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Migranti al tempo del Coronavirus

By   /   31 Marzo 2020  /   Commenti disabilitati su Migranti al tempo del Coronavirus

Dopo aver a lungo girovagato nelle acque del Mediterraneo tra la Turchia e l’isola di Cipro si è conclusa ieri l’avventura di un gruppo di migranti siriani, vittime della chiusura delle frontiere a causa della pandemia.

Un’imbarcazione con 175 persone a bordo, di cui 69 bambini, lo scorso 20 marzo è stata avvistata e affiancata al largo di Capo Greco dalla Guardia Costiera greco-cipriota che, in arabo, ha comunicato ai profughi che non era consentito loro di attraccare sull’isola a causa del coronavirus e delle relative disposizioni ministeriali.

Dal 15 marzo Cipro ha chiuso le frontiere ad esclusione per i ciprioti,  per i lavoratori europei e per coloro che hanno un permesso speciale per un periodo di lavoro superiore alle due settimane. Ad oggi  i casi di infezione sono 230 e 7 decessi.

Dopo la Guardia Costiera una nave militare, dopo aver lanciato alcune bottiglie di carburante, ha accompagnato l’imbarcazione fuori dalle acque cipriote e indirizzati verso quelle turche.

Ma dopo ore di attesa trascorse a girare in tondo, l’imbarcazione ha fatto nuovamente rotta verso la parte nord di Cipro, dove per le pessime condizioni del mare si è ribaltata. I rifugiati/naufraghi sono stati portati inizialmente in un palazzetto dello sport, dove sono stati sottoposti a visite mediche, hanno ricevuto vestiti e cibo e sono stati trasferiti e sistemati in appartamenti. Adesso sono in quarantena e sotto la minaccia di essere rispediti indietro.

A causa del parziale coprifuoco che limita fortemente il movimento alle sole attività principali, le diverse organizzazioni umanitarie presenti sull’isola sono impossibilitate a recarsi sul posto e verificare le condizioni dei rifugiati.

Cipro, tenuta fuori dalle rotte dei migranti della scorsa andata del 2015-2016, dopo gli scontri tra le forze di polizia greche e quelle turche, è diventata meta principale dei richiedenti asilo, specialmente siriani. Lo scorso anno si sono registrati 12.695 rifugiati.

Per questo, anche prima del coronavirus il governo cipriota aveva assunto un atteggiamento più severo nei confronti dell’immigrazione irregolare, ritenendo che rifugiati e migranti attraversano la zona cuscinetto da nord a sud perché incoraggiati se non addirittura portati da Ankara, accusata di alterare la demografia del paese.

 

di Vito Di Ventura

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