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Francia e Turchia sempre più ai ferri corti

By   /   29 Ottobre 2020  /   Commenti disabilitati su Francia e Turchia sempre più ai ferri corti

Tra il Presidente Francese Emmanuel Macron e il Presidente Turco Recep Tayyip Erdogan non è mai corso buon sangue e negli ultimi anni non hanno perso occasione per punzecchiarsi: dalla Libia alla disputa sul Mediterraneo orientale e al conflitto in tra Armenia e Azerbaigian, per finire al recente battibecco.

Dopo la brutale uccisione del professore Samuel Paty, Macron ha in sintesi sostenuto che alcuni musulmani fanno propaganda contro i valori della repubblica, creando di fatto un sentimento contro la società francese.  

Erdogan, autoproclamatosi paladino dei diritti dei musulmani, ha commentato le parole di Macron dicendo che lo stesso ha bisogno di cure mentali… in pratica gli ha dato del cretino. Concetto che aveva in parte aveva già espresso quando Macron disapprovò apertamente le incursioni militari di Ankara in Siria. 

Questa volta, la reazione francese è stata molto dura tanto da richiamare il suo ambasciatore ad Ankara. Per tutta risposta Erdogan, in un discorso televisivo, ha chiesto a tutti i musulmani di boicottare i prodotti francesi per solidarietà con i loro fratelli francesi, che a suo dire sono stati “sottoposti a una campagna di linciaggio simile a quella contro gli ebrei in Europa prima della seconda guerra mondiale”. Ma l’appello di Erdogan non ha avuto grande effetto nel mondo arabo, anche se ufficialmente hanno tutti condannato la posizione francese e le note vignette ritenute blasfeme.

La Turchia, per effetto delle sanzioni, sta attraversando un periodo di crisi finanziaria, con la lira (la valuta turca) continua a svalutarsi, ed economia. Una politica estera aggressiva è l’unico modo per cavalcare le spinte nazionalistiche, allontanando l’opinione pubblica interna dai problemi economici e sociali. E, in questo, il battibecco con Macron gioca a suo favore.

La presa di posizione di Macron per regolare la pratica dell’Islam in Francia se da un lato potrebbe tacitare l’estrema destra xenofoba, dall’altra, specialmente nelle periferie più degradate francesi, o banlieue, può causare l’effetto contrario a quello voluto poiché, alimentando l’islamofobia, spinge i giovani alla radicalizzazione e alla violenza. 

L’Europa, impegnata a contrastare in crescente aumento dei casi di contagio da Covid-19, pur mal digerendo l’atteggiamento di Erdogan, non riesce a trovare le misure opportune, soprattutto perché la Germania ha le mani legate per la presenza della più numerosa comunità turca (quasi 3 milioni), memore del divieto agli inviati di Erdogan la campagna elettorale in occasione delle passate consultazioni per il referendum sul presidenzialismo del 16 aprile 2017.

D’altra parte lo stesso Macron ha problemi interni e l’erigersi a principale antagonista di Erdogan può rafforzare l’immagine di difensore degli interessi europei sulla scena mondiale.

di Vito Di Ventura

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