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La visione mutante di Hickman

By   /   3 Aprile 2020  /   Commenti disabilitati su La visione mutante di Hickman

La carriera di J. Hickman, negli ultimi anni, è sempre stata caratterizzata dalla sua ferma volontà di sconvolgere il lettore, portando stravolgimenti e innovazione. Colpi di scena e nuovi personaggi, una ferma volontà di fare un vero “world building”, questa ed altre scelte narrative hanno reso, per fare un esempio, i suoi Fantastici Quattro indimenticabili.  I mutanti di casa Marvel erano da anni in una crisi di storie e di idee. Ultimamente si era rivisto un barlume di speranza grazie al lavoro di Rosemberg, ma ovviamente l’avvento di Hickman (grazie anche all’hype generato ad arte dalla Marvel) ha messo in ombra la sua gestione della serie, anche se di buonissimo livello. Quello che ha caratterizzato questo rilancio degli X-men è stato il “modus operandi” adoperato. Prima è stata pubblicata una doppia miniserie ad “incastro” ovvero le due House of X e Power of X.

Sin da questo esordio Hickman inizia a spiazzare il lettore, prima riproponendo Krakoa (storico mostro isola) poi dando un ruolo totalmente inedito alla Dott.sa Moira MacTaggert. Questa prima miniserie ha confuso i lettori nonchè alcuni addetti ai lavori, perché? Hickman non è un autore facile da “assimilare”, va controcorrente, non cerca il consenso del lettore, anzi, lo sfida. Gli mostra di avere una cultura altissima, unisce il mondo della fantasia con elementi scientifici e crea un universo narrativo tanto incredibile quanto verosimile, lascia il lettore a bocca aperta e sembra gongolare ad ogni aggiunta, come a voler dire: “vi basta? Guardate che siamo solo all’inizio!”

Conclusasi House e Power of X c’è stato l’esordio del tanto agognato numero 1 di X-men.

Questo numero uno prosegue con le trame e le sotto trame iniziate sulle miniserie precedenti, quindi abbiamo una nazione mutante instaurata sull’isola di Krakoa e tutti i mutanti, sia buoni che cattivi, che ne fanno parte. Ovviamente non c’è mai pace per i mutanti, e anche in questo caso non c’è eccezione. Ma stavolta l’approccio del Prof. X e dei suoi alleati sarà differente, più politico e subdolo rispetto al passato. Un aspetto molto importante e che ha “colpito” facendo molto discutere è la struttura narrativa atipica del nuovo corso degli uomini X.

Si, perché su questo l’ideatore del rilancio si è impegnato molto per complicare le cose. In pratica tutte le testate mutanti sono connesse in un immenso affresco narrativo. Mi spiego meglio. Sarà possibile seguire solo le serie preferite (ad esempio X-Force) ma seguendo tutte le testate (e sono parecchie) si godrà un’esperienza narrativa migliore. Un esempio: in X-Force n°1 succede qualcosa di molto importante per tutta la serie, ma ovviamente viene mostrato solo li, sulle altre serie ci sono dei riferimenti su quello che è accaduto, ma l’evento viene mostrato su quelle pagine e basta. Questo è un esempio “basic” per farvi capire l’idea di world building dietro alle scelte di Hickman. A tal proposito la Marvel Comics in USA ha fatto una scelta editoriale molto intelligente, seppure a prima vista molto atipica. Per rendere la lettura dei mutanti più agevole ha proposto delle raccolte, dal titolo Dawn of X (cui seguiranno le raccolte Nation Building) in cui si leggono le sequenze secondo il numero di uscita degli albi. Quindi in Dawn of X vol. 1 ci sono solo i numeri 1 di X-men, Marauders, Excalibur, New Mutants, X-Force e Fallen Angels. La cosa interessante è che il sommario di queste raccolte muterà con l’avanzamento della storia, ad esempio in futuro si inserirà la serie di Wolverine.

Hickman in una recente intervista ha dichiarato di voler fare di tutto per essere licenziato dalla MARVEL, ovviamente la sue è l’ennesima provocazione nei confronti dei lettori che sono sempre in bilico tra estasi e terrore. L’operato di Hickman nel bene o nel male deve essere questo, altrimenti si sarebbe potuto far proseguire il lavoro al bravo ROSEMBERG. È innegabile che il mondo mutante della Marvel aveva bisogno di uno TSUNAMI narrativo; le serie mutanti erano (o sono sempre state) troppo legate alla continuity, troppo complesse e con trame troppo longeve per poter essere apprezzate e, soprattutto, approcciate, dai nuovi lettori.

Certo, allora il voler legare tutto in una trama immensa e cosi articolata, direte voi? Quella è l’ennesima provocazione di Hickman. Su House of X e Power of X ha fatto come il mago delle feste per bambini. Ha apparecchiato e dopo ha tolto la tovaglia dal tavolo senza far cadere neanche una forchetta, i lettori sono rimasti a bocca aperta. Alcuni hanno compreso il significato del trucco, altri si sono soffermati sulla tovaglia. Altri si sono soffermati sulla relazione amorosa a quattro tra Jean, Ciclope, Wolverine e Emma Frost, ma per loro si spera che la pubertà finisca presto!

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