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Muore a Milano Giuseppe Verdi

By   /   27 Gennaio 2021  /   Commenti disabilitati su Muore a Milano Giuseppe Verdi

Il XX secolo, come rappresentato nelle prime scene del film “Novecento” di Bernardo Bertolucci, iniziò con la morte, il 27 gennaio 1901, del grande Maestro Giuseppe Verdi. Aveva 88 anni.

La scelta non poteva essere più emblematica per segnare la demarcazione  tra la fine di un’epoca, l’Ottocento, di grandi trasformazioni sociali, politiche, culturali ed economiche, e l’inizio d’un altro, il Novecento, che si caratterizzerà soprattutto per le sue 2 guerre mondiali. La spensieratezza e la voglia di vivere della Belle Époque e melodie della musica classica contrapposte e sostituite da quelle dei cannoni e delle devastazioni fisiche e interiori.

L’Italia nell’Ottocento compì la parabola evolutiva che dalla nascita degli ideali di libertà, passando attraverso i moti rivoluzionari, giunse alla liberazione dal dominio straniero fino al raggiungimento dell’Unità (1861). 

Giuseppe Verdi (1813) più d‘ogni altro seppe interpretare lo spirito storico del suo tempo, mettendone in musica gli ideali e le speranze. Il suo “Và pensiero, sull’ali dorate”, il coro degli schiavi ebrei del Nabucco, in pieno Risorgimento rappresentò quel simbolo patriottico e dell’unità del Paese che gli italiani aspettavano. L’aver interpretato questi sentimenti lo rese popolare.

Su insistenza di Cavour, Verdi si candidò alla Camera del primo Parlamento Italiano e fu Deputato per 5 anni, dal 1861 al 1865, e nel 1874 nominato Senatore. 

Verdi dominò per oltre 50 anni la scena del melodramma italiano, componendo opere di ineguagliabile valore come il Nabucco, Rigoletto, la Traviata, il Trovatore, i Vespri siciliani, Macbeth, l’Otello e l’Aida, e molte altre, chiudendo la sua creatività artistica con il Stabat Mater, e il Tedeum, che fanno parte dei Quattro pezzi sacri, tra cui l’Ave Maria e Laudi alla Vergine.

Si spense dopo 6 giorni di agonia nella sua camera del Grand Hotel Et De Milan, nella stessa semplicità con la quale aveva vissuto, circondato dall’affetto degli amici più cari e dall’amorevole riguardo di tutti i milanesi che, onde evitare rumori che potessero infastidirlo, avevano coperto di paglia via Manzoni, dove affacciava la finestra.

Nonostante avesse espresso la volontà di un funerale intimo e modesto, una folla enorme e silenziosa accompagnò il feretro fino alla chiesa di San Francesco di Paola e poi al cimitero Monumentale. Una tomba provvisoria, poiché, per volere del Maestro,in seguito, la sua salma e quella della moglie Giuseppina Stoppani vennero definitivamente traslate nella Casa di Riposo per Musicisti, fondata dallo stesso Verdi. Il suo volto fu effigiato sulle banconote da 1.000 Lire dal 1960 ai primi del 1980.

Oggi ricorrono 120 anni dalla sua morte e numerose saranno in tutta Italia le celebrazioni per ricordarlo, tra cui quelle nella sua città natale Busseto (PR) (di cui Roncole è una frazione) e presso la Casa della Musica di Prato dove verrà presentata la prima sezione della mostra permanenteVerdianamente”, realizzata dall’Associazione “Perché viva Verdi”.

di Vito di Ventura

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