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Ian Hutchinson: Il pilota dei miracoli

By   /   22 Gennaio 2021  /   Commenti disabilitati su Ian Hutchinson: Il pilota dei miracoli

Se si pensa al cliché del motociclista rozzo, cattivo e strafottente, Ian Hutchinson è completamente l’opposto. Con la faccia da bravo ragazzo, timido e introverso, il pilota inglese sembra quasi fuori posto tra i paddock. In più lo vedi trascinarsi quasi a forza, zoppicante, come se dovesse cadere da un momento all’altro, con indosso una tuta che lo fa sembrare ancora più impacciato. Nessuno potrebbe mai solo immaginare quello che ha passato questo ragazzo. Una vera forza della natura mista a caparbietà e amore incredibile per le corse.

Nel 2010 Hutchinson arriva a partecipare al Tourist Trophy (TT) dell’isola di Man con due podi l’anno prima. Ci sono i soliti avversari temibilissimi come McGuiness e Martin, ma Ian fa 5 vittorie su 5 gare entrando nella leggenda come unico pilota ad aver vinto tutti gli eventi di un singolo TT.  

Pochi mesi più tardi però succede che, durante una gara della BSB a Silverstone sotto la pioggia, in un incidente alla prima curva, Hutchinson viene travolto da un’altra moto che gli passa sopra la gamba sinistra. Fratture composte a tibia e perone, inoltre il piede è compromesso e la prima diagnosi dopo una corsa in ospedale è amputazione. Il pilota si oppone e chiede di tentare qualsiasi cosa pur di salvare l’arto. Inizia così un’agonia con 16 operazioni nei mesi successivi.

Ian sa che il piede non tornerà mai come quello di prima ma comincia comunque un lungo lavoro di riabilitazione in palestra e con una bici modificata per facilitare la pedalata della gamba sinistra. Il suo principale obiettivo è tornare in sella ed essere di nuovo competitivo.

Nel 2011 il ritorno al GP di Macau, arriva terzo dopo un anno e mezzo dal pauroso incidente e rischio amputazione. Un vero e proprio miracolo. Sembra che tutto stia andando per il meglio ma durante la preparazione fisica per l’anno successivo, una banale caduta lo fa tornare di nuovo sotto i ferri. Altre viti, nuovi innesti di epidermide e Ian torna in sella solo 6 mesi dopo con una moto fatta apposta per lui: cambio a destra e freno posteriore a leva sul manubrio. Decimo posto in Superbike e settimo in Supersport

Ma Hutchinson non si accontenta di fare la comparsa, lui vuole vincere. Nuova operazione, nuovo stop di un anno e mezzo, il numero delle operazioni dall’inizio del calvario è salito a 30. Il ritorno alle corse è però travolgente: prima vittoria in carriera a Macau e tripletta al TT del 2015. Per i media britannici è il più grande ritorno nella storia dello sport e per tutti noi una grande lezione di volontà e resilienza, quel “Never give up” che ognuno dovrebbe prendere come esempio.

di Andrej Surace

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