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Già infranto l’accordo di pace tra USA e Talebani

By   /   4 Marzo 2020  /   Commenti disabilitati su Già infranto l’accordo di pace tra USA e Talebani

Il tanto ventilato “accordo di pace” tra gli USA e i Talebani è durato da Natale a Santo Stefano! Ieri aerei americani sono intervenuti a difesa delle forze di sicurezza afgane attaccate ad un posto di blocco nel distretto di Nahr-e-Saraj, nella provincia di Helmand.

È stato un atto difensivo per interrompere l’attacco” ha dichiarato il portavoce americano Colonnello Sonny Leggetta, secondo cui, nella sola giornata di ieri, i talebani hanno condotto ben 43 attacchi a diversi posti di blocco delle forze di sicurezza afgane. In particolare, nel distretto di Imam Sahib, nella provincia di Kunduz, in cui sono morti almeno 12 soldati e 4 poliziotti, mentre altri 10 militari sono stati presi in ostaggio. Un altro attacco è avvenuto nella provincia di Uruzgan dove, secondo il portavoce del governatore, Zergai Ebadi: Almeno 6 agenti sono morti e 7 sono rimasti feriti“.

Si tratta del primo intervento militare dopo la firma dell’intesa a Doha (Qatar) tra il capo politico talebano Mullah Abdul Ghani Baradar e il rappresentante americano per la riconciliazione, Zalmay Khalizad, avvenuta lo scorso 29 febbraio.

Secondo tale accordo, gli Stati Uniti e la NATO avrebbero ritirato gradualmente le loro truppe entro 14 mesi, mentre il prossimo 10 marzo sarebbero stati avviati i colloqui di pace tra il governo di Kabul e i Talebani. Naturalmente, nel frattempo non sarebbero stati condotti attacchi o qualsiasi atto di violenza.

Ma, all’indomani della firma dell’accordo, sembra che siano sorti contrasti sul rilascio dei prigionieri. L’accordo, infatti, prevedeva entro il 10 marzo lo scambio di 500 talebani e 1.000 tra americani e afgani, mentre gli altri prigionieri sarebbero stati rilasciati nei 3 mesi successivi.

Per il presidente afgano Ashraf Ghani lo scambio dei prigionieri doveva far parte dei negoziati intra-afgani e non un prerequisito dei negoziati, e pertanto il governo non ha aveva preso “alcun impegno” in tal senso.

Gli attacchi talebani sono avvenuti poche ore dopo la conversazione telefonica tra il presidente Usa Donald Trump e il negoziatore dei talebani Mullah Baradar. “La relazione avuta con il mullah è stata molto buona, Abbiamo avuto una lunga conversazione e loro vogliono cessare le violenze e noi anche. Quindi abbiamo una interesse comune”, aveva riferito ai giornalisti Trump.

Anche i talebani nel loro comunicato hanno confermato che nella conversazione telefonica, durata 35 minuti e avvenuta alla presenza di altri membri talebani, entrambe le parti si erano impegnate ad onorare l’accordo. In particolare, il mullah aveva assicurato a Trump che se gli Stati Uniti avessero osservato l’accordo anche le relazioni bilaterali tra USA e talebani avrebbero avuto una ricaduta “positiva”.

 

di Vito Di Ventura

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