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29 anni fa l’eccidio di Podrute

By   /   7 Gennaio 2021  /   No Comments

Il 7 gennaio 1992 un elicottero AB-205 dell’allora Aviazione Leggera dell’Esercito, in missione per conto della Comunità Europea (European Community Monitor Mission – E.C.M.M.), veniva abbattuto da un Mig-21 jugoslavo, causando la morte dei 5 membri dell’equipaggio, di cui 4 militari italiani ed 1 francese.

2 elicotteri, un Augusta Bell-205 e un Augusta Bell-206, decollarono dall’aeroporto di Belgrado e poi da quello ungherese di Kaposvar in direzione di Zagabria, con a bordo militari e personale incaricato di svolgere le attività di monitoraggio del “cessate il fuoco” per conto della Comunità Europea che, sul finire del 1991, aveva avviato una missione di osservatori per l’osservanza della tregua tra le opposte etnie.

Il governo italiano aveva aderito alla missione inviando alcuni elicotteri con il compito di garantire il trasferimento degli osservatori e di assicurare il collegamento aereo tra i diversi luoghi del conflitto.

Gli elicotteri, colorati di bianco e la scritta E.C.M.M. sulle fiancate adiacente alla bandiera delle Nazioni Unite, non erano armati e pertanto non partecipavano ad azioni prettamente militari, ed avevano libertà di volo su tutto lo spazio aereo della ex Jugoslavia, secondo gli accordi internazionali sottoscritti dalle parti.

I 2 elicotteri, sotto il controllo aereo di Zagabria, procedevano in formazione. A metà strada tra Koposvar e Zagabria furono intercettati da 2 MiG-21, pilotati da Danijel Borović e Emir SIsic, del 117° Reggimento Aviazione da caccia dell’Aeronautica militare federale iugoslava, levatosi in volo dall’aeroporto militare di Bihac, in Bosnia, con l’ordine di dirigersi verso la zona dove volavano gli elicotteri dichiarati “velivoli non identificati“. 

Quando i caccia li avvistarono, Emir Sisic fece fuoco, colpendo con un missile aria-aria l’AB-205, provocando la morte dell’intero equipaggio, composto dal pilota Enzo Venturini, dal Sergente Maggiore Marco Matta, dai Marescialli Fiorenzo Ramacci e Silvano Natale e dal Maggiore francese Jean Loup Eychenne.

L’AB-206, pilotato dal Tenente Renato Barbafiera, dopo aver lanciato l’allarme al controllo del traffico aereo di Zagabria, riusciva ad evitare il fuoco dei MiG e atterrare indenne in una radura.

Sisic, arrestato 10 anni dopo la tragedia, fu estradato in Italia e condannato per omicidio plurimo aggravato, in primo grado all’ergastolo, pena ridotta in secondo grado a 15 anni. Nel 2006 il governo italianolo consegnò alla Serbia che, nel 2008 lo rimise in libertà.

Dopo 23 anni la Corte d’Assise di Appello di Roma condannò in via definitiva a 28 anni di reclusione per omicidio e disastro aviatorio Dobrivoje Opacic, comandante della base militare di Bihac, e Ljubomir Bajic, comandante del 5° Corpo d’Armata dell’Aeronautica Militare Jugoslava. Inoltre, considerò responsabile la Repubblica Serba, quale Stato successore della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, condannandola al risarcimento dei danni a favore dei familiari dei Caduti.

Ai componenti dell’equipaggio venne concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria. Presso la base del 5° Reggimento AVES “Rigel”, è stato eretto un cippo memoriale, dove ogni anno il 7 gennaio si svolge una cerimonia in ricordo dei caduti.

di Vito Di Ventura

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