Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Attualità  >  Current Article

COVID-19: dalle cellule staminali una nuova terapia.

By   /   31 Maggio 2020  /   Commenti disabilitati su COVID-19: dalle cellule staminali una nuova terapia.

Una tecnica sviluppata e brevettata dall’Università di Pavia potrebbe essere la soluzione per ridurre gli effetti dannosi sui polmoni causata dall’infezione del COVID-19. Si tratta di una “polvere di cellule staminali” chiamata secretoma ottenuta da un cocktail di lipidi, materiale genetico, proteine e altre strutture cellulari derivate da cellule mesenchimali. Nei test preclinici tale materiale presenterebbe importanti effetti antinfiammatori, antifibrotici e rigenerativi che intervengono in maniera essenziale nel ripristino delle funzioni respiratorie dei pazienti. La dott.ssa Luisa Torre, coordinatrice del progetto e responsabile del Cell Delivery System Lab dell’università di Pavia, ha affermato che “il secretoma studiato è prodotto dalle cellule staminali mesenchimali che si trovano nei vari tessuti, fra cui il midollo, tessuti grasso, cordone ombelicale e anche placenta (fonte ANSA) ottenuta da derivati di organi mesenchimali. L’Italia, continua la dottoressa Torre, è in prima linea nell’impiego clinico di queste cellule nel COVID-19, perché possono avere un effetto terapeutico e una funzione rigenerativa sull’apparato respiratorio colpito da COVID-19 proprio attraverso il mix di sostanze che producono”. La Società Italiana di Pneumologia con StemNet, federazione delle associazioni di ricerca delle cellule staminali, e il Gruppo Italiano Staminali Mesenchimali (GISIM) durante il congresso annuale, organizzato di recente in forma digitale, ha affermato che il secretoma potrebbe essere prodotto anche in laboratorio in assenza di cellule in maniera tale dal trasformarlo in polvere liofilizzata e confezionato come un farmaco in soluzione iniettabile. Così facendo sarebbe possibile produrre il prodotto in larga scala e renderlo disponibile con costi paragonabili ai tradizionali farmaci biologici in maniera tale da non creare disparità nell’accesso alla cura. Una speranza di cura che parte dall’Italia e che rende il nostro Paese all’avanguardia nella ricerca e nella lotta contro i gravi effetti dell’infezione da Coronavirus.

 

Maurizio Lupardini

    Print       Email

You might also like...

Ambiente e lockdown: quali insegnamenti?

Read More →