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40 anni fa il Terremoto dell’Irpinia

By   /   23 Novembre 2020  /   Commenti disabilitati su 40 anni fa il Terremoto dell’Irpinia

Il 23 novembre 1980 per 90 secondi la terrà tremò in Irpinia, interessando un’area di 17 mila km² tra la Campania e la Basilicata, con epicentro tra i comuni di Conza della Campania (AV), Teora (AV) e Laviano (SA), ma i cui effetti furono sentiti anche a Napoli, Poggioreale e Balvano.

Il sisma di magnitudo 6,9 della scala Richter causò circa 3 mila morti, 10 mila feriti e 300 mila sfollati, in una terra martoriata che a partire dal XV secolo è stata teatro di disastrosi terremoti (1456, 1466, 1517, 1694, 1702, 1732, 1853, 1910, 1930 e 1962).

Ad aumentare i danni contribuì il ritardo con cui giunsero i soccorsi per la mancanza di un’organizzazione della Protezione civile, sopperito dall’opera dei militari e dai volontari, questi ultimi giunti in gran massa dopo che il Presidente della Repubblica Sandro Pertini aveva lanciato il suo appello a seguito della visita sui luoghi della sciagura.

Molti aiuti arrivarono anche da Paesi di tutto il mondo, sia attraverso contribuzioni in denaro e sia con mezzi e personale specializzato

Ma il terremoto dell’Irpinia è tristemente famoso soprattutto per la speculazione che su di esso è stato fatto, ingigantendo a dismisura il numero dei comuni colpiti e dei danni subiti, ad opera di politici e camorra che misero le mani sugli ingenti aiuti, che ammontarono a ben oltre gli attuali 60 miliardi di Euro. 

Secondo la relazione finale della Corte dei Conti, i costi per le infrastrutture crebbero fino a punte “di circa 27 volte rispetto a quelli previsti nelle convenzioni originarie”. Ma nonostante l’ingente quantità di denaro pubblico versato, la ricostruzione fu per decenni incompleta e forse mai del tutto completata

A quelli anni risalgono i casermoni che grazie alla legge per la ricostruzione n.219, del 14 maggio 1981, venero edificati nei rioni di Scampia, Ponticelli, Miano, Secondigliano a Napoli, il Parco Verde di Caivano, il rione Salicelle di Afragola, Monteruscello a Pozzuoli.

Diverse furono anche le inchieste della magistratura e si parlò diIrpiniagate”, “Terremotopoli” o di “Terremoto infinito”. Un evento tra i più drammatici del Mezzogiorno.

di Vito Di Ventura

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