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Alcuni effetti collaterali del Coronavirus

By   /   28 Marzo 2020  /   Commenti disabilitati su Alcuni effetti collaterali del Coronavirus

Con milioni di persone in tutto il mondo rinchiusi nelle proprie case, per frenare la diffusione del nuovo coronavirus, e la chiusura delle frontiere, stanno insorgendo nuove problematiche connesse a questa situazione.

Secondo il rapporto dell’agenzia internazionale Europol, mentre cala il numero dei crimini comuni, aumentano i traffici illeciti che, sfruttando la paura della gente, vanno dalle mascherine chirurgiche, alla vendita di medicinali contraffatti, alle truffe su internet, naturalmente a prezzi esorbitanti. 

Sono solo alcuni esempi di come i criminali, trovando difficoltà a fare affari con le “tradizionali” attività, come il traffico di droga e il furto, stiano trovando il modo di trarre profitto dalla crisi. L’inventiva in questo campo non manca.

Con l’incremento dello stress, dovuto allo stare chiusi in casa, ai timori per la sicurezza del lavoro e alle difficoltà finanziarie, aumentano anche la probabilità di violenze domestiche e di comportamenti antisociali. Le fasce più deboli, come sempre, restano i bambini e le donne. 

La chiusura di scuole, club sportivi e centri giovanili, se da una parte serve a frenare la diffusione del virus e prevenire il collasso degli ospedali, allo stesso tempo offre maggiore “disponibilità” ai soggetti violenti.

Una delle principali fonti di ansia è non sapere quando finiranno le restrizioni: quando riprenderà la vita “normale”? quando si potranno celebrare matrimoni, funerali? o semplicemente trascorrere una serata con gli amici? Sarà questione di alcune settimane, qualche mese o più?

In merito alla durata, un possibile riferimento è la Cina, dove il completo isolamento delle “zone rosse”, ha consentito, dopo un periodo di circa 6-8 settimane, la riduzione a zero dei casi di contagio e la graduale ripresa delle attività.

Certo sarebbe sconsiderato revocare le restrizioni prima che le infezioni da COVID-19 abbiano raggiunto il picco e abbiano iniziato a diminuire perché questo potrebbe scatenare una seconda ondata di casi che potrebbero essere altrettanto dannosi, sia in termini sanitari e sia per l’economia.

Ma nemmeno restare chiusi in casa on attesa che si sviluppi e sia disponibile in commercio su larga sala un vaccino contro il COVID-19. Occorrerà trovare un modo per tornare gradualmente alla vita normale.

La fase della ripresa, dopo il cosiddetto ”end of state”, sarà complesso e delicato, soprattutto bisognerà evitare che si ripropongano le condizioni che la Storia ci insegna furono alla base del cosiddetto “biennio rosso”.

 

di Vito Di Ventura

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