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La differenza tra la punizione e la disciplina. Una discrepanza epocale

By   /   5 Febbraio 2021  /   Commenti disabilitati su La differenza tra la punizione e la disciplina. Una discrepanza epocale

Come ben sappiamo nessuno di noi è nato genitore ma lo è diventato imparando direttamente sul campo. Quando nasce il primo figlio, generalmente facciamo riferimento ai nostri genitori/educatori come modelli da copiare. Grazie ai nostri vissuti decidiamo se vogliamo replicare oppure no i metodi educativi utilizzati da loro.  Quanto i vostri metodi assomigliano ai quelli dei vostri genitori? Cosa vi differenzia da loro? Riflettendoci insorgono molti dubbi, perplessità e paragoni. I cambiamenti storici e sociali hanno influito anche sugli stili educativi e soprattutto sulla scelta tra le due strategie: la punizione e la disciplina.Il termine educazione deriva dal termine latino educere che significa condurre fuori, liberare, qualcosa che è nascosto. Ogni genitore ha il compito di “far venire alla luce” le migliori qualità del proprio figlio ma sa istintivamente che la disciplina è necessaria durante processo dell’educazione. Purtroppo molti genitori ed esperti scambiano la disciplina con la punizione e usano i due termini intercambiandoli quando devono correggere un comportamento. Realmente i due significati sono molto diversi tra loro.

Punizione è qualcosa che abbiamo radicato dentro di noi a partire dalla nostra tenera età dove un misfatto meritava un po’ di giustizia. Il malfattore deve sentire le conseguenze del comportamento vietato. Solitamente si utilizzava una punizione per “fargli pagare”, come una sculacciata oppure un commento offensivo (“stupido”, “cretino” …). Certamente mai vorreste infliggere un male concreto a vostro figlio ma consciamente o inconsciamente volete assicurarvi che non ripeterà più il comportamento inaccettabile. La punizione è una tattica che colpevolizza l’altro e provoca in lui/lei vergona e dolore (fisico/psichico).

Il termine educazione deriva dal termine latino educere che significa condurre fuori, liberare, qualcosa che è nascosto.

Il risultato della punizione è la sottomissione da parte del più debole e tanta paura. Il problema è che la punizione non crea un cambiamento a lungo termine perché non invita il colpevole a riflettere sull’azione. Piuttosto il bambino si chiude in sé stesso e in un atteggiamento di auto-difesa. Invece di apprendere, il bambino si focalizza su come evitare le punizioni in futuro. Per questa ragione i bambini che sono educati utilizzando le punizioni tendono a raccontare molte bugie. Alla fine quale bambino confessa il misfatto sapendo che lo aspetta la punizione?

La disciplina invece è la modalità più positiva ed efficace per rispondere ai comportamenti sbagliati. Essa deriva dal termine latino discipulus, cioè discepolo colui che studia e impara. Invece di applicare la punizione, cioè la reazione negativa al comportamento inaccettabile, vogliamo trasformare il comportamento sbagliato in un’occasione di apprendimento. Grazie alla disciplina facciamo capire al bambino di prendersi la responsabilità per la propria azione e di accettare le conseguenze preannunciate. Lo scopo della disciplina è insegnare al bambino a fare le scelte migliori in futuro e sapersi comportare nella società odierna. Disciplinando il figlio con le rispettive conseguenze ci assicuriamo che non ripeterà più un certo comportamento in quanto gli abbiamo permesso di scegliere ma anche ad imparare, senza terrorizzarlo con le punizioni oppure umiliandolo.

La disciplina invece è la modalità più positiva ed efficace per rispondere ai comportamenti sbagliati.

Lo scopo dei genitori è di educare i bambini a saper scegliere comportamenti giusti a lungo termine e diventare adulti responsabili e capaci di convivere civilmente nella società.  Anche se bambini non amano particolarmente le regole, grazie alla disciplina imparano a rispettarle, mantenendo la propria dignità e rispetto. La disciplina NON utilizza punizioni corporee, umiliazioni e colpevolizzazioni ma piuttosto le conseguenze preannunciate. Le norme sociali sono cambiate drasticamente negli ultimi decenni. Siamo passati dalle modalità autoritarie a quelle più democratiche. Questi cambiamenti nella società hanno influito direttamente anche sulle modalità di educazione. Per questo motivo “lo sguardo” piuttosto che la frase “perché ho detto così” non funziona più con i bambini di oggi. Anche le famiglie sono diventate più democratiche dove tutti membri hanno pari diritti alla parola e rispetto reciproco. Perciò se i vecchi metodi non funzionano più non significa che i bambini oggi sono “peggiori” oppure “irrispettosi” ma semplicemente hanno una prospettiva diversa.

di Jelena Forese

Jelena Forese, laurea magistrale in Psicologia ed un lungo percorso in Analisi Transazionale. Oggi si occupa di Psicologia positiva ed esercita la professione come Coaching nell’Età Evolutiva. E’ Coach Certificato e Certified coaching by values practitioner.Psicologa e Family coach . www.jelenaforese.com

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