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L’Iran stretta tra sanzioni e COVID-19

By   /   13 Marzo 2020  /   Commenti disabilitati su L’Iran stretta tra sanzioni e COVID-19

L’agenzia di stampa della Repubblica Islamica  IRNA ha riportato che in Iran i casi di infezione da COVID-19 sono oltre 10 mila, 429 i decessi mentre 3.276 i guariti. I primi casi di Coronavirus si sono verificati, lo scorso 19 febbraio, presso la città di Qom.  

E proprio a Qom, secondo le immagini satellitari, sono in corso lavori per ampliare il cimitero di Behesht-e Masoumeh per fare fronte all’incremento dei decessi dovuti all’infezione del Coronavirus.

Tale incremento e le lungaggini delle procedure per verificare che le cause del decesso siano da addebitarsi al COVID-19 stanno ritardando le sepolture, contrariamente a quanto prevede la tradizione musulmana secondo cui, dopo aver lavato il corpo con acqua e sapone, il defunto deve essere sepolto subito.

Il Coronavirus si sta diffondendo con rapidità e il governo iraniano sta adottando le stesse misure drastiche già attuate in molti Paesi: chiusura 

dei centri di culto in tutte le provincie, delle scuole e delle università, cancellati concerti ed eventi sportivi.

Anche per le annuali celebrazioni per il Nuovo Anno Persiano, o Nowruz, del prossimo 20 marzo sarà vietato recarsi, come da tradizione, ai cimiteri per onorare i propri defunti. Anche la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei non si recherà nella città di Mashad, dove si trova il santuario dell’Imam Ali al-Rida, per l’annuale discorso celebrativo.

Tra le personalità colpite dal coronavirus ci sono l’ex ministro degli esteri e attualmente consigliere di Khamenei, Ali Akbar Velayati, in quarantena nel proprio domicilio. Mentre, Mohammead Mirmohammadi, di 71 anni, altro consigliere di Khamenei, è morto la scorsa settimana, stessa sorte toccata lo scorso mese ad un altro importante religioso, Hadi Khosroshahi. Inoltre, ben 23 dei 290 membri del Parlamento sono risultati positivi, di cui 2 deceduti.

L’offerta di aiuti da parte del Presidente americano, Donald Trump, è stata rifiutata categoricamente: “Invece di dimostrazioni ipocrite di compassione e vanto repulsivo, dovrebbe porre fine al tuo terrorismo economico e sanitario in modo che le medicine e le relative forniture possano raggiungere il personale medico e il popolo iraniano”.

 

di Vito Di Ventura

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