, tuttavia, la complessa normativa italiana in materia di inquinamento acustico  (Legge Quadro 447/95, D.p.c.m. 14/11/1997 e D.p.r. 142 del 30/03/2004), in vigore già da alcuni anni, rimane per lo più sulla carta. E’ allarmante che la percentuale di popolazione che ricade sotto un piano di zonizzazione acustica non arrivi nemmeno al 50%, pari al 42,9% dei comuni e al 37% del territorio nazionale.

Il problema rumore, ampiamente sottovalutato, necessita senza dubbio di maggiore attenzione e di interventi incisivi a livello nazionale. Bisogna adoperarsi per diffondere  in tutti  i Comuni  misure anti-rumore: a partire dalle zonizzazioni acustiche, dove mancano, ma anche attraverso campagne di monitoraggio mappature e piani di risanamento, strumenti che dovranno assolutamente divenire una priorità di tutti i centri urbani italiani. “Puntando su soluzioni adeguate, le città possono essere il fulcro di un cambiamento sostenibile – afferma Rossella Muroni, Direttrice Generale di Legambiente -. Per quanto riguarda la mobilità urbana, la proposta di Legambiente punta ad un obiettivo riassumibile nella formula 30-30-30. Il traguardo da proporre, per il 2020 è quello di portare al 30% sul totale la percentuale di spostamenti in bicicletta in ambito urbano, trasformare in corsia preferenziale almeno il 30% della rete del servizio di trasporto pubblico locale di superficie, ampliare le zone 30, le Ztl e le isole pedonali. Il Treno Verde anche quest’anno ha girato in lungo e largo la Penisola -, conclude Muroni -, portando nelle città in cui ha fatto tappa, buone pratiche ed esperienze concrete che hanno dimostrato conseguenze positive sia nella qualità ambientale dei centri urbani che nella qualità della vita dei cittadini. Siamo convinti che il cambiamento sia possibile e replicabile, vogliamo guardare al futuro e cambiare il presente”.

L’inquinamento atmosferico e acustico delle principali città italiane – sostiene Lorenzo Radice, responsabile Politiche Ambientali di Ferrovie dello Stato Italiane – ha raggiunto ormai da tempo livelli preoccupanti, confermati dalla campagna di monitoraggio del Treno Verde. E sappiamo che il settore dei trasporti ha pesanti responsabilità in tal senso. Solo un riequilibrio modale, dall’auto privata verso il trasporto su ferro e le altre modalità di trasporto collettivo, oltre alle biciclette, può portare a una riduzione importante dei livelli di inquinamento nelle grandi città. Per realizzare un cambiamento così significativo, come Ferrovie Italiane siamo impegnati a migliorare e potenziare i nostri servizi,  ma sono anche, e soprattutto, necessarie scelte politiche che inducano a preferire modalità di trasporto sempre più ecocompatibili”.

di Salvatore Verde

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