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ESCURSIONISMO SUL MONTE PISANO

By   /   30 Ottobre 2020  /   Commenti disabilitati su ESCURSIONISMO SUL MONTE PISANO

A spasso per i monti della Toscana

DA SAN GIOVANNI ALLA VENA A PRATO CERAGIOLA

Lunghezza totale A/R: 17 Km. Dislivello: 620 m.Tempo: 8h 30’ . Difficoltà: E+

Oratorio del Castellare

I nuovi blocchi alla circolazione non ci devono impedire di far vagare la mente e, perché no?, di pianificare le nostre camminate, da realizzare una volta superata questa brutta crisi sanitaria e quando il bel tempo tornerà a riscaldarci la pelle. Zaino in spalla e partiamo.

Parte prima: Da San Giovanni alla Vena a Monte Lombardona

Questa proposta di escursione interessa la parte meridionale del Monte Pisano e tocca luoghi di elevato significato storico, religioso e naturalistico.

Si parte da San Giovanni alla Vena sul sentiero 00 diretto alla Verruca. Dopo un tratto in salita si incontra l’Oratorio del Castellare (a quota 161 m), la cui costruzione fu possibile grazie alle elemosine degli abitanti del paese. Costruito dai reduci della Prima Crociata sulle fondamenta di un più antico edificio, l’Oratorio del Castellare fu inaugurato il 14 settembre 1657 e dedicato alla Santa Croce e alle anime del Purgatorio. Fu successivamente ingrandito nel 1718, sempre con i proventi delle generose offerte dei fedeli, per ospitare la cella dell’eremita fra Francesco Batini. Nel 1944 l’immobile fu impiegato dalle truppe tedesche come postazione di osservazione e, per questo, fu preso di mira dall’artiglieria pesante statunitense, che risaliva la penisola. Durante un cannoneggiamento venne colpito l’adiacente deposito di materiale bellico. L’esplosione ridusse l’Oratorio in macerie. Dopo la guerra venne ricostruito, sempre grazie alle elemosine e all’aiuto della popolazione. La chiesetta fu però nuovamente distrutta da un’esplosione sviluppatasi a seguito di una fuga di gas e dal conseguente incendio. Quello che vediamo oggi è il frutto della terza ricostruzione, fortemente voluta dagli abitanti del luogo in segno di devozione. All’interno è presente un antico Crocifisso opera di Enrico di Tedice (XIII secolo), sopravvissuto a tutte le vicissitudini. Si tratta di un’opera di discreta fattura, influenzata dai modelli compositivi e iconografici dell’arte bizantina.

Da Certosa a San Michele

Effettuata la visita si riprende la salita verso la Verruca, in mezzo alla vegetazione che sta ripopolando il Monte dopo il tremendo incendio doloso che ha devastato il versante sud nel 2018. Giunti a Monte Grande (quota 462 m) si effettua una breve digressione verso ovest, seguendo prima una strada sterrata e poi un sentiero che porta sulla cima della Verruca (quota 537 m), dove possiamo visitare i resti del Monastero di San Michele, detto “alla Verruca”. Si tratta di una méta quasi obbligatoria per gli escursionisti, sia per l’importanza che il Monastero ebbe fino al XV secolo, raggiungendo il rango di abbazia, che per la vista incomparabile che si gode da questo sito. L’occhio, infatti, abbraccia un’area vastissima che, nelle giornate più trasparenti, permette di vedere le Apuane e la Liguria verso nord, l’isola di Gorgona e la Corsica verso ovest e sud-ovest, l’isola d’Elba verso sud e oltre Pontedera verso est. In lontananza verso nord è riconoscibile la Torre pendente di Pisa e il complesso religioso di Piazza dei miracoli.

Il complesso monastico benedettino è stato fondato nel X secolo sul luogo dove sorgeva la chiesa di Sant’Angelo, risalente a prima del VIII secolo. Nel XII secolo l’abbazia passò ai camaldolesi, poi ai cistercensi e quindi agli agostiniani. Fu poi distrutta dai fiorentini, in lotta contro i pisani, e abbandonata nel XV secolo. Fu uno dei più importanti monasteri maschili benedettini del Monte Pisano, posto lontano da Pisa ma comunque in zona di passaggio e luogo eletto dagli eremiti, che in questa zona si ritiravano in solitudine per dedicarsi alla preghiera. Sotto il profilo archeologico è ancora oggetto di studio, in particolare indirizzato verso le numerose sepolture presenti, di cui solo alcune sono state indagate.

Lungo il persorso

Ritemprati dalla visita riprendiamo il sentiero 00 e ci accingiamo ad affrontare la breve ma durissima salita che ci porterà nell’area denominata “il guardiano”, sul Monte Lombardona. Si tratta, infatti, di un tratto di 1.100 m lineari si salta dai 462 m di quota ai 630 m. Una pendenza del 15% che vale la classificazione E+ di questo tratto. Giunti sullo spiazzo ci concediamo una breve sosta, agevolata dalla presenza delle quanto mai benvenute panchine.

di Renato Scarfi

(Fine prima parte, la seconda parte verrà pubblicata tra qualche giorno)

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Renato Scarfi è anche autore del libro “Guida pratica per escursionisti curiosi”, Fusta Editore Per informazioni sulle condizioni del percorso ed escursioni guidate: Associazione “Piedi in Cammino” www.piediincammino.it (anche su facebook) Michele o Francesca e-mail presidente@piediincammino.it

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