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L’arte della critica. Come disapprovare senza offendere

By   /   19 Febbraio 2021  /   Commenti disabilitati su L’arte della critica. Come disapprovare senza offendere

Una delle abilità sociali più difficili da imparare è saper fare ed accettare le critiche. Spesso siamo vittime delle critiche che ci feriscono profondamente, oppure il risultato della nostra critica è una persona “offesa”. Addirittura molti di noi si chiedono se ne vale la pena criticare perché molte volte si finisce per discutere più del dovuto? Qual è il vero obiettivo della critica e come possiamo farlo in modo costruttivo?

Diversi comportamenti delle persone provocano in noi reazioni diverse; infatti alcuni comportamenti ci piacciono, ad altri siamo indifferenti e alcuni non ci piacciono. Quando ci piacciono poco i comportamenti degli altri, di solito li tolleriamo e siamo pazienti. La stessa parola “pazienza” riconduce al latino pati che indica sopportare, soffrire, tollerare perciò anche se non reagiamo, “soffriamo in silenzio”. Tuttavia, se non ci piacciono tanto le azioni degli altri, se le consideriamo minacciose e ingiuste o se sono inaccettabili per qualche altro motivo, possiamo chiedere all’altra persona di cambiare il suo comportamento. Infatti, la critica non è altro che una richiesta da parte di una persona nei confronti dell’altra di cambiare il comportamento.

È importante quello che diciamo agli altri ma ancora più importante è il modo in cui lo diciamo. Ecco perché l’arte della critica è un’abilità sociale che viene appresa e sviluppata per tutta la vita.

È utile sapere che la legge di causa-effetto non può essere applicata nelle relazioni e nella comunicazione tra le persone. La critica non può costringere un altro a cambiare il suo comportamento. Ognuno di noi è responsabile delle proprie valutazioni, decisioni e azioni, nonché delle conseguenze che ne derivano. Poiché ognuno è “padrone di sé stesso”, la nostra critica è in realtà un invito a un’altra persona a pensare alle sue azioni e a cambiare qualcosa. Di solito si invita l’altro a rinunciare ad un determinato comportamento e a non ripeterlo in futuro.

La capacità di critica parte dal fatto che la critica deve essere sempre rivolta al comportamento della persona, a ciò che sta facendo o ha fatto, e mai alla persona stessa. Ad esempio possiamo dire “non va bene come hai scritto il tuo compito”, “non mi piace come hai cucinato la pasta”, “mi da fastidio quando alzi la voce.” Quando la critica invece è diretta verso una persona, essa è percepita come un’etichetta negativa come ad esempio quando diciamo “sei pasticcione”, “sei un pessimo cuoco” oppure “sei arrogante”. In questo caso è molto probabile che la persona percepirà la critica come un segno di disprezzo e si sentirà offesa. Di conseguenza non dimostrerà un atteggiamento di riflessione e cambiamento ma piuttosto di difesa e opposizione.

Quanto più accuratamente e concretamente viene descritto il comportamento indesiderato, tanto più chiaro sarà per la persona come non dovrebbe agire. Siccome molte persone non distinguono la critica rivolta verso la persona, da quella orientata verso il suo comportamento è opportuno ricordare loro che la vostra osservazione è rivolta verso il comportamento, senza nessuna intenzione di ferire la persona. È sempre spiacevole criticare ed essere criticati ma è giusto che la critica provochi un certo malessere che motiva la persona a cambiare.

Lo scopo della critica è che l’altra persona capisca e accetti che ha sbagliato e che cambi il suo comportamento. Siccome le persone sono diverse, non possiamo criticare tutti allo stesso modo. Prima di esprimere la critica dobbiamo comprendere la persona in una data situazione e avere molta sensibilità nell’esprimere il nostro pensiero. È importante quello che diciamo agli altri ma ancora più importante è il modo in cui lo diciamo. Ecco perché l’arte della critica è un’importante abilità sociale che viene appresa e sviluppata per tutta la vita.

di Jelena Forese

Jelena Forese, laurea magistrale in Psicologia ed un lungo percorso in Analisi Transazionale. Oggi si occupa di Psicologia positiva ed esercita la professione come Coaching nell’Età Evolutiva. E’ Coach Certificato e Certified coaching by values practitioner.Psicologa e Family coach . www.jelenaforese.com

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