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Aprilia RS 660: inizia una nuova era

By   /   20 Novembre 2020  /   No Comments

Due anni dopo la presentazione del primo prototipo a Eicma 2018, la RS 660 approda finalmente nei concessionari ufficiali Aprilia, ponendo fine alle attese che si sono susseguite durante tutto il periodo di sviluppo. Inizia una nuova era, come recita lo slogan ufficiale.

Rispetto al concept, la RS perde la sofisticata carena aerodinamica e alcuni particolari del frontale e dello scarico, ma in definitiva ricalca fedelmente quanto visto in anteprima in fiera.

Linee tese e compatte caratterizzano il design, sportivo ma allo stesso tempo elegante. Snella, piccola e affilata, la RS 660 è firmata da Miguel Galluzzi. Il telaio a doppia trave in alluminio sfrutta il motore come elemento portante, contribuendo a formare una struttura compatta e rigida. Il forcellone, anch’esso infulcrato al motore, ha una forma rialzata per consentire l’alloggiamento del catalizzatore e relativo terminale basso. A primo impatto l’RS660 assomiglia a una 250 da corsa, tutto a vantaggio della guidabilità. 

Nella sezione anteriore spicca poi il gruppo ottico a triplo led con luci diurne di chiara caratteristica Aprilia. Ha la funzione “bending lights” costituita da una coppia di fari supplementari che illuminano l’interno della curva durante la marcia. Molto bella la linea della carena nella sezione laterale, che nella parte destra arriva fino al catalizzatore.

Il motore bicilindrico frontemarcia, omologato Euro-5, riprende alcune soluzioni tecniche della sorella maggiore RSV4 come la bancata dei cilindri anteriori e la distribuzione bialbero a 8 valvole. Si è scelta questa configurazione per contenere il calore trasmesso alle gambe del pilota e per lasciare estrema libertà ai progettisti di creare telaio e ciclistica leggeri e robusti. Grazie al manovellismo a 270°, il sound allo scarico è molto simile a un V-twin. 100 cv all’albero a 10.500 giri/min e 67 Nm di coppia massima a 8.500 giri/min sono dati che, aggiunti al peso di soli 183 kg in ordine di marcia e ad un’ottima ciclistica, sono un ottimo biglietto da visita per chi vuole manovrabilità, rapidità di inserimento in curva e prestazioni.  

La forcella anteriore è una Kayaba USD da 41 mm regolabile nel precarico e estensione, con un’escursione di 120 mm, mentre il mono, sempre regolabile nel precarico e estensione, ha un’escursione di 130 mm. Doppio disco Brembo da 320 mm con pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini all’anteriore e disco singolo Brembo da 220 mm con pinza a 2 pistoncini al posteriore.

Ma è alla voce elettronica che Aprilia non ha elemosinato nulla alla RS. Derivato direttamente dalla RSV4 prevede una piattaforma inerziale a 6 assi denominata APRC che comprende ATC (controllo di trazione), AWC (controllo di impennata), AEB (freno motore) AEM (mappe motore), ACC (cruise control) 5 Riding mode (Road e Track, 3 fissi e 2 personalizzabili) e cornering ABS. 

Infine la strumentazione TFT a colori con due diverse schermate selezionabili e il Quick shifter bidirezionale completano una dotazione da “grande” a dimostrazione del lavoro fatto dai tecnici Aprilia, che ad un prezzo di 11.050€, pone la RS 660 come moto di riferimento in una fetta di mercato lasciata vuota dalla maggior parte delle case motociclistiche.

di Andrej Surace

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