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Escursionismo sul Monte Pisano

By   /   6 Novembre 2020  /   Commenti disabilitati su Escursionismo sul Monte Pisano

DA SAN GIOVANNI ALLA VENA A PRATO CERAGIOLA

Lunghezza totale A/R: 17 Km – Dislivello: 620 m – Tempo: 8h 30’ – Difficoltà: E+

Parte seconda: Da Monte Lombardona a Prato Ceragiola

(La prima parte è stata pubblicata il 30 ottobre 2020)

Una volta rinfrancati riprendiamo il facile sentiero che si sviluppa con lievi saliscendi in mezzo ai boschi che permettono, nelle giornate più calde, di rendere più gradevole il cammino.

Tra aree attrezzate per il pic-nic e una rigogliosa vegetazione si giunge al Sasso della Dolorosa (quota 682 m), particolarmente noto per il fatto che i fiorentini, impegnati nella guerra contro Pisa, nel 1496 vi costruirono un forte a pianta triangolare, con il duplice scopo di isolare l’abbazia della Verruca e di controllare al meglio la situazione nelle tre valli circostanti (Vicopisano, Buti e Calci). La posizione strategica della cima infatti, trovandosi sul punto di intersezione delle linee di spartiacque delle tre valli, permetteva una grande libertà di azione. I pochi resti rimasti della fortificazione sono visibili sotto la cima del Sasso (segnata da una grande Croce), che è possibile raggiungere solo inerpicandosi fra gli alberi e la rigogliosa vegetazione sottostante.

Ci troviamo lungo il confine ovest del complesso del “Sorbo”, un’area di 25 ha che si affaccia sul versante di Buti e che vanta la presenza di numerose specie vegetali autoctone caratteristiche del Monte Pisano. L’area è dominata dall’imponente e secolare bosco di castagni e sono ancora visibili alcune strutture che sottolineano l’importanza, anche commerciale, di questi alberi. I “Metati o Seccatoi” sono, infatti, manufatti normalmente costituiti da due vani, uno al piano terreno destinato all’accensione del fuoco e uno al piano superiore per l’accumulo delle castagne su appositi pavimenti composti da graticci di legno. Il calore del fuoco riusciva a seccare le castagne in 15-30 giorni, rendendole conservabili per lunghi periodi. Le castagne, prodotto alla base dell’alimentazione invernale delle popolazioni montane, una volta seccate venivano messe in sacchi per essere poi di volta in volta macinate per fare la farina.

La vegetazione non è solo castagno ma vede la presenza di ostrieti, querceti misti, robinieti, lecci, larici, faggi e una delle maggiori concentrazioni collinari di tutta la Toscana di pino marittimo.

Sotto il profilo faunistico, l’area vede la presenza di numerosi animali come cinghiali, volpi, tassi, istrici, ghiri, scoiattoli, falchi, colombacci, tordi, merli, frusoni e civette.

Il cammino prosegue agevolmente tra lievi saliscendi in mezzo al bosco fino ad arrivare sotto il Sacrario costruito per commemorare il tragico incidente aereo avvenuto il 3 marzo 1977, quando un velivolo militare impegnato in un volo di ambientamento a favore degli allievi della 1^ classe dell’Accademia Navale di Livorno, si schiantò nel punto dove oggi sorge il Sacrario. I 44 passeggeri ed equipaggio perirono nel disastro.

Dal sacrario il sentiero si allarga fino a giungere all’ampio parcheggio di Prato Ceragiola, dove è possibile rilassarsi e rifocillarsi presso il locale ristorante-bar, prima di fare rientro percorrendo il sentiero in senso contrario.

di Renato Scarfi

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Renato Scarfi è anche autore del libro “Guida pratica per escursionisti curiosi”, Fusta Editore

Per informazioni sulle condizioni del percorso ed escursioni guidate: Associazione “Piedi in Cammino” www.piediincammino.it (anche su facebook) Michele o Francesca e-mail presidente@piediincammino.it

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