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Escursionismo in Toscana: dalla Certosa di Calci a San Bernardo-Montemagno

By   /   4 Dicembre 2020  /   Commenti disabilitati su Escursionismo in Toscana: dalla Certosa di Calci a San Bernardo-Montemagno

La proposta di oggi ci porta in Toscana, lungo un percorso che è al contempo naturalistico, storico, spirituale e … gastronomico. In epoca di Covid-19, ci permette di mantenere alta l’attenzione e la voglia di escursionismo, pronti per quando sarà nuovamente possibile lasciare le nostre orme sui sentieri d’Italia.

Il percorso sulla Strada dei Monasteri Lunghezza totale A/R: 8,5 Km – Dislivello: 271 m- Tempo: 5h 15’ – Difficoltà: E

Certosa di Calci

Si parte dal piazzale antistante la Certosa di Calci (conosciuta anche come Certosa di Pisa). Edificata a partire dal 1366 in una zona pianeggiante alle pendici del Monte Pisano chiamata “Val Graziosa” è stata un monastero certosino fino al 1970 ma oggi ospita l’interessante Museo di storia naturale di Pisa. Il convento nel tempo ha assunto anche importanza politica, in particolare dopo l’annessione dell’antico monastero benedettino dell’isola di Gorgoina, avvenuta nel 1425. Nella seconda metà del XV secolo, alcuni artisti fiorentini vi svolsero lavori di abbellimento. Ma è soprattutto tra Seicento e Settecento che furono compiuti i lavori più importanti.

Una volta verificati gli orari di apertura per le visite (che faremo al termine del percorso escursionistico), ci incamminiamo verso il centro del paese, fino ad arrivare nei pressi della bella Pieve. Svoltiamo a destra verso monte e cominciamo lentamente a salire verso Caprile, da dove si imbocca il tratto asfaltato del sentiero 137 per poi riprendere lo sterrato fino a giungere alla chiesetta di S. Antonio, dalla quale si gode una stupenda vista sulla piana di Pisa.

Tracking con asino in Val Graziosa

Proseguendo lungo lo stesso percorso si sale fino all’eremo e alla chiesetta intitolata ai Santi Jacopo e Verano alla Costa d’acqua (310 m), ora più nota come S. Bernardo, in quanto nel 1212 fu dedicata anche a San Bernardo di Chiaravalle. Si tratta di uno dei più antichi eremi del Monte Pisano, prima abitato dai Camaldolesi e poi dagli Agostiniani. Il luogo è all’interno di un castagneto e, ogni 20 agosto, vi viene celebrata una messa dedicata al santo.

Dopo una sosta, si comincia la discesa sul sentiero 139 verso il belvedere e più giù su un largo e agevole tracciato, costeggiando Monte il Termine (284 m), alla fine del quale uno stretto e ripido, ma breve, percorso ci conduce verso un tratto asfaltato che ci riserva una splendida vista dell’area interna della Certosa di Calci. Proseguiamo lungo la strada dei monasteri che, a Cerbaiolo, si sovrappone al sentiero 141, che utilizzeremo più tardi per il rientro a Calci. Al momento, però, svoltiamo a sinistra dove il sentiero 141 attraversa una zona abitata nascosta dalla vegetazione, prima di giungere alle porte di Montemagno (187 m). È d’obbligo una visita alla chiesetta e al paese, prima di una sosta rigenerante per assaporare le delizie enogastronomiche che questo piccolo borgo ci offre. Da Montemagno si ripercorre il tratto già conosciuto di sentiero 141 proseguendo, una volta giunto sul tratto asfaltato, in discesa fino alla Certosa di Calci, nel cui tratto finale si costeggia il lato sud della Certosa.

Chiudiamo la giornata escursionistica con la visita alla Certosa, che è rimasta il nostro punto di riferimento durante tutta la giornata.

Visita alla certosa di Calci

Certosa

Si accede al complesso attraverso un vestibolo seicentesco, coronato dalla statua di San Bruno, il fondatore dell’Ordine dei Certosini. A destra si apre la cappella di Sebastiano, in origine riservata alle donne, e a sinistra la foresteria delle donne, attualmente adibita a biglietteria, superata la quale ci troviamo sull’ampia corte d’onore, che introduce al santuario.

Di fronte all’ingresso possiamo ammirare il prospetto barocco della chiesa, impostata su un podio con scalinata a doppia rampa, opera dell’architetto Nicola Stassi. Da notare, sulla sommità, la statua della Vergine in gloria. L’interno risale al XVII secolo ed è costituito da un’unica aula, lungo le cui pareti sono addossati gli stalli lignei destinati ai monaci. Sull’altare maggiore, terminato nel 1686, si trova una tela del 1681 di Baldassarre Franceschini detto Volterrano, che raffigura San Bruno che offre la Certosa di Pisa alla Madonna.

Tra gli ambienti più interessanti del monastero, ricordiamo la Foresteria Granducale, così detta perché riservata ai sovrani di Toescana, con pregevoli stucchi e affreschi a figure allegoriche, il refettorio, in cui si può ammirare l’affresco con l’Ultima Cena, di Bernardino Poccetti 1597, il seicentesco chiostro grande, con al centro la monumentale fontana ottagona, su cui si aprono le celle dei monaci, ciascuna concepita come unità abitativa individuale composta da più stanze.

L’ala ovest della Certosa ospita il Museo di storia naturale e del territorio dell’Università di Pisa. che comprende collezioni paleontologiche, mineralogiche e zoologiche. Nato nel XV secolo è stato qui traferito nel 1981. Il museo ospita una delle gallerie di cetacei più grandi d’Europa, con scheletri di balena integrali, collocata in un suggestivo attico dell’ex monastero da cui si ha una visuale sul territorio circostante.

                                                                                                  di Renato Scarfi

Renato Scarfi è anche autore del libro “Guida pratica per escursionisti curiosi”, Fusta Editore

Per informazioni sulle condizioni del percorso ed escursioni guidate: Associazione “Piedi in Cammino” www.piediincammino.it (anche su facebook) Michele o Francesca e-mail presidente@piediincammino.it

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