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I DILEMMI DEL TRITONE 1: la barca a vela

By   /   22 Dicembre 2020  /   Commenti disabilitati su I DILEMMI DEL TRITONE 1: la barca a vela

Quando un uomo, fino a quel momento solo “animale terrestre” si rende conto della necessità di estendere il proprio territorio oltre il bordo solido del mondo, entrando nell’elemento fluido del mare, inevitabilmente si troverà di fronte a tanti dubbi che turberanno i suoi sonni e quelli di tutto il suo nucleo famigliare. Escludendo le barche a remi di cui abbiamo accennato in un precedente articolo,  il loro studio ma soprattutto l’esame di merito per la scelta e l’accettazione affronteranno  tutti gli aspetti della nautica da diporto.

In questa ricerca del “centro del dubbio”, per individuare in che direzione muoversi, l’influenza dell’equipaggio futuro (cioè i familiari) riveste funzione determinante e può essere prodromo di meravigliose crociere ….in solitario…

Ma vediamo di analizzare uno per uno i vari dubbi, con l’occhio rivolto sempre al modo di sdrammatizzare i conflitti etico-morali. Vela o motore? Deriva fissa o mobile? Scafo tradizionale della barca o gommone semirigido? E poi: Motori entro o fuoribordo? E quanti: 1, 2 o di più?

Andiamoci piano e procediamo per gradi, senza dimenticare che il problema “costi” è a fattor comune determinante. La barca di qualsiasi tipo non è un bene di lusso, ha il costo che le compete per l’uso che se ne vuol fare: una barca spaziosa, abitabile, con tutti gli accessori e le dotazioni costa quello che costa, senza problemi, se i soldi li abbiamo e se non ci fa specie spenderli. Se la spesa rientra tra le nostre possibilità va tutto bene, ma cosa comperare? E che uso ne vorremmo fare?

Il mercato oggi offre tutto, la barca per la famiglia, per il gruppo di amici, la barca da far vedere, la barca come status symbol. Ma la vera barca è quella TUA: quel guscio che ti accoglie e che quando la guardi, quando ci sali, per piccola che sia ti dà l’emozione di essere TU, ora, IL PADRONE DEL MARE!

E quindi ci sali nella tua barca a vela, ci carichi la famiglia, e subito ti rendi conto che per metterci tutti i costumi, asciugamani, creme solari borse con la colazione e bibite, e poi giocattoli dei pargoli, forse avresti dovuto comperarne una molto più grande!

Ma l’entusiasmo non cala, qualche (piccola) discussione in famiglia, due o tre tentativi di riportare in auto le carabattole che consideri inutili, e che non avendole al seguito ti renderanno facile la permanenza a bordo. Ma la soluzione proposta dal tuo equipaggio prenderà il sopravvento: cosa  ne facciamo di spinnaker, gennaker, tormentina, visto che abbiamo randa e fiocco? Scarica le vele in più e carica asciugamani, materassini gonfiabili (già gonfi) e creme solari! Cosa non si fa per una famiglia felice!

Partenza: il motore ausiliario suona “da dio”, pot-pottando si esce del porto e siamo in mare aperto: calma piatta, non una bava di vento! Si arma la randa, anche per far vedere agli altri che un paio di vele le abbiamo, e dopo aver orientato la vela aspetti la brezza che sta scrivendo il mare in lontananza…

I figli intanto hanno tirato fuori la lenza e provano a valutare la resistenza all’annegamento del verme, la moglie si è stesa al sole sulla tuga e comincia la sua agognata seduta di elioterapia e tu ti senti appagato. Finalmente! La bava di vento diventa brezza, la randa comincia gonfiarsi e sai che sta arrivando il tuo momento: la barca si orienta al nuovo refolo, ma l’incanto si rompe:

“Gira la barca!” urla la moglie, “non vedi che la vela mi fa ombra!”; “papà, papà, la lenza si è incattivita sul timone, aiutaci a recuperarla!” Un confuso scoppiettio dentro il tuo cervello ti fa immediatamente capire che le sinapsi stanno cedendo e che inevitabilmente è perfettamente chiaro perché Giovanni Soldini, Szymon Kuczynski e tanti altri preferiscono fare il giro del mondo in solitario!

Ritornando seri, prima di acquistare una barca a vela va data una serena risposta a questa domanda: sei disposto a seguire un corso di navigazione a vela tenuto in modo serio da professionisti rinomati, possibilmente coinvolgendo nel corso tutta la tua famiglia? Se procedi così, alla fine del corso avrai imparato ad amare la vela, a rispettare il mare e se il corso sarà stato condiviso da tutti con passione potrai insieme a loro decidere se e quale barca a vela comperare.

Ricordati che il mercato dell’usato è ricchissimo di offerte che andranno valutate con cura, guardando la barca, fuori e dentro, valutando con cura gli spazi, studiando le parti sopra coperta e soprattutto le condizioni della parte che resterà immersa. Una valutazione del venditore non è sempre attendibile, meglio la visita di un perito non di parte, qualche soldo in più, ma una tranquillità maggiore, e, ricordati che se il perito lo paghi tu, probabilmente è più sincero! Buona fortuna e buon vento!

di Paolo de Wolanski

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