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Sars-Cov-2: scoperte due varianti. Quali conseguenze?

By   /   3 Gennaio 2021  /   Commenti disabilitati su Sars-Cov-2: scoperte due varianti. Quali conseguenze?

In questi ultimi giorni si è scritto molto sulla scoperta di 2 varianti del Sars-CoV-2 provenienti dal Regno Unito e dal Sud Africa. In alcuni media si è parlato addirittura di una nuova pandemia ma cosa vi è di reale? Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza in tale senso.

E’ ormai una verità scientifica che tutti i virus, compreso il Sars-CoV-2, mutano naturalmente in media accumulando 1 o 2 mutazione ogni 60 giorni. “Le mutazioni avvengono di solito per eventi casuali con scarso impatto sulle caratteristiche di un virus” afferma la dott.ssa Lucy van Dorp, genetista all’University College di Londra

La stragrande maggioranza delle mutazioni che osserviamo nei genomi di Sars-CoV-2 sono presenti come passeggeri“, continua “Non cambiano il comportamento del virus, vengono semplicemente trasportati. Può succedere però che in alcuni casi un virus modifichi il patrimonio genetico in modo da influire sulla sua capacità di sopravvivere e riprodursi”. 

I ricercatori stanno ora studiando se questo è il caso delle varianti rilevate che sembrano diffondersi in modo insolitamente veloce rispetto al primo virus Sars-CoV-2.  

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le mutazioni analizzate (14 mutazioni che causano un cambiamento nella costruzione delle proteine virali) potrebbero influenzare una più rapida velocità di diffusione del virus. 

Ma come è potuto succedere tutto ciò?

La parziale modifica genetica, secondo gli studiosi, potrebbe essere stata causata dall’infezione del primo virus Sars-CoV-2 in un paziente con un sistema immunitario indebolito che non è stato in grado di combattere il virus permettendogli di persistere nell’organismo per diversi mesi, accumulando mutazioni lungo il percorso. 

Il pensiero corrente è che le mutazione abbiamo avuto luogo nel corso di un’infezione cronica“, afferma il Prof David Robertson dell’Università di Glasgow, che fa parte del Cog UK (Covid-19 Genomics UK Consortium), che ha analizzato la nuova variante. “Una connessione con i visoni è ritenuta altamente improbabile. Non ci sono prove del coinvolgimento di visoni o altri animali” afferma il Prof Robertson. 

La domanda principe che tutto il mondo si sta facendo è: Le mutazioni individuate possono avere implicazioni sull’efficacia dei vaccini? La maggior parte degli esperti lo considera improbabile almeno nel breve periodo mentre nel “lungo termine potremmo dover rivalutare la composizione del vaccino e la sua strategia di somministrazione. Sarà necessario continuare a studiare e monitorare i cambiamenti genetici del virus per contrastarli nella maniera più efficace” ha spiegato ancora la dott.ssa van Dorp.

La battaglia è solo iniziata.

di Maurizio Lupardini

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