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La cultura è l’arma giusta per sconfiggere l’estremismo?

By   /   18 Dicembre 2020  /   Commenti disabilitati su La cultura è l’arma giusta per sconfiggere l’estremismo?

Alla fine di novembre il mondo delle relazioni internazionali fu percorso da una folgore diplomatica vera e propria lanciata dal Presidente turco Erdogan contro quello francese Macron. Il motivo? Lo riteneva reo di aver ipotizzato una nuova organizzazione “laica” dell’Islam in Francia per rilanciare l’integrazione dei cittadini francesi di religione musulmana, fallita nel tempo e resa problematica da numerosi gravi attentati di matrice jihadista. (i) (Per chi volesse approfondire un mio articolo sul tema al link in nota a piè di pagina).

Ma in barba all’estremismo del neo califfo che vuole ripristinare il defunto impero ottomano e che si atteggia a difensore dell’Islam sunnita in tutto il pianeta, ora finalmente anche nella galassia islamica cominciano ad emergere voci autorevoli, dissonanti rispetto alla logica fino ad oggi imperante nei media e nella politica dei Paesi arabi che tendeva più a sminuire che ad enfatizzare il pericolo jihadista. Voci come quella dell’intellettuale egiziano Ammar Ali Hassan che ha aperto e affrontato coraggiosamente una discussione sui modi per combattere l’estremismo religioso nelle società arabe e musulmane sono importanti (29.10.20 articolo UAE daily Al-Ittihad). Oggi finalmente anche nel particolare mondo si riconosce che gli islamisti ed il terrorismo messo in atto da radicalizzati rappresenta un vulnus più per il mondo islamico che per quello occidentale. Tutto sommato gli attentati in Europa fortemente enfatizzati a livello mediatico, per esempio, rappresentano solo una piccolissima percentuale di quelli ben più gravi e sanguinosi effettuati nel resto del mondo a danno di popolazioni musulmane.

La sua riflessione è stata incentrata su un concetto che oramai è accettato in occidente e cioè che il terrorismo jihadista non si possa sconfiggere definitivamente solo con operazioni di intelligence e di polizia ma che vada estinto con la cultura ritenuta efficace ad impedire alla radicalizzazione di prendere piede nell’animo dei musulmani.

Secondo Hassan “…la cultura plasma i valori e le personalità delle persone e può rivitalizzare la società e dissipare le idee estremiste”. Per ottenere questo importante risultato occorre però rendere la cultura accessibile ai giovani all’interno delle società arabe costruendo centri culturali dove si formino fin da bambini al rispetto ed alla tolleranza.

Occorre quindi investire fortemente sull’educazione altrimenti le proposte sono solo discussioni accademiche che rimangono sospese nel limbo della cultura senza che le persone ne siano influenzate.

Anche nel mondo arabo, seppur sommessamente, negli ultimi tempi molte idee sono state già espresse e diffuse come critica dell’estremismo ideologico e religioso, ma troppi ostacoli si frappongono ed esse non riescono ad affermarsi.

Hassan continua la sua dissertazione affermando che “…..gli intellettuali hanno fatto molto rumore nel mondo con le loro richieste di costruire una cultura civica che sia inclusiva e non esclusiva … ma solo pochi hanno presentato idee che possano essere implementate sul campo e che incarnano ciò che è necessario per realizzare tutto ciò”. Occorre quindi fare di più e con nuovi strumenti.

Questo il pensiero dell’intellettuale egiziano che apre un mondo nuovo sulla problematica proprio nel Paese in cui i Fratelli Musulmani ed il loro islamismo hanno visto la luce e si sono pienamente affermati.

Ma quali potrebbero essere le misure da adottare nel mondo islamico?.Con semplici riflessioni possiamo individuare alcuni punti cardine utili per conseguire l’ambizioso obiettivo, diverse misure che possano aiutare a promuovere la cultura, al fine di combattere l’estremismo e il fanatismo, a partire dalle “madrasse”, dai Centri Islamici e dalle Associazioni culturali islamiche molto presenti anche in Francia e in larga parte dell’Europa.

Occorre incrementare l’attività ed il numero dei centri culturali già esistenti ponendoli nelle condizioni di operare nella massima trasparenza e legalità. Questi centri vanno situati in zone residenziali per rendere più facile per i giovani raggiungerli e partecipare alle loro attività. Le scuole e le università dovrebbero fare da polo di attrazione per gli studenti e formulare piani per il loro progresso culturale.

Sarebbe ugualmente utile lanciare un programma sperimentale per combattere l’ideologia estremista. Importante sarebbe al riguardo ogni iniziativa mirata a incoraggiare l’arte, la letteratura e la conoscenza delle religioni e della storia dei popoli per inserire i giovani nella società multiculturale che si sta affermando.

Si deve partire dai primi livelli scolastici anche nelle degradate periferie delle metropoli e soprattutto nei villaggi noti per essere roccaforti di organizzazioni islamiste che invece sostengono e diffondono il credo che tutti i tipi di arte siano proibiti secondo l’Islam. Produrre cultura che si opponga al dilagante oscurantismo è fondamentale per contrastare le organizzazioni religiose estremiste che operano attivamente con uno stringente indottrinamento per attirare i giovani fin da bambini e prepararli a unirsi all’organizzazione, ad accettare le idee radicali e ad identificarsi con le stesse. Attenzione particolare va infine offerta agli artisti e agli autori che devono essere valorizzati e promossi all’interno della società. Sono persone che si espongono e ciò che scrivono è una componente importante, non solo della lotta contro l’estremismo religioso, ma anche nel consolidamento generale dei valori sociali che qualificano uno stato ed una società e che favoriscono e promuovono la moderazione religiosa.

Finalmente si è capito anche nell’Islam che la cultura non è un ornamento poco importante, e da molti ritenuto superfluo, ma il modo per costruire la personalità e plasmare la consapevolezza, i valori e gli atteggiamenti dei buoni cittadini. Un modo per proteggere e tutelare anche la società nel suo insieme da derive estremiste purtroppo ben radicate nel mondo musulmano.

di Roberto Bernardini


(i) https://www.farecultura.net/wordpress/magazine/anno-2020/anno-vi-n-68-novembre-2020/29792/geopolitica-macron-e-lislam-alla-francese/

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