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La prima de Il Trovatore di Giuseppe Verdi

By   /   19 Gennaio 2021  /   Commenti disabilitati su La prima de Il Trovatore di Giuseppe Verdi

Il 19 gennaio 1853 venne rappresentato per la prima volta il“Trovatore” di Giuseppe Verdi al Teatro Apollo di Roma.

Il libretto fu scritto dal poeta napoletano Salvatore Cammarano, con il quale Verdi aveva lavorato da Parigi, dove assistette alla rappresentazione teatrale della “Signora delle Camelie” di Alessandro Dumas figlio, da cui trarrà ispirazione per “La Traviata”.

Purtroppo, appena terminato il libretto, nel 1852 il Cammarano morì prima che l’opera fosse presentata e il libretto fu sistemato dal suo giovane collaboratore Leone Emanuele Bardare, accogliendo alcune modifiche volute dal maestro.

La prima de “Il Trovatore” fu un grande successo anche per merito di un cast eccezionale: il tenore Carlo Baucardé (Manrico), il soprano Rosina Penco (Leonora), il mezzosoprano Emilia Goggi (Azucena) e il baritono Goivanni Guicciardi (Conte di Luna).

“Il Trovatore” è un dramma in 4 atti e 8 quadri, tratto dalla tragedia “El Trovador” di Antonio Garcia Gutiérrez, ambientato in Spagna al principio del secolo XV, che racconta ardenti passioni come l’amore, la gelosia, la vendetta, l’odio e la lussuria

La trama. Per vendicarsi della morte di sua madre, Azucena rapisce il fratello più piccolo del Conte di Luna (Manrico) per ucciderlo, ma per sbaglio uccide suo figlio. Crescendo il Conte e Manrico s’innamorano della stessa donna, Leonora , dama di corte della Principessa d’Aragona. In un duello tra i due innamorati, vince Manrico che resta ferito. Azucena confessa a Manrico la verità sulle sue origini, mentre Leonora, credendo Manrico morto, decide di farsi suora

Manrico rapisce Leonora e sta per sposarla quando viene a sapere che la madre Azucena è stata catturata e riconosciuta da Fernando, capitano delle guardie, condannata a morte. Manrico corre a salvare la madre ma viene catturato. Leonora per salvargli la vita si promette al Conte, ma poi si avvelena. Leonora va da Manrico in carcere, ma questi avendo intuito il prezzo della sua liberazione la rifiuta. Nel frattempo il Conte consapevole d’essere stato raggirato, condanna Manrico a morte e solo dopo la sua morte, Azucena, la zingara della boscaglia, gli confessa la verità, che si trattava di suo fratello.

“Il Trovatore”, insieme a “Rigoletto“ e “La Traviata”, fa parte della cosiddetta “trilogia popolare”.

di Vito Di Ventura

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