Loading...
You are here:  Home  >  Accade oggi  >  Current Article

Viene uccisa la baronessa di Carini 

By   /   4 Dicembre 2020  /   Commenti disabilitati su Viene uccisa la baronessa di Carini 

La storia narra di Laura Lanza di Trabia, più nota come baronessa di Carini che, il 4 dicembre 1563,  sorpresa dal padre, don Cesare Lanza barone di Trabia e pretore di Palermo, e dal marito Vincenzo La Grua-Talamanca barone di Carini, venne uccisa insieme al suo amante, il cugino del marito Ludovico Vernagallo.

La vicenda ha affascinato e continua ad affascinare milioni di persone: cantata e tramandata dai cantastorie, oggetto di ricerche e studi di storici e studiosi, e persino sceneggiata in televisione nel 1975, “L’amaro caso della baronessa di Carini”, e nel 2007 “La baronessa di Carini”.

Diversi scrittori hanno dato la propria versione dei fatti. Da quella addolcita e romantica dell’antropologo Giuseppe Salamone Marino basata sulle storie e leggende orali, a quella dello studioso Alberto Varvaro, che ne dette una lettura completamente diversa, meno passionale e poetica.

Secondo quest’ultimo, infatti, al momento del delitto la Baronessa aveva 34 anni e da ben 16 anni intratteneva una relazione stabile e ufficiale con il cugino del marito, Ludovico Vernagallo, da cui aveva avuto ben 8 figli. Risposatosi, il barone, che si dice fosse sterile, rinnovò alcune stanze del castello, cancellando ogni riferimento alla prima moglie, ma non riuscì ad eliminare l’impronta insanguinata che la baronessa, appoggiandosi al muro, lasciò con la mano. Impronta che, secondo la leggenda, ogni anno, il 4 dicembre, diventa ben  visibile.

Per lo storico Calogero Pinnavaia, invece si trattò di omicidio per ragioni economiche, da parte di Don Cesare Lanza che, per estinguere il debito che aveva con il Vernagallo, non trovò di meglio che ammazzarlo, e per occultare la vera ragione del delitto uccise anche la figlia adultera, presentando il delitto come “delitto d’onore”.

Secondo la legge dell’epoca, la“Lex Iulia de Adulteriis Coercendis“(emanata da imperatore Augusto), alla donna adultera veniva confiscata la metà della dote, la terza parte dei beni e condannata ad essere relegata in un’isola. All’uomo adultero invece veniva confiscata la metà del patrimonio e anch’egli relegato in un’isola, diversa da quella dell’amante. Inoltre, al padre dell’adultera era consentito di uccidere la figlia e l’amante, se colti sul fatto, mentre al marito solo il diritto di uccidere il rivale, ma non la moglie.

Forse, per questo motivo Don Cesare Lanza, confessò il delitto in una lettera inviata al re di Spagna Filippo II. Ma questa auto-accusa potrebbe essere solo un modo per coprire la verità. 

Quale sia stata la vera storia della Baronessa di Carini forse non la sapremo mai, così come è ancora dibattuto dove sia realmente sepolta.

di Vito Di Ventura

    Print       Email

You might also like...

Inizia la tradizione dell’insediamento del Presidente USA il 20 gennaio

Read More →