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L’Italia declassata dalla Fitch Ratings a poco più che “spazzatura”

By   /   29 Aprile 2020  /   Commenti disabilitati su L’Italia declassata dalla Fitch Ratings a poco più che “spazzatura”

Per la Fitch Ratings, l’agenzia che valuta il livello di solidità e la solvibilità dei titoli emessi sul mercato finanziario da una qualsiasi società o Paese (se emessi dallo Stato), ha declassato l’Italia da “BBB” a “BBB-”, giustificando il declassamento all’impatto che il Coronavirus ha avuto e sta avendo sul nostro Paese.

Il livello BBBmeno è un poco sopra quello che in gergo viene definito “spazzatura”; in pratica, i titoli sovrani, cioè le obbligazioni emesse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per conto dello Stato con lo scopo di finanziare il debito pubblico, presentano un elevato rischio di sostenibilità del debito.

A incidere sul declassamento è principalmente l’impatto della pandemia, che ad oggi in Italia ha provocato oltre 201.550 contagi e 27.359 decessi, e il conseguente lockdown che ha inciso fortemente sull’economia e sui titoli sovrani.

In pratica, per l’agenzia statunitense Fitch Rating il nostro Paese non ha alcuna solidità finanziaria, quindi credibilità di sostenere il già elevato debito. Di conseguenza, questo declassamento allontana ancora di più, se possibile, gli investitori.

Il Ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha riferito alla Reuters che Fitch non ha tenuto conto delle decisioni dell’Unione Europea e della Banca Centrale Europea, e che i fondamenti dell’economia italiana sono solidi.

La valutazione dell’agenzia si basa sul presupposto che la diffusione del virus sarebbe frenata nella seconda metà di quest’anno e, di conseguenza, l’economia avrebbe avuto una ripresa “relativamente forte” nel 2021, sempre che non accada una seconda ondata di contagi e una ripresa delle misure di blocco. In tal caso, i risultati economici sarebbero più deboli anche per il 2021. Per questo, l’outlook (le prospettive) sono passate da “negativo” a “stabile”, ovvero non prevede ulteriori crolli… speriamo!

In realtà, il livello della Fitch rispecchia quello emesso da Moody’s (che rivedrà le stime il prossimo 8 maggio), e appena un gradino al di sotto di Standard&Poor’s (BBB3).

Tuttavia, c’è da notare che i titoli obbligazionari italiani (BoT) hanno retto la prova del mercato e il Tesoro è riuscito a piazzare un’asta del valore complessivo di 10,5 miliardi, e lo spread tra BoT e Bund tedeschi a 10 anni è rimasto stabile a 220 punti.

 

di Vito Di Ventura

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