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“Una ragazza ad Auschwitz”: una storia di coraggio femminile per risorgere dall’orrore

By   /   24 Ottobre 2020  /   Commenti disabilitati su “Una ragazza ad Auschwitz”: una storia di coraggio femminile per risorgere dall’orrore

Non lasciatevi ingannare dal titolo. Sì, il dolore ed il dramma che la protagonista del romanzo ha vissuto ad Auschwitz lo ritroverete tra le righe, nelle pagine ma il libro è ambientato altrove e narra di altri drammi, di altri dolori. Cilka ha 16 anni nel 1942 quando viene internata nel campo di sterminio nazista e conosce l’orrore di quel luogo. Ma scopre i punti deboli dei suoi aguzzini e se ne serve per salvarsi e per salvare altri che, come lei, stanno andando incontro alla morte. Tre anni dopo il campo viene liberato ma lei no. La speranza di una nuova vita, del recupero di una flebile serenità svaniscono quando viene inviata in Siberia in un campo di lavori forzati in quanto considerata, da quelli che avrebbero essere i suoi salvatori, una persona “vicina” ai nazisti. Cilka liberata dal giogo dei nazisti finisce quindi nella mani di altri carcerieri. Dopo tanta sofferenza, dopo tanta prostrazione avrebbe potuto arrendersi ma non lo fa e continua a lottare per se e per le sue compagne di prigionia. Un romanzo nel quale si intersecano storie, vite, sofferenze, fatiche, violenze. Cilka, grazie alla sua forza di volontà, riemerge pian piano dalla barbarie. Scorrendo le pagine si ha la sensazione di provare il freddo che lei e le sue compagne provano in quella landa desolata e perennemente innevata nella loro capanna, nelle miniere dove sono costrette a lavorare per intere giornate. Un romanzo al femminile in cui le protagoniste sono, perlopiù donne, a volte animate da rancore, altre volte capaci di gesti di generosità e solidarietà, tutte in grado di lottare per la salvezza. Ed anche in un luogo così freddo, inospitale, remoto ed alienante l’amore dimostra di poter attecchire e vincere. L’autrice Heather Morris, in questo romanzo, affronta nuovamente il dramma dell’Olocausto dopo averne raccontato l’orrore ne “Il tatuatore di Auschwitz” del quale “Una ragazza ad Auschwitz” (Garzanti Editore) è quasi una naturale appendice che vive però di vita propria. Una lettura che aiuta a ricordare e riflettere, a comprendere che non c’è mai fine alla barbarie umana ma che, dopo il buio, rivedere la luce è possibile.

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