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Zeno Colò conquista la medaglia d’oro ai Giochi olimpici invernali

By   /   16 Febbraio 2021  /   Commenti disabilitati su Zeno Colò conquista la medaglia d’oro ai Giochi olimpici invernali

Il 16 febbraio 1952, alla VI edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Oslo, Zeno Colò conquistò la medaglia d’oro nella discesa libera

Nato nel 1920, iniziò a gareggiare all’età di 14 anni e a 15 era già nella nazionale. Coinvolto nel conflitto mondiale, subendo in seguito anche la prigionia, fece parte della Pattuglia Sci Veloci, a Cervinia, insieme al suo maestro Gigi Panel.

Nel 1947 riprese a gareggiare e lo stesso anno, sul Piccolo Cervino, stabilì il nuovo record del mondo sul chilometro lanciato scendendo alla velocità di 160 chilometri orari. Record che rimase imbattuto per ben 17 anni. Fu il precursore della “posizione a uovo alto” che ancora oggi tengono i discesisti per ridurre l’attrito aerodinamico, ma, a differenza dei suoi successori, Colò usava sci di legno e non indossava il casco.

Dopo la guerra, le Olimpiadi ripresero nel 1948 a St. Moritz. In quella edizione Colò si piazzò al 14° posto nello slalom speciale e, per una caduta non terminò la discesa libera, ma si rifece vincendo la discesa di Lauberhorn. Nel 1949 vinse la discesa e la combinata dell’Ariberg-Kandahar e lo slalom speciale del Lauberhorn, che vinse anche nel 1950.

Sempre nel 1950 fu il protagonista dei Mondiali di Aspen, negli Stati Uniti: fu 1° nella discesa libera e nello slalom gigante, guadagnando il 2° posto,  a soli 3’’ dallo svizzero Georges Schneider. Con queste vittorie Colò divenne il primo italiano a vincere la discesa libera ai Mondiali, e anche il primo campione mondiale della storia nello slalom gigante, disciplina che venne introdotta proprio in quell’edizione. Dopo i Mondiali, Colò rimase in Nordamerica vincendo i Campionati nordamericani.

Alle Olimpiadi del 1952 a Oslo, all’età di 32 anni, Zeno Colò si posizionò al 4° posto nello slalom gigante, disputatosi il 15 febbraio, ma il giorno dopo vinse la discesa libera conil tempo di 2’30″8, e3 giorni dopo sfiorò ancora il podio in slalom terminando nuovamente . Quella Olimpiade fu impreziosita dal 3° posto dei Giuliana Minuzzo in discesa libera femminile.

Dopo le Olimpiadi di Oslo fu ritenuto professionista e nel 1954 la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), lo squalificò e, pertanto, non poté partecipare alle gare successive. La squalifica suscitò un’ondata di proteste e decretarono la fine della sua carriera agonistica internazionale, che continuò a livello nazionale fino al 1956. Ai Campionati italiani di sci alpino conquistò complessivamente 29 medaglie: 9 in discesa libera, 4 in slalom gigante, 10 in slalom speciale e 6 in combinata.

Lasciate le gare, diventò maestro di sci presso l’Abetone. Fu tra i promotori della Società Funivie Abetone e della costruzione della prima ovovia. Nel 1973 disegnò 3 piste da sci che scendono da Monte Gomito, che da lui prendono il nome di Zeno 1 (nera), Zeno 2 e Zeno 3 (rosse). Fu anche direttore della scuola di sci di Madesimo (Sondrio).

Nel 1989 la FISI revocò la squalifica e nel 1991 gli conferì la medaglia d’oro. Nel 2015, una targa a lui dedicata fu inserita nella Walk of Fame dello sport italiano a Roma. Zeno Colò, uno degli sciatori italiani più forti di tutti i tempi, morì nel 1993 di tumore ai polmoni.

di Vito Di Ventura

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