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Il valore di gentilezza e amicizia spiegato da un gatto

By   /   9 Dicembre 2020  /   Commenti disabilitati su Il valore di gentilezza e amicizia spiegato da un gatto

È un inno all’amicizia e all’altruismo. È l’intrecciarsi ed intersecarsi delle storie e delle vite di più persone accomunate da un legame che le unisce e che va al di là del fatto vi abitare tutti nel quartiere di Edgar Road.

Il filo conduttore del libro “Il gatto che amava la gentilezza” di Rachel Wells (Garzanti) è però la presenza nella vita di tutte queste persone di una colonia di felini che costituiscono un valore aggiunto nelle loro esistenze. A fare da capofila c’è Alfie, un gatto ormai celebre alla luce delle oltre 200.000 copie di libri che narrano le sue gesta vendute dalla sua autrice.

Assieme a lui il giovane figlio George e una famiglia allargata di gatti domestici ma anche gatti “di strada” che si riuniscono per discutere ed affrontare insieme i problemi che devono affrontare e risolvere a vantaggio anche delle rispettive famiglie “umane”.

Oltre ai gatti un ruolo “importante” lo ha anche un cucciolo di cane carlino che aspira a diventare un gatto, che viene educato e cresciuto da Alfie e George e che è protagonista di episodi davvero esilaranti. A volte ci si dimentica che i dialoghi siano tra animali per quanto ci si immedesima nelle loro mentalità e nelle loro dinamiche.

Un libro delizioso, che si legge tutto d’un fiato e che è adatto ad essere assaporato proprio in questo periodo dell’anno, immersi nell’atmosfera di Natale, magari davanti ad un camino sorseggiando del tè. I protagonisti sono in grado di strappare un sorriso con le loro avventure e talvolta con la loro goffaggine.

Ma la lezione che si impara da questi gatti e da questo cane è che la gentilezza e la solidarietà aiutano ad affrontare i problemi quotidiani, la gestione della routine famigliare, la solitudine degli anziani. In fondo la solidarietà è gratuita ed è il dono più bello che si possa ricevere.

La filosofia di questo libro è tutta racchiusa in una frase del piccolo George: “Essere gentile significa desiderare che tutti siano felici”.

di Ebe Pierini

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