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Roma e Raffaello: l’arte ai tempi del Coronavirus

By   /   9 Aprile 2020  /   Commenti disabilitati su Roma e Raffaello: l’arte ai tempi del Coronavirus

Non ha certo coinciso con il momento più felice la celebrazione romana dei 500 anni dalla morte del celeberrimo Raffaello Sanzio (Urbino 1483 – Roma 1520). Nella sola capitale sono stati previsti due eventi di spessore: la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” e la rassegna “Raffaello 1520 – 1483“.

L’emergenza legata alla pandemia del Coronavirus sta infatti condizionando il giusto risalto di questi due importanti sforzi organizzativi.

Iniziamo dalla rassegna che ha per location la Domus Aurea (Sala Ottagona e spazi limitrofi) promossa dal Parco archeologico del Colosseo e prodotta da Electa e che attraverso un allestimento interattivo e multimediale, vuole narrare la storia della pittura antica sepolta nelle “grotte” dell’originaria Domus Aurea di Nerone.

Furono probabilmente gli stessi artisti rinascimentali ad utilizzare il termine “grottesche” per identificare i vari preziosi sistemi decorativi delle pitture riscoperte nelle grotte romane. Si deve però proprio a Raffaello, che come noto non fu solo pittore, lo studio approfondito di questi sistemi decorativi e la capacità di riproporli organicamente.

A causa del Coronavirus Electa è stata costretta a rimandare l’evento a data da destinarsi. Ovviamente l’auspicio è di poter presto rivedere aperti i battenti della Domus Aurea, ma d’altronde questa è la situazione ai tempi del virus.

Invece la mostra “Raffaello 1520-1483”, inaugurata ai primi di marzo è stata definita “la mostra impossibile”. Aperta per una settimana con forti limitazioni per l’accesso del pubblico, sarebbe dovuta rimanere fruibile sino ai primi di giugno. La situazione è in assoluto stand-by con il forte rischio di non riaprire più.

Questo secondo evento è stato allestito dalle Scuderie del Quirinale con capolavori assoluti provenienti dalle collezioni dei più importanti musei del mondo per un totale di 204 opere di cui 120 dello stesso maestro urbinate, tra dipinti e disegni.

Lo sforzo organizzativo è merito delle Scuderie e della Galleria degli Uffizi in collaborazione con Galleria Borghese, Musei Vaticani e Parco archeologico del Colosseo. Centrale la celebrazione di Raffaello ripercorrendo a ritroso, con una sorta di flash-back la sua breve ma intensa carriera.

Sono presenti in rassegna opere imperdibili come la “Madonna del Granduca” e la “Velata” o la grande pala di “Santa Cecilia” per passare a lavori mai tornati in Italia come “Madonna Alba“, “Madonna della Rosa” e “Madonna Tempi” per non dimenticare i preziosi lavori architettonici e i ritratti dei due papi Giulio II e Leone X che tanto furono determinanti per il percorso artistico del “Pittore per antonomasia”.

La soluzione, seppur parziale, a consolazione delle attese del pubblico viene da Internet con brevi filmati pubblicati sul canale You Tube delle Scuderie che ci offrono la possibilità di una visita a distanza regalandoci un assaggio di quella che senza dubbio sarebbe stata una delle mostre più attese del panorama artistico 2020.

Sono stati così lanciati gli hashtag #RaffaelloOltreLaMostra e #RaffaelloInMostra per fruire virtualmente della visione di opere, di video-racconti, di approfondimenti e di incursioni nel backstage.

Di fatto protagonista assoluto seppur in negativo in questo periodo è il nemico Coronavirus che sta condizionando il nostro abituale modo di vivere. Tra le privazioni subite da tutti noi figura anche il non poter fruire come prima degli eventi culturali e delle mostre d’arte in particolare.

Ecco allora che il mondo dell’arte sta cercando di adeguarsi ai nuovi tempi rendendo accessibili i propri prodotti on line. Ci stanno provando vari musei, in particolare anche il Maxxi e in questo senso la strada avviata dalle Scuderie del Quirinale con la mostra su Raffaello è l’esempio da seguire, se non l’unica via da percorrere.

Certo non è esattamente la stessa cosa visionare un filmato rispetto al brivido e all’emozione che riesce ad incutere il posizionarsi davanti all’originale di un capolavoro artistico, ma di sicuro, in piena emergenza ed in attesa che si possa riprendere il precedente modus vivendi, è la soluzione contingente all’alternativa di un vuoto assoluto che si sarebbe creato in campo artistico.

L’auspicio ovviamente è che il nemico “Covid-19” sparisca al più presto nell’interesse di tutti gli operatori del settore e per la gioia di tutti gli appassionati del mondo dell’arte. Resta una considerazione amara: il grande pittore rinascimentale morto a trentasette anni a Roma nel 1520 avrebbe meritato una celebrazione maggiormente partecipativa.

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