Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Current Article

Serendipity – Il colpo di fortuna

By   /   19 Dicembre 2020  /   Commenti disabilitati su Serendipity – Il colpo di fortuna

Serendipity è una parola che indica il “fare una scoperta fortunata e imprevista” quando si è alla ricerca di qualcosa. Non è un semplice colpo di fortuna, ma è soprattutto la capacità di capire l’imprevista scoperta  nel mentre stai cercando qualcosa di diverso. Il termine “Serendipity” – in italiano “serendipità” – è stato inventato dallo scrittore inglese H. Walpole per il titolo della sua  favola The three princes of Serendip (1754)”, nel quale si narra di tre Principi dell’isola di Ceylon, allora chiamata Serendip, l’odierno stato dello Sri Lanka, che fanno delle fortuite scoperte mentre stanno cercando altro. La serendipità (aggettivo serendipitoso) la si usa in ambito scientifico, ma il fenomeno che definisce accade con grande frequenza anche in contesti diversi. Degli esempi, alcuni famosi, chiariscono meglio il concetto. La storia è piena di esempi di serendipità.

Cristoforo Colombo scoprì l’America per caso, mentre cercava di andare nelle Indie Orientali. Wilhelm Conrad Röntgen, fisico tedesco, mentre lavorava sulle proprietà dei raggi catodici (onde elettromagnetiche/fascio di elettroni), scoprì casualmente i “raggi X”, una radiazione elettromagnetica capace di penetrare gran parte dei materiali. Röntgen sviluppò rapidamente la scoperta producendo la prima radiografia della storia: la mano della moglie che, trasformata in cartolina, inviò come auguri di Natali a molti fisici europei.

Alexander Fleming, medico, biologo e farmacologo britannico, scopri la penicillina per una negligenza. Aveva dimenticato, alla sera, una cultura batterica al di fuori del contenitore adatto La mattina successiva vide che, a tratti, nella capsula di coltura si era sviluppato una muffa (fungo), attorno alla quale i batteri erano morti; il fungo era il Penicillium notatum. Percey Spencer, ingegnere americano, durante la seconda guerra mondiale, mentre stava lavorando alla costruzione di magnetron, parti del radar, si accorse che una tavoletta di cioccolato, vicina all’apparecchio, si stava sciogliendo. Da qui capì che le micro onde generate dal magnetron producevano calore. Il primo forno a microonde, il Radarange fu costruito nel 1947: pesava circa tre quintali e mezzo ed era alto un metro e ottanta. Pfizer, nota compagnia farmaceutica, negli anni ’80 cercava un medicinale vasodilatatore per la cura dell’angina pectoris, dolore toracico provocato dallo scarso afflusso del sangue nelle arterie coronarie. Gli scienziati dell’azienda avevano individuato il Sildenafil come farmaco ad hoc, che aveva dato buoni risultati nella sperimentazione animale, senza effetti collaterali.  Nei primi anni ’90 si passò a alla sperimentazione umana. Non ci furono benefici sull’angina pectoris, ma comparve un inaspettato effetto collaterale. La maggior parte dei pazienti trattati, si rigirava in posizione prona durante la visita delle infermiere. Naturalmente ci si accorse delle improvvise cospicue erezioni. Il Sildenafil non dilatava le coronarie ma i vasi del pene. Si cominciò a produrre la pillola blu (Viagra).

Vogliamo uscire dalla scienza? Nel 2001 è uscito il film statunitense intitolato appunto “Serendipity”, in italiano Quando l’amore è magia – Serendipity, una commedia romantica giocata sul ruolo della casualità e destino nella vita di una coppia.

Se poi entriamo nel quotidiano, abbiamo fatto tutti esperienza di fenomeni di serendipità.  Di recente mi son messo a sistemare i libri in uno scaffale – le librerie, chissà perché, non sono mai in ordine – in cerca del “Barone rampante” di Italo Calvino, un libro una volta amato. Per un paio d’ore ho accumulato pile di libri per terra, ma Calvino niente,  probabilmente prestato. Con gioia, salta fuori invece la copia della Gazzetta dello Sport del 1982 (vittoria ai Mondiali di calcio), anche questa cercata invano qualche tempo prima.  

Negli ultimi anni anche la psicologia si è interessata della serendipità, che considera come una predisposizione all’accoglimento della sorpresa e una configurazione mentale idonea all’implementazione della medesima, una condizione che può essere facilitata da alcuni elementi e stati d’animo. La calma interiore e l’apertura mentale ne facilitano la strutturazione nella mente, mentre l’inquietudine, l’ansia e tutto quello che comunemente chiamiamo stress, come pure la tendenza a controllare gli eventi, difficilmente realizzano condizioni di serendipità. Con tali premesse è evidente che la psicologia ha molto da fare in questo campo.

                                                                                             di Guido Tonietto

Guido Tonietto. Chirurgo generale e vascolare in pensione. Laureato in Filosofia con tesi riproposta nel saggio “La libertà in questione”, Mimesis, 2008

    Print       Email

You might also like...

Inizia la tradizione dell’insediamento del Presidente USA il 20 gennaio

Read More →