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Attività criminali e pandemia

By   /   15 Novembre 2020  /   No Comments

Come se non bastasse, nel corso di questa crisi senza precedenti, mentre i governi europei stanno lottando per combattere la pandemia da Covid-19 e i suoi effetti su salute ed economia, la criminalità si è trasformata, approfittando anche della riduzione delle risorse umane delle forze di polizia, molte delle quali sono destinate ad assicurare che vengano osservate le disposizioni di contenimento del virus.

Tali disposizioni, quali l’isolamento e la separazione sociale, hanno avuto un significativo impatto sulle consuete attività della criminalità “spicciola” che, tuttavia, si è rapidamente riorganizzata, adattandosi alla nuova situazione o, addirittura, inventandosi nuovi modi di delinquere. La questione è stata portata all’attenzione delle Autorità europee dal rapporto Pandemic profiteering. How criminals exploit the COVID-19 crisis, elaborato da Europol nello scorso mese di marzo, con il quale si sottolinea come il caratteristico trasformismo della criminalità organizzata, sia stato favorito dall’insorgebere di alcuni fattori condizionanti che riassumiamo. Elevata domanda di alcuni prodotti come mascherine protettive e prodotti farmaceutici; drastica riduzione della mobilità delle popolazioni europee; incremento del cosiddetto telelavoro, che ha portato una grande porzione di cittadini ad affidarsi maggiormente a soluzioni digitali, anche per le normali esigenze quotidiane; drastica calo della vita sociale, che ha ridotto la visibilità degli “operatori” della criminalità; accresciuta ansia e timore nel futuro, che ha incrementato la vulnerabilità di ciascuno e aumentato le possibilità di sfruttamento di tale debolezza da parte dei criminali; riduzione di taluni beni e servizi all’interno dell’area europea.

Tali criticità si possono ricondurre alle seguenti quattro macro aree criminali. In primo luogo i crimini telematici, che hanno registrato un significativo incremento nel numero degli attacchi condotti contro organizzazioni governative o singoli individui. Gli hacker hanno approfittato della pandemia per distribuire pacchetti di malware, attività che EUROPOL stima possa aumentare durante questa seconda ondata. Si prevede anche che la criminalità telematica sfrutterà il maggiore ricorso al telelavoro per intrufolarsi all’interno delle varie reti aziendali, attraverso i server normalmente impiegati per le connessioni private, ora sfruttate dai molti impiegati che lavorano da casa. Nello scorso mese di marzo la Repubblica Ceca ha, inoltre, subito un attacco telematico alla rete dell’Ospedale universitario di Brno. Attacco che ha costretto l’amministrazione ospedaliera a spegnere completamente la sua intera rete, posticipare alcuni interventi chirurgici e reindirizzare alcuni pazienti gravi verso ospedali vicini.

EUROPOL sottolinea anche come siano aumentate le frodi. I truffatori, infatti, sono stati velocissimi ad adattarsi alla nuova situazione, rimodulando i classici schemi di raggiro in modo da sfruttare e capitalizzare l’accresciuta ansietà e timore delle popolazioni. Ciò ha portato, per esempio, a nuove versioni di frode per via telefonica, o a interventi sul posto che richiamavano il rispetto di ipotetiche procedure di decontaminazione delle persone o delle loro abitazioni. Tra queste truffe, Europol ha registrato il trasferimento di circa 6,5 milioni di Euro da una ditta europea a una di Singapore, cifra che era intesa all’acquisto di gel disinfettanti e mascherine FFP3/2. Materiale che non è mai stato ricevuto dall’ordinante. Anche in questo caso si prevede un aumento delle frodi, nel tentativo di “mungere la mucca” prima che passi l’attuale momento di incertezza e di paura.

Altra nota dolente è la contraffazione dei beni o la loro non rispondenza ai standard di qualità. Si applica in particolare ai prodotti farmaceutici, ai prodotti sanitari e ai presidi medici di protezione individuale, il cui fabbisogno è aumentato sensibilmente con la pandemia. Il rischio è che l’eventuale limitata disponibilità di taluni di questi prodotti possa favorire la vendita di prodotti contraffatti sia sul mercato che online. Nei primi dieci giorni di marzo, nel corso dell’Operazione Pangea, coordinata da Europol, le forze di polizia e della guardia di finanza in tutta Europa hanno sequestrato migliaia di mascherine chirurgiche e di confezioni illegali di farmaci.

I furti, sebbene siano numericamente ridotti quelli di destrezza a carico delle abitazioni (per ovvi motivi), hanno visto una recrudescenza di quelli correlati alle truffe, che hanno visto i ladri impersonificare un rappresentante di una qualche autorità pubblica per introdursi nelle case e portare a compimento il reato. In sostanza il ladro accede con un trucco alle abitazioni private presentandosi come operatore sanitario (medico o infermiere), illustrando le procedure igieniche necessarie per una corretta prevenzione e sottoponendo gli abitanti a un fantomatico “Corona test”. Il ladro approfitta poi della disattenzione determinata dalla fiducia che si instaura, per sottrarre valori ai proprietari. In Europa si è registrato, inoltre, un aumento dei furti nelle farmacie e nei supermercati, uniche attività commerciali che non hanno subito e non subiranno restrizioni nell’orario di apertura. La minaccia rimane estremamente dinamica e diffusa, anche quando si profilerà nuovamente l’allargamento delle maglie della quarantena e la riapertura della maggior parte delle attività commerciali.

Questo tipo di attività criminali sono particolarmente odiose proprio perché sfruttano la relativa debolezza indotta da un periodo di forte preoccupazione per la salute pubblica. È, pertanto, quanto mai necessario porre estrema attenzione nell’approccio con gli sconosciuti e fare la massima attenzione nel rispondere a richieste inusuali, verificandone l’autenticità e, eventualmente, informando prontamente le Autorità di pubblica sicurezza, per gli eventuali controlli.

di Renato Scarfi

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