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Festa nazionale del gatto

By   /   17 Febbraio 2021  /   Commenti disabilitati su Festa nazionale del gatto

In Italia il 17 febbraio si celebra la Festa Nazionale del Gatto, una tradizione ormai trentennale, iniziata nel 1990 dalla giornalista Claudia Angeletti che propose un referendum tra lettori della rivista “Tuttogatto” per stabilire il mese e giorno.

Furono scelti quelli proposti dalla signora Oriella Del Col che indicò Febbraio perché è il mese dell’Acquario, degli spiriti liberi e anticonformisti come i gatti, e poi anche perché nella tradizione popolare era il mese dei gatti e delle streghe. Il giorno 17 invece fu proposto per cancellare la credenza che lo lega alla sventura, e ai gatti, tant’è che ancora oggi in alcune parti d’Italia sopravvive la superstizione che incontrare o tagliare la strada ad un gatto nero porti sfortuna. La brutta fama del numero 17 deriva dal fatto che nella numerazione romana si scrive XVII, che anagrammata si può trasformare in VIXI cioè “vissi” o “sono morto”, ma per il gatto il 17 potrebbe interpretarsi come “1 vita per 7 volte”, per questo si dice che il gatto ha 7 vite.

Nel mondo, invece, la data della Festa del Gatto è diversa da Paese a Paese, anche se nel 2002 the International Fund for Animal Welfare (IFAW) fissò come World Cat Day l’8 agosto.

Nel tempo il gatto ha alternato momenti di gloria a malasorte. Venerato presso gli antichi egizi al punto che la divinità Bastet, dea della casa, dei gatti, delle donne, della fertilità e delle nascite, aveva il corpo di donna e il viso di gatto. Nella mitologia greca era anche nota come Ailuros (dal greco áilouros, gatto). Anche presso i romani i gatti godevano di protezione e sono presenti in alcuni mosaici di Pompei. Persino Maometto fu salvato dal morso di un serpente dalla gatta Muezza

Poi nel Medioevo il gatto fu associato alle streghe, reincarnazione del diavolo, tanto che nel 1233 papa Gregorio IX che nella BollaVox in Rama” riconobbe i gatti, specialmente quelli neri, come animali satanici e papa Innocenzo VIII nel 1484 li dichiarò animale del diavolo e di tutte le streghe, scomunicandolo, I gatti subirono una vera e propria persecuzione e venivano bruciati al rogo con le streghe, nella notte di San Giovanni. Ma la carenza di gatti fece proliferare i topi e con essi il diffondersi della peste.

Il gatto fu riabilitato nel Rinascimento. In età barocca trovò spazio nell’arte, e infine nell’Ottocento diventò anche l’unico soggetto del quadro per la sua eleganza mista a tenerezza.

Oggi il gatto è un animale da compagnia, considerato vero e proprio membro della famiglia, amato dal 53% degli italiani. Infatti, tra i 32 milioni di animali domestici, il gatto è al secondo posto (7,5 milioni), dopo gli uccelli (12,5 milioni). I cani sono al terzo posto con 7 milioni. Inoltre, stando allo studio Assalco-Zoomark del 2019, in Italia il mercato degli alimenti per gatti fa girare ogni anno 1.089 milioni di euro.

di Vito Di Ventura

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